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I bianconeri vivono sospesi tra l'impossibilità di vincere e la capacità di non perdere: l'inesperienza e la gioventù c'entrano poco, è la mediocrità a farla da padrona.

Era il 1995 quando Ligabue intonava questo ritornello: "Fai una croce qui, firmati così, vivo morto o X". Parole e note che si sposano benissimo con le ultime quattro partite dei ragazzi di Guidolin. Quattro pareggi che testimoniano quanto l'Udinese sia vivo, ma allo stesso tempo morto e soprattutto X.

Questa lettera, nemmeno presente tra le 21 dell'alfabeto italiano, vive intrinseca nell'essere dei friulani. I 90 minuti di gioco prendono mille direzioni e sfumature, ma alla fine finiscono sempre lì. Al fattore X, che evitiamo di chiamare X Factor per questioni di copyright. Tuttavia se Mara Maionchi vedesse all'opera questa Udinese, soltanto una frase potrebbe uscire dalla sua bocca: "Per me è no!".

COSA VA -
L'ultima sconfitta è arrivata il 7 ottobre contro il Napoli al San Paolo, dove ci può anche stare di perdere. Da lì in poi la squadra ha acquisito un'imbattibilità che in tempi di magra (come questi) non è assolutamente un fattore da sottovalutare. E visto che siamo nel paragrafo del 'cosa va', possiamo aggiungere che la classifica - a guardarla con un ottimismo che l'Udinese deve necessariamente ritrovare - è assolutamente positiva.

COSA NON VA - Guardando invece la classifica con lo spirito dell'Udinese attuale, è facile dire che la zona retrocessione è lontana soltanto cinque punti. Come abbiamo detto già più volte la squadra di Guidolin si trova in un limbo da cui sembra impossibile uscire. Col Parma si è passata dai tre punti sul quale basare il proseguio di stagione, al misero punticino (guadagnato) che rispecchia tutte le insicurezze del Guido (in primis) e dei suoi ragazzi.

Assurdo che il goal di Totò Di Natale arrivi quasi per caso da un lancio di Domizzi dalla difesa. Ed è assurdo anche che questa impossibilità di vincere sia quasi diventata il fiore all'occhiello dei friulani. Quando è sotto (solo quando è sotto) l'Udinese esce gli artigli e lotta. Quando è sopra si nasconde ed aspetta di essere scoperta, magari all'ultimo minuto, dal Raffaele Palladino di turno. Si vive di fiammate, tra Di Natale, Pereyra, Basta ed Allan, gli unici che possono spostare gli equilibri in campo.

E' indubbio però che questa mediocrità comincia a stancare. La fantomatica e tanto sbandierata quota 40 è ancora lontana 24 punti. Alla fine del campionato mancano 25 partite, dalle parti del Friuli si sono fatti i conti: del resto un punto a partita può anche bastare...

TOP&FLOP - Di Natale ha fatto sembrare facilissimo il suo 161esimo goal in Serie A, ma in realtà il suo stop e pallonetto morbido a scavalcare Mirante sono da grandissimo campione. Quello che del resto è Totò, insostituibile (oseremo dire purtroppo) per questa Udinese. Come abbiamo sottolineato prima, Basta, Pereyra ed Allan rappresentano una risorsa da sfruttare al massimo. Da loro deve essere ricostruito il concetto di squadra.

Si accende di rado, invece, il talento di Maicosuel. Con Di Natale non sembra esserci tutto questo affiatamento, e di conseguenza per lui diventa difficile inventare qualcosa dal nulla. Per quanto riguarda Badu, gli manca sempre qualcosa per poter essere importante nell'undici di Guidolin. Si impegna, ma commette troppi errori di inesperienza.

CONSIGLI PER IL MISTER - "Queste sono le nostre forze" è una frase che non vorremmo mai sentire da un allenatore di calcio. Soprattutto dopo che la propria squadra si fa pareggiare la partita all'89' minuto di gioco. Il 'Guido' deve capire che il suo morale è legato a doppio filo a quello della squadra: insicuro lui, insicura la squadra, preoccupato lui, preoccupata la squadra.

I risultati parlano da sè. Si scarica tutto sull'inesperienza, sulla gioventù, dimenticandosi che l'Udinese classificatasi terza l'anno scorso aveva un'età media inferiore a questa. La questione è l'atteggiamento: quante volte l'abbiamo ripetuto quest'anno? La paura arruginisce i meccanismi di gioco. Bisogna oliarli con una grande (grandissima) quantità di sicurezza ed ottismo. Ma se non lo fa Guidolin...

FUTURO -
Viene già il freddo pensando alla trasferta in Daghestan. L'Udinese si giocherà con l'Anzhi di Eto'o le ultime possibilità di rimanere aggrappato all'Europa League. Mancheranno come al solito i titolari e l'aria che si respira da quelle parti non equivale certamente ad un'iniezione di allegria. I ragazzi del 'Guido', però, ci hanno spesso stupito quando venivano dati praticamente per spacciati. Un pò come ad Anfield.

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