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Speciale - Alla scoperta dei 5 'under 20' più promettenti sbarcati in Italia: Pogba e Uvini i 'volti noti', Pawlowski il Carneade

Speciale - Alla scoperta dei 5 'under 20' più promettenti sbarcati in Italia: Pogba e Uvini i 'volti noti', Pawlowski il Carneade

Luiz Pires/VIPCOMM

I due giovani attaccanti del Palermo Sosa e Dybala, il portiere polacco Pawlowski, lo juventino Pogba e i difensori brasiliani Uvini e Marquinhos: scopriamoli!

Mercato povero, ma anche poco creativo. La specifica non è così sorprendente tenendo conto delle abitudini degli operatori italiani di Serie A. Si tende a pescare poco o nulla dalle serie minori e, tolto il Sudamerica dove si lavora nell'idea sublime di poter pescare il nuovo Messi o il nuovo Neymar a basso costo, gli altri campionati esteri sono poco documentati. Povertà finanziaria, quindi, ma anche povertà di idee e professionalità.

Lasciando da parte la critica, il concreto (cioé l'elefante della lunga e attesa sessione estiva di compravendita) ha partorito comunque il topolino. Che per i calciofili più preparati significa poi il prospetto di levatura internazionale capace entro 1 o 2 anni di assumere capacità tecniche e valore di mercato fuori dal comune. Per farla breve, il giocatore del futuro. Bravo, ambito, da prima pagina.
In questo contesto assume senso il cercare di andare a individuare i migliori Under 20 importati dal massimo torneo italiano. Qualcosa esiste, e senza la presunzione di possedere la sfera di cristallo eccone una credibile top-five (in rigoroso ordine alfabetico):

PABLO DYBALA & SEBASTIAN SOSA
(Laguna Larga - ARG 15/11 1993 - Melo - URU 13/4/1994)

Perché in coppia? Perché entrambi attaccanti, entrambi sudamericani, entrambi acquistati dal Palermo nell'idea di ripetere le proficue operazioni eseguite in passato con Javier Pastore, Edison Cavani e il tuttora rosanero Abel Hernandez. “La Joya” e “El Mosquito”, il gioiello e la zanzara, sulla carta potenziale fenomeno il primo (come suggerisce il nomignolo) e uomo-gol il secondo. Ed è proprio su Dybala che conviene concentrarsi, giocatore in grande vista nella Serie B argentina con la maglia dell'Instituto de Cordoba: Zamparini ha bruciato Boca Juniors e Indipendiente per quello che può essere l'erede naturale di Fabrizio Miccoli che possiede 3 passaporti essendo anche polacco di nonno paterno e italiano di nonna materna.

Senso del gol, gusto per la giocata, micidiale in campo aperto: le attese sono parecchie a fronte anche di un investimento pari 3,2 milioni di euro per un giocatore mai apparso nelle selezioni giovanili argentine. Sebastian Sosa può essere invece la sorpresa “pratica”: classe 1994, è un uomo d'area a tutti gli effetti. Bravo di testa, tempismo, abile a calciare con entrambi i piedi. Le aspettative su di lui sono minori (costato comunque 2 milioni), e questo paradossalmente nel calcio tutti sanno poter essere anche un notevole vantaggio.

MARQUINHOS
(San Paolo - BRA 14/5/1994)

Per certi versi, è tutto da scoprire. Ma la Roma e soprattutto Walter Sabatini hanno deciso di puntarci sia a completamento rosa che per caratteristiche tecniche: si tratta di un rapido, tenace, alto “soltanto” 1 metro e 80. A campo aperto è abile nelle rincorse tanto care a Zeman e tecnicamente offre spunti interessanti anche se non è questo il fondamentale più apprezzato in Brasile dove con la maglia del San Paolo era attesa l'esplosione. A questo punto sarà la maglia giallorossa il vero banco di prova: Marquinhos si ispira al primo Thiago Silva, quello che non faceva ancora del senso della posizione uno dei propri punti di forza.

Le malelingue in patria dicono di una spinta verso l'alto, culminata nel trasferimento in Italia, giunta da faccendieri che ne curano l'immagine, ma come sempre sarà il campo a dire la verità. Con un brasiliano al centro della difesa che segua le orme di Aldair, Zago e Juan Ultima nota: il giocatore può crescere nei corpo a corpo, ma per mentalità è uno di quelli che non ha paura dello scontro nonostante il fisico sia ancora molto lavorabile.


WOJCIECH PAWLOWSKI
(Koszalin - POL 18/1/1993)

16 presenze da titolare e da protagonista nella prima squadra del Lechia Danzica gli sono valse la mobilitazione generale della famiglia Pozzo. Già questo vale più di un mezzo certificato di garanzia, dato che oltretutto proprio per premurarsi da ogni inferenza esterna il patron friulano e i suoi collaboratori hanno sottoposto a questoi agile gigante polacco un duplice precontratto già nel gennaio scorso, uno per l'Udinese e l'altro per il Granada.

I report degli scout che pescarono Samir Handanovic sono addirittura migliori, nel rapporto qualità-età, a quelli del collega sloveno quando aveva 19 anni. Insomma, esistono tutte le basi per poter considerare Pawlowski come uno dei probabili portieri del futuro in Europa: lo scuola polacca ha grande tradizione e ormai anche le problematiche linguistiche fanno parte degli anni '80. Il titolare a Udine è Brkic, portiere anche lui di stazza ma emotivamente fragile come dimostra l'altalena di prestazioni già a Siena. Punti forti di Pawlowski? Le uscite alte, la personalità e la capacità di distensione a dispetto della mole. E' forse davvero presto, ma in Friuli c'è già chi si sfrega le mani...


PAUL POGBA
(Lagny sur Marne - FRA 15/3/1993)

Le etichette sono sempre molto pericolose e l'accostamento con Patrick Vieira è di quelli impegantivi. Ma la paura non fa parte del dna di questo centrocampista parigino di origini guineane, forgiato dalle responsabilità sin dai suoi primi passi da capitano del Torcy a 13 anni e con la fascia al braccio da sempre, ovvero quando esordì con la maglia della nazionale bleus Under16. Forte personalità, senso della misura sia con il destro che con il sinistro, una fisicità ancora da sfruttare appieno e doti mentali fuori dal comune: già San Siro ha presentato questo identikit, sotto gli occhi di Conte in tribuna e Pirlo in panchina.

Lo staff bianconero lavorerà sulla continuità di gioco per un ruolo che rappresenta il fuoco del gioco dei campioni d'Italia: davanti alla difesa a smistare, ma anche a irretire tatticamente gli avversari. Ultima invenzione di Mino Raiola, Paul Pogba ha alle spalle 3 anni di Academy al Manchester United e proviene da una famiglia cresciuta a pane e calcio (i suoi due fratelli maggiori, che sono gemelli, esercitano il mestiere di calciatore nel Lorient e nel Crewe Alexandra uno come terzino sinistro e l'altro come seconda punta). La natura ha voluto che fosse lui, il più piccolo, a ricevere la sensibilità tecnica di chi cresce con le stellette del predestinato cucite addosso.

Grande curiosità, a questo punto, per un calciatore moderno che gestisce con naturalezza un raggio di 40 metri di campo.
 

BRUNO UVINI
(Capivari - BRA 3/6/1991)

1 metro e 88 centimetri, eppure si tratta principalmente di un giocatore di posizione che nel Napoli potrebbe fare ottime cose nel ruolo di cui è proprietario Paolo Cannavaro al centro della difesa a tre. E' abituato a guidare il reparto arretrato, mansione detenuta in tutte le nazionali giovanili del Brasile, dove improvvisamente è andato in rotta con il suo San Paolo proprio perché l'entourage lo riteneva pronto ma club e allenatore continuavano a insistere su calciatori anziani nel reparto.

Specifica: non è un Under 20, ma proprio queste difficoltà di rapporto con il San Paolo hanno fatto sì che Uvini gettasse al vento quasi un anno di carriera, svernando in prestito per 6 mesi nel Tottenham di Harry Redknapp. Un'esperienza, quella inglese, che può tornare utile in sede di ambientamento visto che l'impatto con il calcio europeo (anche e soprattutto a livello tattico e di allenamenti) è gi avvenuto.

Certo, Napoli per un sudamericano che deve ritrovare fiducia nei suo grandi mezzi, Uvini per inciso è anche un apprezzabile impostatore del gioco da dietro possedendo un calcio pulito con entrambi i piedi, è meglio di Londra. Se in fin dei conti Mazzarri ha preferito tenerlo in rosa piuttosto che prestarlo al Catania che era molto interessato al giocatore un motivo ci sarà e non è soltanto numerico: il curriculum e il pedigree di Bruno Uvini sono degni di una chance subito in una stagione nella quale i partenopei saranno comunque costretti a oltre 50 partite tra campionato, Europa League (di giovedì) e Coppa Italia.


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