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Oltre l'attaccante della Roma, bene anche Barzagli e Marchisio. Maggio flop assoluto, ma non hanno fatto meglio Bonucci e Giovinco.

Il 2-2 con la Bulgaria è stato il primo esame dell'Italia verso l'ammissione a Brasile 2014. E come in tutti gli esami che si rispettano c'è chi passa e chi non passa. Ci sono i promossi e i bocciati.  Dopo la gara di Sofia abbiamo scelto tre nomi che secondo noi meritano la riconferma in vista dell'impegno di martedì con Malta, e tre che invece meriterebbero un comodo posto in panchina.

PROMOSSI


Partiamo dalla difesa, che paradossalmente è stato il reparto che ha deluso di più. Qui, però, c'è un certo Andrea Barzagli che ancora una volta si è dimostrato il vero elemento imprescindibile della difesa azzurra. Puntuale negli interventi, sempre concentrato e sicuro. E' lui che prova a rimediare agli errori dei compagni. A fine partita spende parole positive e di incoraggiamento nei confronti di Ogbonna. Carattere da leader.

Spostandoci in un centrocampo dove nemmeno Pirlo è riuscito ad accende la luce, non possiamo che soffermarci sulla prova di Claudio Marchisio. Il numero otto azzurro è sicuramente il più in forma dei compagni di reparto: ci mette corsa, dinamismo e tanto movimento con e senza palla. Si vede anche in attacco ed è lui a dare il là all'azione del vantaggio azzurro. Spesso, però, si trova a predicare nel deserto. Per martedì è in cerca di compagnia.

Concludiamo con l'attaco e, dulcis in fundo, con Pablo Daniel Osvaldo. Non fa solo goal bellissimi. E questa è una grandissima notizia per l'Italia. Si perchè l'Osvaldo visto a Sofia è quel tipo di attaccante che all'Italia mancava da tempo. Una punta opportunista, rapace, pronta a tramutare in oro tutte le palle che passano dalle sue parti. E non importa se non ha segnato in mezza rovesciata o col cucchiaio. A noi ci piace anche l'Osvaldo che fa i gollonzi. L'Osvaldo che in una serata più che negativa per gli azzurri è riuscito a fare doppietta.  Un Osvaldo tutto da gustare quando la squadra girerà come si deve.

BOCCIATI



Anche qui il percorso è semplice: difesa, centrocampo, attacco. Il primo nome è quindi quello di Leonardo Bonucci. Il difensore juventino sbaglia tanto, troppo. Errori banali, quasi imperdonabili per un giocatore da Nazionale. E' vero che il caso Scommessopoli non lo aiuta in fatto di serenità, ma appunto per questo sarebbe meglio lasciarlo a riposo in attesa che ritrovi la sua dimensione.

La stessa dimensione che Christian Maggio perde quando indossa la maglia della Nazionale. Il modulo, il 3-5-2, è lo stesso con cui gioca a Napoli. Ma sono i risultati ad essere totalmente diversi. Soffre tantissimo sulla sua fascia di competenza, contro avversari di gran lunga inferiori dal punto di vista tecnico. Non si propone mai e tende quasi ad estraniarsi dalla manovra. Ci sorge il dubbio che questo Maggio sia il fratello scarso di quello ammirato a Napoli.

E il Sebastian Giovinco ammirato meno di una settimana fa al Friuli? Sarà rimasto ad Udine. La 'Formica Atomica' ha infatti fallito l'opportunità dal primo minuto concessagli da Prandelli. Per definire la sua partita bastano tre parole: fuori dal gioco. Ed un giocatore con la sua classe dovrebbe starci dentro alla grande. Invece non prova mai la giocata, che sia individuale o per i compagni. Neanche il numero 10 sulle spalle (che tanto avrebbe voluto alla Juve) gli permette di ritrasformarsi in Super Seba.

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