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Analisi di come i bianconeri possono sfruttare al massimo le proprie risorse e gli eventuali punti deboli dei 'Blues', orfani di John Terry nella bolgia dello Juventus Stadium.

Quel 10 marzo 2009 è ancora vivo nella mente dei tifosi bianconeri. La Juventus di Ranieri, ritornata da poco più di un anno in Serie A, affrontava all'Olimpico di Torino il Chelsea di Drogba nel ritorno degli ottavi di finale di Champions League. L'andata, a Stamford Bridge, era finita 1-0 per i Blues. Il sogno rimonta, possibile.

Fu così che quella Juve gettò il cuore oltre all'ostacolo, e fu solo per la maggior compattezza ed esperienza della squadra londinese che il passaggio del turno restò soltanto un desiderio. Stasera, però, a distanza di tre anni può diventare finalmente realtà. La vendetta perfetta, contro i campioni di Europa, per dimostrare di essere più forti. Perchè per questa Juve battere il Chelsea non è più un sogno, ma una possibilità concreta. Ecco il nostro manuale di istruzioni.

QUANDO JT NON CE'...LA DIFESA BALLA -
La Juve potrebbe già mandare una scatola di cioccolatini a Luis Suarez come ringraziamento. L'uruguayano, infatti, ha messo fuori gioco John Terry, faro della difesa del Chelsea che senza il suo capitano è rimasta al buio. La sconfitta col West Bromwich ha messo a nudo tutte le difficoltà di David Luiz, su cui lo stesso Cech ha espresso pareri non proprio positivi. La coppia formata dal brasiliano e Cahill potrebbe reggere come il burro alle incursioni dei centrocampisti. E se Ivanovic (l'unico affidabile)  non sarà in serata, allora saranno dolori atroci per i Blues.

QUESTO TORRES NON FA PAURA - 'El Nino visto tra Madrid e Liverpool si è perso nella strada per arrivare a Londra. Da quando indossa la casacca dei Blues, infatti, Torres è diventato l'ombra di sè stesso. Tenerlo a bada, per il trio Bonucci-Barzagli-Chiellini, non dovrebbe essere affatto impresa ardua. Dopo la partenza di Drogba il Chelsea ha patito molto l'assenza di un bomber, di un giocatore che faccia la differenza da solo lì davanti, capace di concretizzare al massimo la grande mole di gioco creata dai trequartisti. Ed è indubbio che questo Torres non possiede nessuna delle caratteristiche appena citate.

OCCHIO A QUEI TRE - Oltre all'esperienza di Frank Lampard, la Juve dovrà stare attenta ai tre peperini: Oscar, Mata ed Hazard. Il brasiliano, autore di una doppietta all'andata, potrebbe essere addirittura sacrificato sulla linea dei centrocampisti per ringhiare addosso a Giovinco. Il Chelsea agirà sicuramente di rimessa, proprio per questo la difesa a tre bianconera (una delle poche ad andare sempre all'uno contro uno) dovrà usare più raziocinio che aggressività. Sotto quest'aspetto sarà molto importante il lavoro di Lichsteiner ed Asamoah, chiamati ad arare continuamente le fasce dello Juventus Stadium. I trequartisti di Roberto Di Matteo sono la sorgente del gioco dei Blues. L'obiettivo è prosciugarla.

GIOVINCO PARMA STYLE -
Vucinic è destinato a partire dalla panchina, quindi spazio alla 'Formica Atomica'. Quest'anno, dagli spalti dello Juventus Stadium, per lui sono arrivati più mugugni che applausi. E' vero, le sue occasioni le ha avute. Ma se il problema fosse tattico? Possibile che il Giovinco di Parma sia rimasto lì in Emilia? La risposta può darla solo Conte. In gialloblù 'Seba' aveva libertà di spaziare, inventare, creare e dare sfogo a tutto al suo talento. A Torino si sacrifica troppo, e quando arriva negli ultimi 20 metri non riesce ad avere la giusta lucidità. I tifosi devono avere fiducia, la sua fantasia non va però incatenata. Contro la difesa dei Blues bisogna sguinzagliarlo.

TRIDENTE, PERCHE' NO? - Questa ipotesi non è ovviamente da considerare come schieramento di partenza. Tuttavia, nel secondo tempo, può diventare qualcosa in più che una semplice suggestione. Se la partita non dovesse sbloccarsi, l'ingresso di Vucinic non deve per forza significare l'uscita dal campo di uno tra Quagliarella e Giovinco. Nel precedente del 2009 il trio Del Piero-Iaquinta-Trezeguet - schierato a sopresa da Ranieri - mise in netta difficoltà la retroguardia dei Blues (e c'era anche Terry). E' un rischio, sicuramente. Ma vale la pena pensarci...

EFFETTO JUVENTUS STADIUM - Può sembrare banale, ma stasera più che mai è importante. Sopratutto perchè i tifosi della Juventus non hanno ancora fatto sentire il giusto calore nelle ultime nottate Champions. Quello che è mancato con lo Shakthar non deve assolutamente mancare col Chelsea. Lo Juventus Stadium sarà probabilmente pieno come non mai dalla prima volta che ha aperto i suoi cancelli. Ogni singolo spettatore dovrà spingere la squadra verso la vittoria, senza fischiare alla prima difficoltà o mugugnare al primo errore. L'effetto Juventus Stadium può valere di per sè un goal.

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