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Speciale - Dal 'Cilindro' spunta fuori Luciano Vietto, il nuovo Milito

Speciale - Dal 'Cilindro' spunta fuori Luciano Vietto, il nuovo Milito

Los primeros tres goles de Vietto con la camiseta de Racing / FotoBaires

Nel Racing Avellaneda inizia a brillare la stella di Luciano Dario Vietto, 18enne che nell'ultimo turno di campionato ha realizzato una tripletta.

Il Cilindro, la casa del Racing Avellaneda, ha un piccolo nuovo idolo. E' alto 173 centimetri e pesa solo 68 chilogrammi. Un pulcino, l'hanno definito in Argentina. Ha 18 anni, Luciano Dario Vietto. Ne compirà 19 il prossimo 5 dicembre: ma le copertine dei giornali, in questa settimana, sono tutte per lui. E non potrebbe essere altrimenti.

BIO
NOME: Luciano Vietto
RUOLO: Attaccante
NATO A: Balnearia (Argentina)
ALTEZZA: 173 cm
DATA DI NASCITA: 5 Dicembre 1993
PESO: 68 kg
NAZIONALITA': Argentina
CLUB: Racing Avellaneda

Nell'ultimo turno dell'Inicial, la serie A argentina, el Chico (questo il soprannome affibbiatogli dalla curva biancoazzurra) ha segnato tre gol contro il San Martin, nel match terminato 3-1. E laggiù, se sei una mezzapunta e fai tre centri in una partita, il palcoscenico è tutto tuo. I paragoni si sprecano. E allora Olé, il giornale sportivo più noto del Paese, è andato giù pesante nei complimenti. La prima rete, destro all'incrocio da 25 metri, l'ha definita alla Juan Carlos Cardenas detto Chango, un mito da quelle parti, uno degli eroi del Racing che vinse la Coppa Intercontinentale nel '67. La seconda, colpo di testa da due passi, è come quelle che faceva Josè Iglesias detto Toti. La terza, al volo di sinistro, ha scomodato addirittura l'ultimo vero simbolo dell'Academia, Diego Milito.

Vietto, appena finita la partita, l'ha definito un sueño. Mai nessuno, con questa maglia, era riuscito nell'impresa di segnare tre reti in un singolo match così giovane. Lui, in campo per caso, vista l'indisponibilità di Hauche, ha davvero fatto il botto. E ora sarà difficile per Luis Zubeldia, il tecnico, lasciarlo fuori. Questa tripletta ha fatto impennare il prezzo del suo cartellino, gli ha fatto fare il giro del mondo, alcuni giornali lontani chilometri anni luce dall'Argentina l'hanno già definito il prossimo crack.


Ha una storia simile a tante altre, el Chico. Inizia a giocare sotto casa, prima nel cortile e poi al campo di Balnearia, a 190 chilometri da Cordoba. Una cittadina di neanche 10mila anime, dove il calcio – per tanti ragazzi della sua età – è religione. Luciano insegue l'idolo Messi, prova ad imitarlo e lo guarda in tv. Il secondo step della carriera è nelle giovanili dell'Estudiantes, ma nel 2010 si libera dal vivaio platense per sbarcare a casa del Racing.

Una società mica banale, l'Academia. Ad Avellaneda si respira il calcio ovunque, il tutto enfatizzato in maniera esponenziale dall'abnorme rivalità con l'Independiente. Un club talmente unico nel suo genere, che indirettamente ha anche vinto un premio Oscar. Come? Ve lo ricordate El secreto de sus ojos di Juan Josè Campanella, premiato come miglior film straniero nel 2010? Ecco. Nella parte clou, alla fine, una delle scene principali si svolge al Cilindro. Lo stesso stadio che ha lanciato, pochi giorni fa,sto 18enne di belle speranze.

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