thumbnail Ciao,

Il modulo a tre dietro è ormai superato. A Mazzarri conviene insistere sull'assetto provato nei secondi tempi contro Dnipro e Genoa. E con i rinforzi giusti si può volare...

Contro Dnipro e Genoa si è rivisto il vecchio Napoli, quello stile Mazzarri prima maniera. Due rimonte, due tuffi nel passato per i tifosi azzurri, che da tempo non assistevano a simili 'manovre ad U' da parte dei propri beniamini. Non di solo ardore si è trattato. Il calcio, naturalmente, non è una scienza esatta, ma si può sostenere in maniera ragionevole che l'origine di entrambi i successi vada ricercata nella rivoluzione tattica attuata dall'allenatore.

Dal 3-4-1-2 alla difesa a quattro, con l'utilizzo di almeno tre giocatori dalle caratteristiche offensive, è un passo che può sembrare da poco, ma dietro c'è tutto un mondo. Al sanguigno Walter è stata sempre imputata (a ragione, al netto degli innegabili pregi) una certa rigidità tattica. Il modulo a tre dietro da lui tanto amato, per funzionare al meglio, ha bisogno di pochi ma indispensabili elementi: esterni di gamba, in grado di sdoppiarsi al meglio tra fase difensiva ed offensiva, un pacchetto arretrato che sappia muoversi in armonia con i terzini, attaccanti che si lancino negli spazi nella fase attiva di gioco.

Se uno solo di questi viene a mancare, ecco che cade tutta l'architettura, come un castello di carte. Quest'anno, più di tutti, stanno mancando proprio gli esterni: Maggio e Dossena sono involuti, Zuniga ha scontato qualche problema fisico, Mesto si è rivelato soltanto domenica scorsa, dopo qualche non indimenticabile prestazione europea. Mancando questo tipo di giocatori, il modulo mazzarriano diventa statico, consunto, superato.

Occorre escogitare delle soluzioni alternative, ed è quello che ha fatto il tecnico nei secondi tempi delle due suddette partite. Ora, però, si giochi in quel modo fin dal primo minuto. Perchè osare si può, anzi si deve: è questa la più bella eredità lasciata in dote da queste gare. Troppo difensivo, troppo monocorde il 3-4-1-2. Le alternative? Almeno tre, ve le illustriamo di seguito:

COSI' IN CAMPO
De Sanctis

Campagnaro - Cannavaro - Gamberini - Zuniga

Behrami - Inler

Pandev - Hamsik - Insigne

Cavani
4-2-3-1 - I 'Fantastici Quattro' – Cavani, Hamsik, Pandev e Insigne – tutti insieme. Un attacco dal potenziale devastante, uno spettacolo per gli occhi, roba da intimidire qualunque avversario. In uno schieramento simile, Pandev ricoprirebbe in pratica la posizione che aveva nell'Inter del 'Triplete'. Se poi il macedone dovesse proseguire nel suo momento di scarsa vena, allora si potrebbe provare al suo posto Zuniga, già utilizzato in passato da trequartista-ala.

In difesa, schierata rigorosamente a quattro, potrebbe trovare posto Fernandez: in Nazionale gioca così, converrebbe replicare anche a Napoli l'esperimento. Esterni bassi? A destra Campagnaro, che dei tre centrali titolari è quello più dotato in fase di spinta, oppure Maggio; a sinistra Zuniga, o Aronica se il colombiano dovesse giocare più avanti. Retroguardia bloccata, come si conviene ad una formazione simile.

COSI' IN CAMPO
De Sanctis

Campagnaro - Cannavaro - Gamberini - Zuniga

Behrami - Inler - Dzemaili

Hamsik

Cavani - Insigne
4-3-1-2 - Anche a Napoli il rombo può avere il suo perchè. Gli uomini ci sono: basta infilare un centrocampista in più, Dzemaili, ideale per questo modulo per la sua capacità di coniugare quantità e un pizzico di qualità, e il gioco è fatto.

Ad andare fuori sarebbe uno dei tre difensori titolari o uno degli esterni. Insigne, in fase di non possesso, potrebbe anche abbassarsi in linea con Hamsik: ed ecco apparire 'magicamente' un Albero di Natale...

Difesa schierata sempre a quattro, con gli uomini scelti anche per lo schieramento analizzato in precedenza.

COSI' IN CAMPO
De Sanctis

Campagnaro - Cannavaro - Gamberini - Zuniga

Behrami - Inler - Hamsik

Pandev - Cavani - Insigne
4-3-3 - E veniamo al modulo forse più offensivo di tutti. Un 4-3-3 quasi zemaniano, benchè il marchio, in questo periodo, non stia conoscendo un periodo particolarmente felice.

Tridente puro, con Cavani centrale e due mezzepunte-attaccanti esterni come Insigne e Pandev. Hamsik nei tre di centrocampo, da mezzala sinistra (il ruolo che avrebbe voluto assegnargli un certo Milan...), solita difesa a quattro.

Forse gli equilibri non sarebbero garantiti al 100%, ma con un terminale offensivo come il 'Matador' basterebbe fare un goal in più rispetto agli avversari.

Conclusione: il Napoli, nelle ultime due uscite, ha scoperto un nuovo lato di sé stesso. Adesso Mazzarri insista su questa strada. Il modulo a tre, se non si hanno esterni in piena 'salute', non ha molto senso. Ne ha invece un nuovo schieramento, con i quattro difensori e almeno tre 'Tenori' su quattro in campo dal 1'.

Al resto ci pensi la società. Il De Laurentiis insolitamente silente degli ultimi tempi (qui gatta ci cova...) regali a gennaio all'allenatore quelle due-tre pedine necessarie per spiccare il volo: un terzino sinistro, un mediano-interno, una punta di complemento. Il Napoli attuale è da terzo posto, nulla di più, salvo miracoli. Con i rinforzi giusti, invece, perchè porsi dei limiti?

Sullo stesso argomento