Speciale - Un Big Màc pour Gignac: la rinascita dell'attaccante francese

La punta 26enne dell'Olympique Marsiglia è tornata a segnare come ai vecchi tempi. Messi alle spalle i problemi col cibo

Il calcio francese è un movimento in continua crescita, che riesce ad attrarre nell'ultimo periodo un numero sempre maggiore di sportivi. Principalmente per la presenza nella Ligue 1 del Paris Saint Germain: i parigini hanno portato Oltr'Alpe assoluti campioni, con l'obiettivo di dominare il campionato nazionale e fare lo stesso in Europa.

La squadra guidata da Carlo Ancelotti, però, ha cominciato piuttosto male la propria stagione. Una sola vittoria, nel quarto ed ultimo turno in ordine cronologico, più tre pareggi. A differenza dell'Olympique Marsiglia, autentica rivelazione della massima serie francese, che - con quattro vittorie in altrettanti match - guarda tutti dall'alto verso il basso.

La squadra di Elie Baup sta sorprendendo addetti ai lavori e semplici appassionati, candidandosi ad un campionato da protagonista nonostante le cessioni estive del difensore centrale Stephan M'Bia, passato all'ambizioso QPR, del terzino Azplicueta, acquistato dal Chelsea, e dei vari Brandao e Alou Diarra.

Il vero acquisto dell'OM, suona strano a dirlo, è stato un calciatore già in rosa da tre anni. Si tratta dell'attaccante André-Pierre Gignac, che sta trascinando i suoi in queste prime quattro partite, con tre goal messi a segno. Una cifra nella norma per un qualsiasi attaccante dotato di buon fiuto del goal.

Ma non per lui, che lo scorso anno segnò un solo goal in 21 apparizioni. E trovò un feeling particolare, più che con i compagni di squadra, col cibo. Passando così da incubo delle difese a zimbello dei tifosi avversari, che usavano prenderlo in giro ad ogni partita.

"Un Big Màc pour Gignac", intonavano beffardi i supporters transalpini, riferendosi al suo peso forma non particolarmente in regola. E subito dopo "Brandao en prison", allacciandosi all'accusa di stupro caduta sull'attaccante che eliminò con un suo goal l'Inter dalla scorsa Champions League, prima di trasferirsi, nell'ultima sessione di calciomercato, al Saint-Etienne. Ma questa è un'altra (triste) storia.

Eppure Gignac in carriera, prima dell'annata passata, aveva sempre fatto bene. Come quando, appena trasferitosi dal Tolosa al Marsiglia per 16 milioni di euro, nella stagione 2010/11, timbrò per 8 volte il cartellino. Non prima di aver contestato l'allora tecnico Didier Deschamps ed essere messo per un breve periodo nella squadra riserve...

Il carattere difficile rischia di penalizzarlo fortemente questo attaccante che in carriera, esclusa la scorsa stagione, ha sempre fatto benissimo in termini realizzativi (54 goal in 179 partite complessive in Ligue 1) attirando, tra l'altro, a più riprese l'attenzione di club blasonati di Premier League.

La bella storia di Gignac, 187 cm d'uomo che impensieriscono le pur fisicamente forti retroguardie francesi, può addirittura assurgere ad esempio di vita: mai abbattersi, anche durante un periodo di grossa difficoltà; perché si può "rinascere" e magari fare meglio delle altre volte...

 

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