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Speciale - Cavani, Milito, ma anche Osvaldo e Pazzini: chi vincerà la classifica cannonieri della Serie A?

Speciale - Cavani, Milito, ma anche Osvaldo e Pazzini: chi vincerà la classifica cannonieri della Serie A?

Getty Images

Partito Ibra, l’elenco dei candidati al trono dei bomber è parecchio lungo. Si passa dalle certezze agli outsider, passando per le possibili “rinascite”… E voi, come la vedete?

Da qualche tempo la Serie A va lamentando l’assenza di grossi fuoriclasse e l’esodo, all’estero, di quei pochi rimasti. Non fanno eccezione neppure gli attaccanti, che un tempo, prima di poter essere etichettati come bomber doc, avevano bisogno, ma anche voglia, di passare dal campionato italiano.

Adesso, invece, è capitato che un club francese si sia portato via, a colpi di moneta sonante, Zlatan Ibrahimovic, attaccante stratosferico che, d’obbligo, sarebbe stato il favorito nella corso al trono dei bomber per la stagione appena iniziata: questione di classe, strapotere fisico e supremazia manifesta.

Chi sarà, invece, nel prossimo maggio, a fregiarsi del titolo di re dei marcatori? Calciatori capaci di far sognare le tifoserie a suon di reti ce ne sono parecchi, nonostante l’impoverimento tecnico cui abbiamo appena accennato. Andiamo quindi a valutare il tutto nel dettaglio, cercando di azzeccarci qualcosa. In cima al nostro pronostico ci stanno quattro punte di spessore indiscutibile: Cavani, Di Natale, Jovetic e Milito, in rigoroso ordine alfabetico.

CAVANI, IL TOP PLAYER


L’uruguagio, con la cessione di Ibra, è fuor di dubbio l’attaccante più forte presente in Italia. Col tempo Cavani ha affinato sempre più il suo fiuto del goal, fino a diventare spietato come solo i più grandi sanno fare. In un Napoli dalle ambizioni dichiaratamente importanti, Edinson non mancherà di timbrare il cartellino spesso e volentieri.

DI NATALE, OBIETTIVO 'TRIPLETE'

la candidatura di Di Natale è d’obbligo. Vero è che dopo due giornate Totò è ancora a secco, e ciò potrebbe indurre ad ipotizzare un’annata di stenti, dopo un triennio in cui ha segnato qualcosa come 80 reti. E però, le doti del napoletano le conosciamo tutti, e siamo certi che il riscatto sarà repentino.

JOVETIC, IL PREDESTINATO

Jovetic è invece atteso al campionato della consacrazione. Se gli infortuni non si metteranno di traverso, il montenegrino potrà benissimo raggiungere quota 20 segnature, e  magari varcarla. Del resto, 3 realizzazioni dopo solo 180 minuti di gioco, sono un chiaro segnale di cosa potrà essere capace il calciatore della Fiorentina.

MILITO, IL 'PRINCIPE' NERAZZURRO

Milito non ha ancora fatto capire in che direzione volgerà la sua stagione. Il bomber nerazzurro ha finora alternato una prestazione da dieci e lode - seppur contro il modesto Pescara - ad una partita caratterizzata da innocuità ed abulia, contro la Roma di Zeman. Le sorti dell’attacco dell’Inter vertono però principalmente su Milito, che già lo scorso anno sembrava in declino, salvo poi contare, alla chiusura dei giochi, qualcosa come 24 reti. Insomma, il ‘Principe’ ci sarà, fino alla fine, anche quest’anno.

I SEMPREVERDI

Dietro di loro, abbiamo elaborato una categoria particolare, quelli dei bomber con possibilità di resurrezione. Tre i nomi su tutti: Gilardino, Borriello e Pazzini. Il Gila, dopo periodi di vacche magre, è arrivato a Bologna, piazza che, come il passato dimostra, può donare l’adeguata serenità per consentire ad un attaccante in crisi di rinascere. I casi di Baggio, Signori, Di Vaio, hanno fatto scuola. Ecco perché Gilardino non può più sbagliare. A 30 anni il treno è di quelli che passano una sola volta: perderlo vorrebbe dire vivere di ricordi.

Borriello è tornato a Genova, sponda rossoblu, lì dove il suo nome fu iscritto nel registro dei centravanti di origine controllata. In seguito, tanti stenti, per colpe non solamente sue. Al Genoa può tornare attaccante di razza, purchè non si pesti i piedi col virgulto Immobile.

Pazzini ha già fatto 3 goal con la maglia del Milan. Del resto, sulle qualità del ragazzo, nonostante il buio periodo in nerazzurro, non si potevano nutrire dubbi. Se il ragazzo riuscirà ad integrarsi a dovere nella realtà rossonera, e se la squadra lo assisterà come calcio comanda, il ‘Pazzo’ potrà seriamente sgomitare per vincere la classifica dei capocannonieri.

GLI OUTSIDER

Andiamo quindi agli outsider: Denis, Destro, Immobile, Klose, Osvaldo, Vucinic. Il ‘Tanque’ è l’unico vero uomo goal dell’Atalanta, e lo scorso anno ha già evidenziato quali siano le sue qualità in presenza di una squadra capace di fornirgli palloni giocabili.

Destro ed Osvaldo hanno dalla loro il vantaggio di giocare nella Roma di Zeman. Anche i muri sanno che le squadre allenate dal boemo si son sempre distinte per la particolare prolificità offensiva, ed i due ragazzi, in rampa di lancio, hanno un’occasione unica per consacrare il proprio talento. Non tragga in inganno il momentaneo vuoto alla casella dei goal segnati per l’ex senese: Destro ha qualità importantissime ed i risultati si vedranno presto. Su Osvaldo, che tanti entusiasmi sta scatenando adesso, c’è da dire che finalmente sta dando prova di una continuità che, finora, gli era, mancata. Dovesse proseguire su questa scia, l’oriundo sarebbe un serio candidato al gradino più alto del trono dei bomber.

Più ancora, magari, dell’altro animale da goal presente nella Capitale, sponda biancoceleste, il tedesco Klose, che non necessita di tante presentazioni. Occhio anche ad Immobile e Vucinic: il primo è un giovane dalle potenzialità devastanti, se a Genova lo lasceranno tranquillo, farà grandi cose, mentre il secondo è l’unico attaccante della Juventus apparentemente sicuro del posto da titolare. Come per Osvaldo, dovesse acquisire quella continuità fino ad ora sconosciuta, a lottare per il titolo di capocannoniere ci sarà anche lui.

GLI ESCLUSI

Per chiudere, una parola su qualche escluso eccellente dalla nostra lista. In particolare, ci riferiamo a Pato, Totti e Giovinco. Ecco motivate, brevemente, l’assenza dei tre dalle nostre preferenze. Il brasiliano avrebbe tutte le qualità necessarie per diventare capocannoniere, ma gli infortuni sono diventati un ostacolo decisivo. Totti, a 35 anni, sarà uomo fondamentale per le sorti della Roma, ma da qualche tempo, come visto anche nei recenti incontri, il suo apporto alla squadra si tramuta più che altro in termini di assist. Giovinco, infine, non ci convince ancora appieno: saremo felici di essere smentiti. E voi, come la pensate?

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