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Il verdetto dei primi turni di campionato: l'anti-Juve non esiste. Esistono squadre che potrebbero avvicinarsi alla competitività dei bianconeri. Chi più di tutti?

Per adesso il campionato ha emesso un unico, insindacabile, verdetto: la Juventus ha una marcia in più rispetto alle avversarie. E forse anche due o tre. Strada facendo, in base alla situazione contestuale, abbiamo indicato nelle milanesi prima, nel Napoli poi, ed infine nelle romane, le avversarie con addosso l’etichetta di anti-Juve.

La realtà dei fatti è che, al momento, nessuna di queste squadre pare essere in grado di competere con la compagine bianconera. Sia chiaro che stiamo parlando di attualità, che le cose in futuro possono cambiare. Proprio per questo, più che individuare un’anti-Juve, cerchiamo di capire quale, tra le squadre sopra citate, sia quella che più si avvicina, o meno si allontana, al grado di competitività della Juventus.

Esaminiamo squadra per squadra, seguendo rigorosamente l'ordine della classifica.

NAPOLI
Ok, a Catania si è sprecata un’occasione d’oro ma, pur in superiorità numerica, giocare al Massimino è difficile per tutti. Delle squadre che stiamo prendendo sotto esame, il Napoli è la più vicina alla Juventus, per solidità, fame, e concretezza.

Mazzarri ha oramai dato un’identità di gioco precisa ai suoi ragazzi che, mai come quest’anno, potranno dire la loro in fatto di scudetto. I tempi sono maturi per far sognare il popolo azzurro.

L’esperienza accumulata negli ultimi anni, l’affiatamento, l’abitudine ad un certo tipo di gioco e, soprattutto, le doti da fuoriclasse di Cavani, potrebbero essere le chiavi per avvicinarsi alla nemica Juventus.

LAZIO
Gli uomini di Petkovic hanno sorpreso praticamente tutti. Il precampionato ci aveva parlato di una squadra in difficoltà, con scarsa organizzazione di gioco.

Al dunque, invece, la Lazio ha conquistato anche i più scettici, sciorinando ottimo calcio ed esibendo bellezza e concretezza insieme. Inoltre c’è un Hernanes formato gigante come mai lo si era visto nella Capitale: alle note doti tecniche sta aggiungendo una corsa finora insospettabile.

Manca però l’abitudine a lottare per certi traguardi. Un difetto mentale cui forse il solo Petkovic, con la sua bravura, potrà sopperire.

ROMA
Le squadre di Zeman sono sempre state abbastanza lunatiche. Molti goal all’attivo, ma anche al passivo, se si esclude l’ultimo campionato cadetto dove il Pescara allenato dal boemo ostentò - anche se solamente a tratti - una buona tenuta difensiva.

Tuttavia, la partita contro il Bologna ha dato segnali poco incoraggianti in tal senso, e poco ha incoraggiato anche l’aspetto mentale di una squadra che, in vantaggio di due goal, si è sentita la vittoria in tasca ed ha finito col perdere addirittura la partita.

La Roma sarà pure garanzia di spettacolo e goal ma, per arrivare ai livelli dei bianconeri, di strada da fare ce n’è ancora. E parecchia anche.

INTER
Quella nerazzurra è una squadra sulla quale si può costruire qualcosa di buono. C’è materiale validissimo per lottare ad alti livelli, altro un po' meno. I nerazzurri stanno pagando, sopra ogni cosa, la partenza di Maicon al punto che, probabilmente, Stramaccioni virerà sulla difesa a 3.

Ma c’è anche un problema di carattere psicologico: alcuni calciatori, di tanto in tanto, si prendono delle pause e ciò non deve accadere. E’ necessaria un’evoluzione da questo punto di vista, mantenere la concentrazione per 90 minuti è un dovere.

Dalla sua l’Inter ha calciatori del calibro di Handanovic, Guarin, Sneijder, Cassano e Milito, uomini capaci di decidere la partita con le loro qualità. Bisogna assumere però maggior convinzione e, soprattutto, serve che rientri Palacio, calciatore che sta mancando ai nerazzurri molto più di quanto si possa immaginare.

MILAN
E' la squadra in crisi del calcio italiano. Pur non essendo partiti coi favori del pronostico, per motivi legati al calciomercato estivo, i rossoneri stanno stupendo in negativo anche i peggiori detrattori. Diciamoci la verità, in quanti avrebbero pronosticato un Milan con soli 3 punti all’attivo dopo quattro giornate di campionato? E non c’è di che essere ottimisti.

Manca il gioco, manca la convinzione, manca la fiducia, che sempre ha contraddistinto la storia rossonera. Sta mancando anche Pato, vittima dei soliti malanni fisici. Inoltre Allegri dovrebbe mettere in testa a certi calciatori il concetto che per essere campioni bisogna caricarsi sulle spalle la squadra nei momenti di difficoltà e tirarla fuori dalle sabbie mobili.

Non certo tirare verso la porta avversaria ogni qualvolta si ha palla tra i piedi, come fa, ultimamente, Boateng. Lo stesso Allegri deve dimostrare di avere la situazione sotto controllo: di dubbi ce ne sono eccome.

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