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Analisi - Il derby del caos e della paura: Sampdoria-Genoa, le speranze attorno a una Lanterna

Analisi - Il derby del caos e della paura: Sampdoria-Genoa, le speranze attorno a una Lanterna

Domenica sera, a Marassi, andrà in scena il derby tra Sampdoria e Genoa. Entrambe le squadre, coinvolte nella lotta per non retrocedere, non possono permettersi passi falsi.

Domenica sera, a Marassi, dopo un anno di astinenza si accenderanno i riflettori sul derby della Lanterna. Sampdoria e Genoa, nuovamente una di fronte all'altra dopo l'anno di purgatorio cadetto dei blucerchiati.

Il derby, però, cade proprio in un momento di clamorosa difficoltà per entrambe le compagini, coinvolte nella lotta per non retrocedere. La gara, già notoriamente ricca di agonismo e grinta, si prospetta dunque imperdibile.

Analizziamo, a due giorni dalla sfida, la situazione in casa dei due club genovesi.

CRISI

SAMPDORIA  - La Samp si presenta al Derby con un ruolino di marcia terrificante: sette sconfitte consecutive, tutte rimediate in modi differenti ma con alcuni denominatori comuni: carenza – o assenza - di gioco, sterilità offensiva e difesa oltremodo disattenta. Il pessimo momento attraversato da giocatori come Rossini ed Estigarribia, di fatto senza sostituti, la scarsissima vena di Maxi Lopez, gli infortuni e le numerose squalifiche sono i principali motivi di questa inesorabile discesa agli inferi blucerchiata, ancor più vertiginosa se si considera che nelle prime 5 giornate la truppa di Ferrara aveva rimediato gli attuali 10 punti in classifica (11 senza penalizzazione).

Seppur talentuosi, i vari Maresca e Obiang spesso sembra non sappiano cosa fare col pallone, a chi passarlo: mancano i movimenti, segno che qualcosa a livello di tattica e preparazione del match non funziona. In attacco la Samp non ha fuoriclasse – spesso non ha neanche attaccanti di ruolo -, in porta deve arrivarci attraverso il gioco, ma la palla scotta quando i risultati non sorridono e da lunedì potrebbe addirittura diventare incandescente.

GENOA - Cinque sconfitte consecutive, una vittoria che manca dalla trasferta contro la Lazio del 23 settembre, un allenatore cambiato. Non c’è da stare allegri in casa Genoa, soprattutto guardando la classifica. In questo momento sarebbe Serie B. Il gioco a sprazzi si vede, in campo sono presenti giocatori con un certo dinamismo e qualità, il problema sembra più che altro un fattore mentale. Partite con avverarsi di livello come Roma e Napoli erano state ben indirizzate, poi il vuoto e a festeggiare si ritrovano puntualmente gli ospiti. Dopo il Derby il Genoa se la vedrà a Bergamo contro l’Atalanta, trasferta molto ostica in generale, ma nel particolare potrebbe diventare impossibile se la stracittadina portasse con sé scorie negative.

PAURA

SAMPDORIA - I blucerchiati proprio non possono sbagliare la partita. Sette sconfitte rappresentano un triste record, incrementarlo complicherebbe ancora di più una situazione già difficile, senza contare che il contraccolpo psicologico rischierebbe seriamente di compromettere il match successivo con il Bologna, anch’esso uno scontro salvezza. Spesso basta una scintilla per far divampare le fiamme dell’entusiasmo: potrebbe essere il Derby la partita giusta per raddrizzare un campionato che si sta dimostrando più ostico di quanto preventivato alla vigilia. Ormai non si può più considerare una stagione agli albori, con il Derby si disputerà la tredicesima giornata, un terzo di campionato.

GENOA - Un fattore potrebbe preoccupare un po’ meno il Genoa rispetto alla Sampdoria. L’ambiente rossoblù storicamente vive il Derby in maniera viscerale, forse ancora più morboso di quanto non facciano i cugini blucerchiati: anche trovandosi in una situazione di classifica decisamente preoccupante, i recenti successi contro la Samp - l’ultimo costò la retrocessione al Doria – potrebbero far sentire i Grifoni un po’ appagati, meno affamati e forse meno spaventati all’idea di perdere. Resta comunque una certezza il fatto che una sconfitta dopo gli zero punti rimediati nelle ultime cinque partite aprirebbero le porte della catastrofe e (forse) della contestazione.

PANCHINA

SAMPDORIA - I Garrone hanno deciso di puntare su un allenatore con un curriculum veramente risicato e quanto sta accadendo alla Samp ricorda molto da vicino quanto già visto ai tempi in cui il tecnico campano sedeva sulla panchina della Juve: in pochi mesi  i bianconeri furono eliminati da Champions, Europa League e Coppa Italia con Ferrara allontanato da Torino prima che potesse capire cosa fosse successo. Questo è il momento di dimostrare di che pasta si è fatti, caricare a mille i propri giocatori, buttarli nell’arena desiderosi di far dimenticare ai tifosi due mesi da incubo. E se nel Derby non dovessero arrivare tre punti, allora neanche San Garrone potrebbe proteggere Ferrara.

GENOA - La scelta Delneri è caduta forse un po’ a sproposito dopo l’allontanamento di De Canio. Il Genoa in rosa non ha i famosi esterni che il collaudatissimo modulo del tecnico richiede. Il mercato riaprirà a gennaio e fino a quel momento pretendere che il Genoa targato Delneri a un tratto si trasformi in una corazzata sarebbe da pazzi. L’ex allenatore di Chievo e Roma comunque ha esperienza in partite importanti, in particolare nei Derby della Lanterna. Sa come si affrontano, sa come si vivono e sa anche come si vincono. Senza dubbio un’arma in più rispetto al collega doriano.

CAOS

SAMPDORIA - Anche con l’entrata in scena di Rinaldo Sagramola come plenipotenziario, l’idea in casa Samp è che i reparti societari siano un po’ scollegati tra loro. Non che manchi un’unità di pensiero – Ferrara resta – ma forse si sente ancora la mancanza di un direttore generale col carisma di Marotta, uno che anche in tempi di crisi ispirava comunque fiducia, che parlava solo nei momenti difficili e che comunque dava sempre l’idea di tenere saldamente il cavallo per le redini. Sia l’ex dirigente del Palermo – visto un po’ come un semplice capitano d’azienda - che Pasquale Sensibile, non godono della stessa stima del Beppe bianconero.

La piazza attualmente ribolle, come una pentola a pressione. Piccoli, piccolissimi focolai di rabbia si sono già accesi, ma per ora prevale il buon senso: la Samp prima di tutto, niente proteste, solo incitamenti, quindi “fuori gli attributi” – come recitava uno striscione mostrato dal gruppo di tifosi “Fieri Fossato”ieri a Bogliasco.

GENOA - L’aria che si respira attorno alla squadra sembra comunque piuttosto distesa. I tifosi non fanno mai mancare il loro appoggio incondizionato, specialmente in una settimana delicata come quella che precede il Derby. Semmai la confusione è generata da una politica societaria che definire incomprensibile equivale ad usare un eufemismo. Cambio d’allenatore, allontanamento di Lo Monaco, allontanamento del fidato Capozucca, il ritorno di Foschi… Tutti fattori che non contribuiscono a creare stabilità e fiducia nel futuro.

PRUDENZA

SAMPDORIA - E se tentare di vincere il Derby in fin dei conti non convenisse? Perché andare all’attacco, scoprirsi e magari essere castigati alla prima disattenzione? E’ quello che potrebbe chiedersi Ferrara in questi ultimi giorni. In fin dei conti non perdere un Derby potrebbe comunque far guadagnare un po’ di tempo, dare modo di recuperare qualche infortunato eccellente e magari affrontare con più tranquillità la sfida casalinga contro il Bologna, da vincere assolutamente. Speculazioni, sì, ma in tempi di crisi un bicchiere mezzo vuoto può comunque sembrare dissetante.

GENOA - Stesso discorso per quanto riguarda il Grifone. Incrementare il bottino di sconfitte non giova a nessuno, tanto meno a una squadra che veleggia in zona retrocessione. Un punticino in vista di Bergamo potrebbe quindi fare comodo in attesa di tempi migliori. Meglio sotterrare i propri averi e sapere di ritrovarli il giorno dopo, piuttosto che investirli e rischiare di perdere tutto.

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