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Dall'Australia ci raccontano come è stato accolto il passaggio di Del Piero al Sydney e quale scenario gli si presenterà al suo arrivo nell'A-League.

Può una notizia percorrere circa 16mila chilometri, sorvolando oceani e continenti, nel giro di pochi secondi? Sì, se si tratta dell'annuncio dell'arrivo di una stella come Alessandro Del Piero in un contesto calcisticamente agli albori come quello dell'Australia.

Erano da poco passate le le 20, a Sydney, quando dall'Italia è rimbalzata la conferma della firma di Alex con il club australiano. Media e tifosi l'hanno accolta con prudenza, dopo il falso allarme della scorsa settimane. Ma stavolta era tutto fatto per davvero.

"La reazione è stata grande, vivace, brillante. Anche il calcio non fa mai copertina qui da noi, oggi Del Piero ha trovato molto spazio sui giornali". Ce lo racconta Paddy Higgs, direttore di Goal.com Australia che abbiamo subito braccato per capirne di più sul nuovo mondo di Pinturicchio. E di come il suo nuovo mondo l'abbia accolto.

Dell'Australia nazione si sa o ci si può immaginare tutto. Nazione meravigliosa, qualità della vita a livelli altissimi, una sorta di paradiso vivente della quotidianeità. Il luogo in cui tanti sognano di vivere. La scelta sotto il profilo umano è stata ben spiegata da Del Piero, nella sua conferenza stampa.

Ma a noi interessa capire, a fondo, di quale movimento calcistico andrà a diventare simbolo. Caratteristiche e prospettive, limiti e problematiche. Perchè Alex, dall'altra parte del globo, ci va per giocare a pallone, prima di ogni altra cosa. Ed è lecito immaginarselo un po' spiazzato, in un contesto del tutto particolare.

Nonostante la città vanti 4.5 milioni di abitanti, lo scorso anno il Sydney ha avuto un seguito imbarazzante: per tutta la stagione ha giocato mediamente davanti a 10mila spettatori scarsi

"Arriva in un paese in cui il calcio è il terzo-quarto sport nazionale - ci spiega Paddy -. Ad oggi è impensabile raggiungere i livelli del rugby nel giro di qualche anno. Neanche dell'Australian Rules, lo sport più praticato negli stati in cui il rugby classico è meno forte. Il calcio può al massimo recuperare un po' di terreno".

"Il contesto per il calcio qui è delicato, si inserice in un panorama di sport più popolari e ritagliarsi il proprio spazio non è semplice". Ma la speranza di crescere c'è: "E' il gioco più amato del mondo, c'è grande partecipazione tra i ragazzi e personalità come Del Piero possono dare una marcia in più".

A partire dal modo di vivere il calcio a Sydney: "Per una città di 4.5 milioni di abitanti, il seguito degli ultimi anni era sprofondato su livelli imbarazzanti. Lo scorso anno il Sydney ha giocato mediamente davanti a 10mila spettatori scarsi per tutta la stagione. Il club è stato applaudito per aver centrato un colpo così ambizioso".

Stati Uniti e Giappone erano le priorità di Alex. L'Australia è lontana anni luce da quelle realtà: "E' il denaro a fare la differenza: sia MLS che J-League possono permettere giocatori che i club di A-League non possono permettersi. Inoltre qui manca anche un serio programma di sviluppo dei vivai, che invece è su livelli europei in Giappone".

Pinturicchio può rappresentare un punto di partenza. Con un illustre precedente: "La MLS aveva bisogno di qualcuno come Beckham, l'A-League di qualcuno come Del Piero. Il campionato ha faticato parecchio ad ingranare nelle sue prime stagioni, uno come Alex può dare quella spinta cruciale che finora era mancata".

Affinchè Del Piero possa essere il Beckham dell'Australia serve che l'entusiasmo si converta in azioni concrete, che generino interesse e quel giro di denaro che rappresenta oggi il limite maggiore

Attenzione però. Non basta piazzare lì una stella e incrociare le dita: "Affinchè Del Piero possa essere il Beckham dell'Australia, serve che l'entusiasmo possa essere convertito nelle giuste misure in termini di sviluppo. Guardate Becks cosa ha provocato negli USA, quale giro di soldi e interesse ha creato".

Becks ha aperto una strada, in un certo senso. Dopo di lui, tanti altri giocatori di livello - seppur in fase calante - hanno arricchito d'esperienza e spessore tecnico la MLS. In Australia non sono convinti di assistere ad una migrazione altrettanto intensa, almeno nel breve termine.

"Non sono ancora in programma grandi investimenti da parte di altri club, attorno al campionato non c'è un grande giro di denaro. Ma il suo arrivo rappresenta sicuramente un'ispirazione e sarà cruciale, per lo sviluppo del calcio australiano, capire se avrà un seguito oppure resterà episodio isolato".

Il primo a restarne deluso, ci scommettiamo, sarebbe proprio Alex...

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