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Speciale - Un ruolo da 'missionario' alla Beckham, una big in affanno ma con tanti talenti da guidare: ecco cosa Del Piero troverà a Sydney

L'arrivo dell'ex capitano della Juventus potrebbe rappresentare la spinta decisiva per la crescita del movimento calcistico australiano.

Mare, sole, festival, un intreccio di culture da favola. Per questo e altro Sydney è riconosciuta a livello mondiale come una delle città più vivibili del mondo, di certo una delle motivazioni che ha spinto Alessandro Del Piero ad accettare l'offerta del club della città, il Sydney FC, nel quale con ogni probabilità chiuderà la sua pluridecennale carriera calcistica.

Ben pochi si sarebbero aspettati di vedere un calciatore del livello di Del Piero nell'A-League, la massima divisione calcistica australiana. Alex aveva da scegliere tra squadre del calibro di Celtic, da sempre avvolta da un fascino particolare, Sion, pronto a garantirgli un contratto faraonico in compagnia dell'amico Gennaro Gattuso, e Tottenham, ormai ai vertici del calcio inglese in Premier League e in Europa.

E invece no. Alex ha spiazzato tutti o quasi, scegliendo l'Australia. Ma cosa troverà Del Piero, oltre ad una città mozzafiato, nella sua nuova avventura calcistica?

ALEX, IL BECKHAM DOWN UNDER

In primis riceverà un'assoluta accoglienza da star, come poche se ne sono viste in Australia in ogni genere di sport, men che meno nel calcio, ancora in fase di sviluppo nel paese. A livello di football, l'Australia è da sempre più concentrata ed appassionata a quello caratteristico del luogo giocato con le mani, denominato proprio football australiano, che a quello ben più noto a livello mondiale (posizionato sotto anche a rugby e cricket nella gerarchia sportiva aussie), del quale Alex costituisce uno dei tasselli irremovibili. Ma pian piano le cose stanno cambiando, e l'arrivo di un calciatore come Del Piero farà guadagnare largo spazio al calcio tra i media nazionali e non solo.

L'Australia ha cominciato a prendere in seria considerazione il calcio nel 2005, con la creazione di un nuovo campionato, l'A-League. Nella prima edizione della competizione erano presenti solamente otto squadre, mentre ad oggi, il numero è stato incrementato a dieci, non senza difficoltà. Nel mezzo infatti, sono fallite tre franchigie (New Zealand Knights, North Queensland Fury e Gold Coast United) e molte altre hanno dovuto attendere diverso tempo prima di raggiungere quella stabilità economico-sportiva richiesta per poter competere nel torneo.

Ma adesso molti dei problemi che hanno afflitto le prime stagioni della A-League stanno trovando una via di risoluzione e la stagione che attende Alex è la più attesa della storia, per diverse ragioni, tra cui il livello tecnico crescente, il numero maggiore di tifosi interessati (la media spettatori del campionato nell'anno passato è stata di 10,487 a partita) e la familiarità sempre più significativa  che il calcio sta assumendo nella vita del popolo australiano.

Per Del Piero questo tipo di sfida risulterà affascinante al massimo: sarà lui il portabandiera e l'uomo-copertina del calcio in Australia per la prossima stagione, pronto al salto di qualità. Il suo ruolo è simile a quello assunto da David Beckham ai Los Angeles Galaxy e da Thierry Henry ai New York Red Bulls, ma non solo per nome e notorietà: Alex sarà un maestro per tutti i giovani calciatori del Sydney e dell'A-League, che sognano una carriera in Europa.

IL SYDNEY, UNA BIG IN AFFANNO

In questo senso, il ruolo del Sydney nel panorama calcistico australiano ha perso rilevanza negli ultimi anni. La squadra ha vinto il campionato in due occasioni, nel 2005-06, prima stagione assoluta dell'A-League, guidata dall'ex leggenda del Manchester United Dwight Yorke, e tre anni fa nel 2009-10, sconfiggendo gli acerrimi rivali del Melbourne Victory ai calci di rigore nella consueta 'Grand Final' che chiude la stagione del campionato.

Ma non tutto è andato secondo i piani negli ultimi anni, tant'è che la squadra ha chiuso al nono e quinto posto nelle scorse due stagioni. E i risultati deludenti portano inevitabili conseguenze come la perdita di tifosi allo stadio, cambi di allenatori e critiche dall'opinione pubblica.

La stagione che arriverà dovrà essere quella della rinascita del Sydney, che ha puntato su Alex Del Piero proprio per questo. Lui sarà il simbolo, dentro e fuori dal campo, di tutto il suo club. Dovrà aiutare la squadra a bloccare la fittissima rete di passaggi che caratterizza le manovre del Brisbane Roar, campione in carica noto come 'Roarcelona' in patria per lo stile di gioco che ricorda quello dei Blaugrana; dovrà trovare invenzioni per scardinare la rocciosissima difesa dei Central Coast Mariners, farà da 'papà' a talenti del Sydney come Terry Antonis, Mitchell Mallia e Joel Chianese, astri nascenti del calcio australiano dal futuro brillantissimo; dovrà ridare l'entusiasmo a tutta la città, in dosi persino superiori rispetto al passato. Infatti quest'anno il Sydney avrà una rivale concittadina, i Western Sydney Wanderers, al debutto nell'A-League, pronti ad impossessarsi dello scettro di squadra di calcio dominante in città.


Alex sarà una sorta di 'missionario del calcio' a Sydney e in Australia
Gli avversari dunque non si chiameranno più Inter, Milan e le pressioni non saranno le stesse della Serie A. Ma Alex avrà l'opportunità di chiudere la carriera in un campionato svolgendo il ruolo di uomo-squadra che spesso l'ha contraddistinto con la maglia della Juventus. Sarà una sorta di 'missionario del calcio' in Australia, per far breccia definitivamente nel cuore della gente del paese.

L'Australia sta mostrando segni di progresso: ha partecipato alle due ultime edizioni dei mondiali, raggiungendo gli ottavi nel 2006 con la famosa Golden Generation di Guus Hiddink sconfitta poi da un rigore di Totti al 94', è andata ad un passo dal vincere la Coppa d'Asia, perdendo solo 1-0 al 117' contro il Giappone di Zaccheroni nella finale di Doha, sta esportando sempre più calciatori in Europa (ed uno, James Troisi è appena arrivato in Italia, sponda Atalanta), il tasso tecnico dei giovani è in continuo miglioramento.

Adesso ciò su cui il paese vuole focalizzarsi è il rafforzamento del campionato locale, diffondendo la notorietà dell'A-League prima a livello nazionale, e poi oltre. E tutta l'Australia calcistica punta su Del Piero. Un nuovo ruolo da prime pagine lo aspetterà fino all'ultimo pallone toccato della sua formidabile carriera.

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