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Stipendi extra lusso, clausole da paura: ecco giocatori ed allenatori che hanno deciso di abbandonare il calcio competitivo per tuffarsi in quello dorato.

Una volta Giappone e Stati Uniti erano la mete preferita dai calciatori che, prima di appendere gli scarpini al chiodo, avevano deciso di abbandonare le pressioni e lo stress dei campionati europei per chiudere la carriera in un mondo nuovo, quasi inesplorato dal pallone ed appunto per questo abbastanza redditizio. Una sorte di 'pensione del calcio', ottima per chi volesse ancora divertirsi (e far divertire) col pallone tra i piedi.

E' il caso di Laudrup, Lineker, Rumenigge, Careca, Zico, Schillaci, Chinaglia, Granitza, Pelè, Beckenbauer e Johan Cruijiff, tutti protagonisti indimenticati tra la terra del sol levante e quella a stelle e strisce.  Un percorso normale, dettato dal fatto che i cosìdetti campionati 'del terzo mondo' potevano acquistare certi giocatori soltanto quando questi ultimi avevano dato tutto, ma proprio tutto al calcio che conta.

Ovviamente lo scopo principale non era certo vincere trofei di prestigio o aumentare il livello del campionato, bensì mettersi da parte un bel gruzzoletto per poi starsene tranquilli in casa a giocare coi nipotini.  Una scelta quasi ovvia. Un'occasione troppo ghiotta da lasciarsi sfuggire. Soprattutto ad una certa età.

Al giorno d'oggi la situazione non è cambiata. Anzi, è cambiata del tutto. Dai timidi Giappone e Stati Uniti si è infatti passati agli sfacciati e irriverenti Emirati Arabi, Qatar e Cina. Questi tre stati hanno deciso di conquistare e stavolgere il mondo del calcio come i vecchi e potenti imperi nascenti di un tempo. Le armi sono di distruzione di massa: petrodollari e miliardi di euro.

E' così che si arriva a rendere Dario Conca (voi direte, chi?) il quarto-quinto giocatore più pagato al mondo. Aveva 27 anni quando lo Guangzhou Evergrande gli offrì un contratto da 13 milioni di euro a stagione (qualcosa come 900.000 euro al mese) per convincerlo ad ignorare tutte le offerte provenienti dall'Europa ed accettare quella del club di tale Xu Jia Ying, imprenditore cinese possedente un patrimonio intorno ai 5,7 miliardi di euro.

Il brasiliano aveva fatto la stagione della vita alla Fluminense, ma invece di tentare giustamente il grande salto, preferì volare in Cina. Con questa motivazione: "La ragione più importante della mia scelta è il progetto". Un sinonimo perfetto di soldi facili. E' dal nostro caro Conca che iniziò tutto. I nuovi imperi avevano capito il trucco: "Il denaro è più importante della carriera".

Fu così che il Guangzhou prese pure Marcello Lippi. "Non mi piace parlare di soldi", disse il tecnico campione del mondo. E campione di incassi: 11 milioni di euro a stagione non sono nulla in confronto al progetto. Lo stesso discorso fatto da Lucas Barrios, che a 27 anni (e nel pieno della maturità calcistica) ha deciso di vendere il suo talento all'Evergrande per circa 6,7 milioni di euro all'anno.

LA TOP 10 DEGLI STIPENDI
1) Dario Conca - Guangzhou Evergrande: 13 mln
2) Didier Drogba - Shanghai Shenhua: 12 mln
3) Marcello Lippi - Guangzhou Evergrande: 11 mln
4) Nicolas Anelka - Shanghai Shenhua: 10,6 mln
5) Yakubu Ayegbeni - Guangzhou R&F:  7,4 mln
6) Seydou Keita - Dalian Aerbin: 7 mln
7) Raul- Al-Sadd: 4 mln
8) Mamadou Niang- Al-Sadd: 3,5 mln
9) Houssine Kharja - Al-Arabi: 3,2 mln
10) Frederic Kanoute - Bejing Gouan: 2 mln

Dalla Cina rimbalzano voci che il presidentissimo Ying abbia pure provato a convincere Kakà con un'offerta indecente di 18 milioni di euro a stagione, che avrebbero reso il brasiliano secondo giocatore più pagato del pianeta dietro Eto'o (20 milioni). Restando nella nazione di Mao Tse Tung sono ormai diventati famosissimi gli stipendi di Drogba ed Anelka: 12 all'anno per il primo, 10,6 al secondo. Cifre pazzesche con cui lo Shanghai Shenua ha convinto gli ex Chelsea a lasciare forse prematuramente il calcio europeo.

Anzi, sicuramente. Soprattutto nel caso di Drogba che avrebbe avuto la possibilità di accettare il già faraonico stipendio da 5 milioni a stagione offerto dalla Juventus.  A 33 anni per uno come lui c'era ancora tutto il tempo di essere nuovamente decisivo in Champions League. Invece il progetto del Guangzhou si è rivelato più ambizioso di quello della Juve. Di ben 7 milioni di euro.

Sette milioni come quelli che percepirà Seydou Keita allo Shandong Lundeng. Lasciato il Barca il maliano avrebbe avuto la possibilità di ritagliarsi un ruolo da protagonista al Milan, che lo ha cercato per lungo tempo. Invece ha preferito qualche zero in più sul conto in banca. Così come tanti altri. Kembo-Ekoko (appena 24enne), Luis Jimenez, Gyan Asamoah e Nilmar, uno dei più eclatanti. Roma e Lazio avrebbero fatto carte false per averlo, ma alla fine l'ha spuntata l'Al-Rayyan. "So che questa scelta pregiudicherà il mio futuro. , ho già 28 anni. Praticamente, è come ritirarsi", le assurde pallone del brasiliano. Brutte come il rumore di un pallone che scoppia.

Poi ci sono le follie, gli sprechi. Come i 7,4 milioni che guadagnerà a stagione Yakubu Ayegbeni. Uno che ha detto: "Dopo aver fatto 100 goal in Premier c'è poco da provare...". O 3,2 più bonus ad Houssine Kharja. Il marocchino percepirà inoltre un bonus di 100 mila euro una volta raggiunti i 7 gol, altri 500 se la squadra vincerà il campionato, 300 la coppa e 700 la Champions asiatica.

Senza dimenticarci dei 34 milioni che Maradona avrebbe dovuto prendere alla fine del suo contratto con l'Al-Wasl nel 2013.  L'esonero gli ha rovinato i pieni, ma 'El Pibe de Oro' ha comunque richiesto una buona uscita di soli 17 milioni per togliere il disturbo. A meno che non arrivi qualcuno (come sembra) in aiuto dalla Cina...