thumbnail Ciao,

Speciale - Foto reportage della prima a Is Arenas, finalmente il Cagliari ha il suo pubblico

I rossoblù giocano finalmente, alla sesta partita di campionato, davanti al proprio tifo: solo un settore, uno stadio inglese ancora da rifinire. Ma che è già realtà.

Si è scritto e si è detto tanto di Is Arenas, stadio scelto dal Cagliari Calcio come attuale (e futuro) impianto casalingo. C'è chi ha accusato Lega, Figc e massime autorità dopo il caos relativo alla partita contro la Roma. Una squadra senza stadio non può iscriversi al campionato, ha scritto qualche opinionista sul web. Detto che la formazione sarda ha indicato anche il campo triestino come base degli incontri casalinghi, quel qualcuno dovrà ricredersi. Lo stadio quartese è realtà, tra presente e divenire. Per il sfortunato esordio del pubblico (in termini di risultato) contro Pescara era presente anche Goal.com.

Solo tubi, impianto osceno, non adatto ai grandi palcoscenici. Luoghi comuni. Tifosi (o pseudo conoscitori dell'ambiente) di ogni dove hanno usato Is Arenas come pungiball, una vergogna per un calcio italiano che cerca di rinascere dalle proprie ceneri. In questo caso inteso come impianti all'avanguardia.


Dopo i rituali controlli i tifosi fidelizzati imboccano il tunnel che porterà alla tribuna Distinti, l'unica aperta per la sfida contro gli abruzzesi di Stroppa dopo i sopralluoghi di tutte le autorità competenti. In pochi metri cresce l'attesa, tante le domande che frullano, tanti gli interrogativi a cui dare risposta. Di certo, anche grazie alle iniziative di abbonamento volute dalla società di Cellino, si vedono tante donne, tanti bambini. Una tifoseria affamata di calcio.

Poi, l'ingresso. Un gioiellino, ma per ora ancora un gioiellino da rifinire. Un cantiere che diverrà uno stadio di cui essere fieri. Nessuna barriera, i propri beniamini a un metro di distanza. Insomma, un impianto inglese in un paese che continua a trovare troppi maledetti impedimenti burocratici per poter realizzare uno stadio di proprietà. Si noti bene. Non è lo Juventus Stadium, quello sì un capolavoro in mezzo al becerume italico. Ma è comunque un inizio, viste le potenzialità e le risorse in mano al Cagliari rispetto ai Campioni d'Italia.



Un solo settore aperto, si diceva. Un settore caldo, mentre i cori provenivano da pochi e gli applausi da molti. Nonostante l'ennesima sconfitta. Gli ultras, contro la tessera del tifoso e dunque fuori dall'impianto, hanno sostenuto la squadra per tutta la gara seguendo il match con radioline, cellulari e simili. Al termine del match è scattata la contestazione nei confronti di mister Ficcadenti e dei giocatori, accusati di esser privi di attributi. Coerenza, questa sconosciuta.

Curiosamente chi si è seduto sugli spalti del Sant'Elia, vecchio stadio cagliaritano, nell'ultimo decennio, non ha mai potuto osservare un tabellone luminoso degno di nota. A Is Arenas è visibile, funzionante, all'avanguardia. Insomma, lo stadio c'è, le basi essenziali pure. La Main Stand sarà pronta per novembre, mentre per metà ottobre anche Curva Sud e Curva Nord dovrebbero ottenere l'agibilità. E vedere così uno stadio sempre più pieno.


Curva Sud che per ora è stata occupata solo da una telecamera televisiva, oltre a qualche raccattapalle che ha scalato le gradinate per raccogliere le conclusioni spedite alle stelle dai giocatori abruzzesi nel pre-partita (quest'ultimo caratterizzato anche dal lancio del sale voluto da Cellino. Su questo meglio non soffermarsi...). Quando Damato fischia l'inizio della gara un solo stato d'animo pervade gli spettatori. Tutto sembra irreale.

Con una sola curva aperta pare una partita amichevole, di quelle estive con pochi affezionate, utili a mettere apposto i meccanismi prima della stagione ufficiale. I polemici detrattori probabilmente non faranno mai tappa all'Is Arenas, ma dovranno capire che lo stadio, seppur incompleto, fa veramente ri-avvicinare il pubblico al calcio. Irreale perchè finalmente i giocatori battono rimesse e angoli a due passi da te, senza barriere. Perchè quando iniziano il riscaldamento puoi veramente far sentire il tuo tifo. E scusate se è poco.


Rientrato da Miami dopo essersi autosospeso dalla carica di Presidente del Cagliari, a un certo punto si palesa nella main stand in costruzione anche Massimo Cellino. E' lui che ha voluto tutto questo, è lui che ha dato una scossa decisiva (seppure in maniera veramente poco condivisibile) per avere il pubblico nel suo stadio cagliaritano-quartese (del resto i due comuni sono praticamente un tutt'uno).

Finisce 2-1 per il Pescara, i pochissimi fischi vengono coperti dagli applausi del pubblico ai propri giocatori. Al proprio stadio. Che dopo tante polemiche esiste non solo nei pensieri di pro e contro, ma anche fisicamente. E una volta completato sarà l'orgoglio cagliaritano in formato impianto calcistico.

Impianto inglese con i pochi milioni a disposizione. Per Quartu, Cagliari, Sardegna è un passo in avanti. Vista la burocrazia che ha bloccato ogni iniziativa nel capoluogo sardo e negli altri comuni limitrofi, Quartu si trova così uno stadio. Che non avrà ristoranti e centri commerciali.

Ma dove si può finalmente vedere calcio. E questo basta e avanza, mica si pretende di essere una big che punta allo Scudetto. Si vuole vedere una partita di calcio in Serie A, nulla più. Ci fossero istituzioni favorevoli, tanti milioni a disposizione e aiuti da ogni dove, allora sì si potrebbe costruire uno stadio all'avanguardia come all'estero. Utopia.

Is Arenas è semplicemente uno stadio formato di tifoso ancora un po' cantiere, che non sarà di certo lo Juventus Stadium o l'Old Trafford. Ma che rende orgogliosi i sostenitori rossoblù, finalmente vicini alla propria squadra.

Sullo stesso argomento