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Dopo il pessimo avvio della truppa rossonera, si sprecano i paragoni con le annate più fallimentari della gestione Berlusconi. Qual è stato il Diavolo peggiore?

Il Milan non riesce proprio a cambiare marcia. La sosta chiude un avvio da incubo per i rossoneri in questa stagione, culminato con la sconfitta nel derby. Con soli 7 punti in 7 partite, gli uomini di Allegri sono già praticamente tagliati fuori dalla lotta scudetto. Una partenza così potrebbe addirittura essere il preludio alla peggior stagione dell'era Berlusconi: ecco perchè il paragone con le due stagioni passate più nere dell'attuale presidenza sembra quasi inevitabile.

MILAN 96/97 - IL FALLIMENTO DEL 'MAESTRO'
Dopo cinque stagioni al vertice con ben quattro scudetti ed una Champions League conquistata, Fabio Capello lascia la panchina del Milan per quella del Real Madrid: questa scelta rappresenterà di fatto la fine di un grandioso ciclo.

Alla guida dei rossoneri arriva l'uruguaiano Oscar Washington Tabarez. La rosa rimane pressochè invariata a quella che, l'anno prima, aveva portato il tricolore a Milano. Arrivano anzi altri rinforzi: i due olandesi Edgar Davids e Micheal Reiziger e l'attaccante francese Christophe Dugarry, che vanno ad aggiungersi ad una struttura ben collaudata con campioni del calibro di Maldini, Baresi, Costacurta, Tassotti, Roberto Baggio, Savicevic, Boban, Weah, Albertini e Desailly.

COSI' IN CAMPO
Rossi

Panucci - Baresi - Costacurta - Maldini

Eranio - Desailly - Albertini

Boban

Simone - Weah
Ma la squadra decide inconsciamente che è arrivato il momento di mollare, dopo nove stagioni consecutive di grandi successi. Pronti via e i rossoneri perdono subito la coppa di lega contro la Fiorentina per 1-2. Ma il segnale più forte arriva dalla Champions League, dove il Milan non riesce a passare la fase a gironi, dopo la decisiva sconfitta interna contro il Rosemborg.

Anche in campionato le cose non vanno secondo le aspettative, così che a dicembre la sconfitta contro il Piacenza nell'11a giornata (3-2) costa la panchina a Tabarez. La dirigenza rossonera pensa quindi che la cosa migliore sia riportare una guida forte ad un gruppo che non poteva aver dimenticato il significato della vittoria e riporta sulla panchina del 'Diavolo' Arrigo Sacchi, ma i risultati non accennano comunque a migliorare.

Arriva invece una clamorosa sconfitta interna contro la lanciatissima Juventus di Lippi per 1-6, con i bianconeri che vinceranno poi il tricolore. Il Milan conclude il campionato all'11° posto, fuori da tutte le competizioni europee. A fine stagione lasciano il Milan Arrigo Sacchi e due storiche bandiere come Franco Baresi e Mauro Tassotti, rispettivamente dopo venti e diciassette anni in rossonero.

Nelle prime sette partite della stagione appena raccontata, i rossoneri avevano comunque totalizzato quattro vittorie, per poi crollare però in un andamento sempre peggiore.

MILAN 97/98 - CHE SMACCO PER DON FABIO
Dopo il brusco calo della passata stagione, che aveva fatto sprofondare la squadra all'11° posto in classifica, viene richiamato Fabio Capello in panchina, dopo la vittoriosa esperienza sulla panchina del Real Madrid, accompagnato da una campagna acquisti votata alla rivoluzione. Vengono infatti acquistati un gran numero di giocatori, soprattutto stranieri, così che a fine stagione si possono contare soltanto 12 italiani su 28 all'interno della rosa.

Arrivano Ziege, Ba, Kluivert, Maini, Taibi, Bogarde, Ganz, Blomqvist, Nilsen, Andersson, Leonardo e Maniero; ma i risultati stentano a tornare, a conferma di un gruppo che non riesce a ritrovare solidità. Vengono poi effettuate cessioni sbagliate, come l'olandese Davids, girato alla Juventus, di cui il giocatore diventa subito un elemento imprescindibile.

COSI' IN CAMPO
Taibi

Cardone - Costacurta - Maldini - Ziege

Ba - Desailly - Albertini - Leonardo

Kluivert - Weah
Come l'anno precedente dunque, la stagione del Milan si rivela ancora fallimentare: dopo le prime quattro giornate gli uomini di Capello contano soltanto due punti in classifica e chiuderanno il campionato al 10° posto, mancando anche questa volta la qualificazione alla coppa Uefa.

L'unica luce dell'annata viene dal cammino in Coppa Italia, dove i rossoneri riescono ad arrivare in finale: ma l'epilogo è altrettanto triste per i tifosi del 'Diavolo', che vedono mancare il trofeo subendo tre goal in dieci minuti dalla Lazio nel match di ritorno, dopo la vittoria di S.Siro.

Lo scudetto va alla Juventus, tra le mille polemiche del finale di stagione con i diretti rivali dell'Inter, culminate con l'ormai famoso caso 'Iuliano-Ronaldo'. La stagione 1997/98 sarà comunque ricordata dai tifosi rossoneri come la prima da capitano di Paolo Maldini. A fine campionato, Capello lascia ancora una volta la panchina del Milan.

Nell'anno seguente però, i colori rossoneri rinasceranno dalle ceneri e torneranno a trionfare, vincendo un entusiasmante tricolore in rimonta sotto la guida di Alberto Zaccheroni.

MILAN 12/13 - L'ANNO ZERO DEL DIAVOLO
I tifosi del Milan possono fare tutti gli scongiuri del caso, ma l'attuale inizio di stagione dei rossoneri non fa sicuramente ben sperare per il futuro. Sette punti in altrettante partite sono un bottino troppo preoccupante per una squadra abituata a lottare al vertice fino a qualche mese fa.

Anche in questo caso alla base di tutto c'è la fine di un ciclo, rappresentato più che altro da un grande blocco di senatori che lasciano la squadra, tutti in una volta. Inevitabile dunque il crollo mentale, con lo spogliatoio che vede impoverirsi dei propri punti di riferimento in un modo troppo brusco.

COSI' IN CAMPO
Abbiati

Abate - Bonera - Zapata - Antonini

De Jong - Montolivo

Emanuelson - Boateng - El Shaarawy

Pazzini

Se a tutto questo aggiungiamo la fondamentale perdita dei due elementi più forti della rosa, nonchè punti cardine dello schema tattico, ecco che viene a completarsi una ricetta di totale sfiducia nell'ambiente.

I sostenitori del 'Diavolo' hanno tutto il diritto di sperare che i vari Acerbi, Zapata, Traorè, Bojan, Niang, De Jong e Pazzini possano esplodere ed aiutare il Milan a risollevarsi a breve; ma sulla carta la perdita di gente come Thiago Silva, Ibrahimovic e tutti gli altri campioni che hanno fatto la storia di questo club, non sembra assolutamente poter essere colmata dalla campagna acquisti effettuata in estate.

Il momento economico è nero come mai prima d'ora: se nelle due stagioni raccontate sopra i pessimi risultati potevano essere riconducibili ad un naturale calo dovuto ad un'overdose di successi, quest'anno la situazione è dettata da un evidente ridimensionamento qualitativo.

Il rischio di una stagione fallimentare è dunque concreto, ma il 'progetto giovani' più volte sponsorizzato dalla dirigenza potrebbe gettare le basi per un nuovo ciclo, anche a costo di restare a secco di vittorie per un pò.

L'importante però, è fare chiarezza: motivando quindi l'ambiente verso obiettivi più realistici e lavorando tutti nello stesso verso al fine di costruire una nuova macchina da zero, in attesa di tempi più rosei.

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