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Editoriale - L'Inter è la regina del mercato, la Juve insegue! Fiorentina, Napoli Roma e Samp top, Milan e Lazio flop

Editoriale - L'Inter è la regina del mercato, la Juve insegue! Fiorentina, Napoli Roma e Samp top, Milan e Lazio flop

Getty Images

Un'analisi del mercato appena concluso, tra colpi andati a segno e top players magicamente spariti. Ecco tutti i nostri voti!



ATALANTA: VOTO 6,5

Una società che disponeva di una rosa che l'anno prima aveva compiuto un'impresa, doveva aver un solo obiettivo: dare continuità al progetto. E così è stato: le sirene tentatrici di Denis, Schelotto e Peluso, sono rimaste inascoltate. Sacrificato sull'altare del bilancio il giovane Gabbiadini – che l'anno scorso comunque non aveva lasciato il segno – Marino ha messo i tasselli giusti al posto giusto: qualche certezza – come Biondini a centrocampo – qualche scommessa – su tutti Parra davanti – e qualche operazione lungimirante – De Luca può essere il fuoriclasse del futuro della Dea.

BOLOGNA: VOTO 6,5

Squadra ampiamente rivoluzionata, ma che si basa su una solida certezza: la scorsa stagione ha dimostrato – qualora ce ne fosse ancora bisogno – che è Pioli il vero valore aggiunto di questo Bologna. Pesante e incolmabile l'assenza di Di Vaio, ma Gilardino, Acquafresca e Gabbiadini non sono proprio gli ultimi arrivati. La carica di Diamanti potrebbe oscurare anche la partenza di Ramirez, il tandem Guarente-Pazienza non dovrà far rimpiangere Mudingayi. Nonostante i mugugni della piazza, a noi sembra un mercato quanto meno intelligente e calibrato.

CAGLIARI: VOTO 5,5

E' Sau il colpo del Presidente Cellino, ma il mercato del Cagliari praticamente finisce qui. Un po' pochino, forse, soprattutto se si pensa che la difesa è stata smantellata per metà (sono partiti i titolarissimi Canini e Agostini e sono arrivate le due scommesse Rossettini e Avelar). Pinilla sarà chiamato a caricarsi i suoi sulle spalle e trascinarli alla salvezza. Basterà?

CATANIA: VOTO 6

Vale un po' il discorso fatto per il Cagliari, con l'aggravante del cambio della guida tecnica. Maran è un ottimo professionista e ha dimostrato a Varese di essere anche un fine tattico, però – rispetto al Cagliari e a Ficcadenti, sempre per restare nell'accostamento - è comunque un cambiamento al quale la squadra dovrà adattarsi. La rosa a disposizione di Maran, però, ci sembra comunque ben assortita in tutti i reparti e, se non altro, sufficientemente ampia per far fronte ad eventuali emergenza. Barrientos è chiamato a fare la differenza.

CHIEVO: VOTO 6

Sartori strappa la solita sufficienza sulla fiducia, perché come spesso capita, la metà dei giocatori che ha preso erano praticamente sconosciuti. Come quasi tutti gli altri che da Verona sono passati negli anni scorsi, per poi affermarsi in altre piazze dopo aver servito la causa del Chievo. Mercato attento, chirurgico e probabilmente fruttuoso (questo lo dirà il campo). Marco Rigoni avrà l'occasione della carriera. Voto 6

FIORENTINA: VOTO 8

L'unica incognita del mercato viola è come reagirà la squadra a tutti i nuovi arrivi. Della presunta formazione titolare, l'unico dell'anno scorso ad aver conservato il posto è Jovetic (10 sono acquisti). Lui, però, è anche la pedina più importante: la sua conferma vale già un punto in più. Poi ci sono i Pizarro, i Cuadrado, gli Aquilani e i Borja Valero. E' vero, è partito Nastasic, in prospettiva un giocatore importante, ma è stato adeguatamente rimpiazzato. Manca una prima punta, ma non si può dire che la società non ci abbia provato, anzi. Con quella però il mercato viola sarebbe stato perfetto. Montella ha spazio per inventare: sarebbe il suo esame di laurea.

GENOA: VOTO 6

Il colpo di coda il Grifone lo ha piazzato proprio sul gong: Marco Borriello per il Genoa rappresenta il top player che altre società non sono riuscite a trovare sul mercato. Il resto, però, è tutto un'incognita: prima dell'arrivo dell'attaccante della Roma le operazioni sembravano seguire il motto delle “poche idee, ma confuse”. E il “caso” von Bergen in questo senso rende bene l'idea. Dovesse tranquillizzarsi, Vargas potrebbe rappresentare il valore aggiunto. Se De Canio riuscisse a far coesistere Immobile e Borriello, magari le lacune si vedrebbero meno.

INTER: VOTO 8,5

Non si può dire che non sia stato un mercato pianificato quello nerazzurro. L'Inter ha raggiunto tutti gli obiettivi, muovendosi anche con ampio anticipo: se Palacio fosse arrivato l'ultimo giorno di mercato per una valutazione complessiva di 10 milioni si sarebbe parlato di colpo fantastico e con lui l'assenza di un vice-Milito – vedrete – si sentirà meno. Cassano in cambio di Pazzini (e 7 milioni di euro!) - potenzialmente – è la ciliegina sulla torta di Branca e Ausilio. Senza dimenticare Gargano e Alvaro Pereira. Le cessioni di Julio Cesar, Maicon e Lucio sono state dolorose ma necessarie per i parametri di bilancio. Handanovic, Silvestre e Alvaro Pereira, però, possono ripercorrerne le gesta. Tecnicamente saremmo fuori tema, ma il vero colpo l'Inter lo ha fatto a gennaio: Guarin è dirompente. Mercato da Scudetto.

JUVENTUS: VOTO 7

E il top player dov'è? Valeva la pena rincorrere gente come Berbatov e Bentdner? Sono questi i dubbi che lascia la campagna acquisti della Juventus. Che – intendiamoci – resta ampiamente positiva perché gli arrivi di Asamoah e Isla danno garanzie per l'immediato e anche in prospettiva, quello di Lucio aggiunge personalità ed esperienza in difesa, Giovinco e Pogba sono valide opzioni di riserva. Detto tutto questo, il baratro davanti resta e il solo Vucinic non può colmarlo. Doveva essere il principale obiettivo del mercato bianconero e Marotta e Paratici non l'hanno raggiunto. Errore che può costare carissimo. Errore anche strategico, perché se non avessero aspettato gli ultimi giorni, o si fossero garantiti un normal player in anticipo (un Osvaldo, un Destro, tanto per citare nomi già fatti in passato), non si sarebbero dovuti accontentare di un Bentdner qualsiasi nel finale.

LAZIO: VOTO 5,5

E' la squadra dell'anno scorso, con un Ciani in più. Un po' pochino, forse. Anche perché c'è anche l'incognita Petkovic, alle prese con un campionato a lui sconosciuto e nuovo. C'è da dire che alla Lazio non mancano le alternative vista la rosa extralarge, ma anche che avere troppa abbondanza non sempre è un vantaggio. Zarate, Kozak e Rocchi sono tutti ottimi giocatori, ma nessuno dà la sensazione di potersi completare al fianco di Klose, sembrano piuttosto l'alternativa di uno che – però – deve sempre essere titolare fisso se si vuole puntare a traguardi ambizioni. Ecco, forse è questo il dubbio più grande che lascia il mercato biancazzurro. Quanto può durare ancora l'eterno Klose?

MILAN: VOTO 5,5

Per quelle che erano le premesse, diciamolo chiaramente, Galliani ha compiuto l'ennesimo miracolo. La sensazione – però – è che possa non bastare. Se davanti – cambiando modulo – la speranza è che la vivacità di Pato, Bojan, Pazzini, Robinho ed El Shaarawy possa far girare la testa ai difensori, la sensazione è che dietro il Milan ballerà parecchio. Con mastino De Jong vertice basso si è cercato di metterci una pezza, ma forse è troppo piccola per la voragine lasciata dagli addii di Thiago Silva e Nesta.

NAPOLI: VOTO 7,5

Se Pandev confermerà la buona vena, l'addio di Lavezzi potrebbe pesare meno del previsto. Il fatto che Insigne sia stato cresciuto in casa, non può e non deve essere un minus nella valutazione del mercato del Napoli. Behrami e Gamberini non sono due giocatori qualsiasi e la conferma di Cavani può essere la nitro da aggiungere al serbatoio di Mazzari, di per sé già incandescente. Con Mesto ed El Kaddouri, il tecnico partenopeo non può più lamentare lacune in rosa, ma non ha neanche più alibi da spendere.

PALERMO: VOTO 5

Tutto su Dybala. Se l'argentino esplode come il suo predecessore Pastore, allora il Palermo lenirà le ferite, altrimenti saranno guai. Sannino è abituato a fare le nozze coi fichi secchi, ma la sensazione è che quelli messi a disposizione di Zamparini quest'anno siano praticamente fossili. Soprattutto in difesa, sulla quale il tecnico napoletano ha storicamente fondato i suoi successi. Affiatare la coppia Cetto-von Bergen dovrà essere la sua missione per scacciare gli incubi.

PARMA: VOTO 5,5


Non si può dire che il Presidente Ghirardi non si sia dato da fare quest'estate, ma per dire che lo abbia fatto bene, bisognerà attendere. Più dubbi che certezze, infatti, per Donadoni: Amauri ha risolto i problemi fisici? Pabon si ambienterà facilmente ad un campionato molto difficile come il nostro? Dalla risposta a queste due semplici domande passa la stagione del Parma. Parolo a centrocampo è un buon colpo, ma l'assenza di Giovinco davanti – che l'anno scorso ha coperto più di qualche magagna gialloblù – potrebbe pesare più di quanto messo in preventivo.

PESCARA: VOTO 4

Alzi la mano chi conosce almeno la metà dei nuovi arrivi del Pescara? Ecco, appunto. E se Stroppa fosse tra noi, non l'avrebbe alzata neanche lui. Basta questo per contornare di scetticismo (eufemismo) il mercato degli abruzzesi. Poi, magari, si scopre che son tutti fuoriclasse e, allora, giù il cappello. Per ora, però, non possiamo farci intenerire. Voto 4

ROMA: VOTO 7

Un mercato teleguidato dal Santone e, solo per questo, bisognerà almeno dare fiducia. Destro è la il quid in più di un attacco, che con Osvaldo e Lamela partiva già da posizione privilegiata. A centrocampo, il vero acquisto si chiama De Rossi. Tachtsidis è il diamante da rifinire, Bradley il classico buon giocatore da trasformare in ottimo. Lavoro per Zeman. La Roma è un progetto che intriga e – potenzialmente – può farci divertire.

SAMPDORIA: VOTO 7

Se il mercato fatto dalla Sampdoria l'avesse fatto qualsiasi altra neopromossa, si sarebbe parlato di oscar. Siccome arriva da una società blasonata, allora tutto viene ridimensionato. La storia recente però non va sottovalutata e la campagna acquisti del Presidente Garrone è di livello. Di assoluto livello. Maxi Lopez è un bomber che avrebbe fatto comodo a molte squadre che – sulla carta – aspirano ad obiettivi più importanti, Estigarribia arriva da un campionato con la Juve quanto meno interessante, De Silvestri e Poulsen sono due che in Nazionale ci hanno giocato, ci giocano e potrebbero rigiocarci in futuro, Poli e Maresca – potenzialmente - rappresentano una mediana tecnica e al contempo molto ben assortita. Se Ferrara dimostra che quello dell'allenatore è davvero il suo lavoro da “grande”, la Samp potrebbe togliersi grandi soddisfazioni.

SIENA: VOTO 4,5

Cosmi è chiamato all'ennesimo miracolo. Questo, però, sarebbe il migliore della sua carriera. Dopo aver rincorso Bentdner e Toni, è arrivato Zé Eduardo, rifiutato prima dal Milan e poi anche dal Genoa. Gli altri sono semplici comparse in un film che aveva bisogno di attori protagonisti per compiere l'impresa. Se son “Rosine” fioriranno, ma l'inverno sarà lungo e gelido.

TORINO: VOTO 5,5

Per analizzare acquisti e cessioni del Toro, ci vorrebbero sei pagine. Per parlare di tutte le trattative abbozzate e non andate a termine, un'enciclopedia. Alla fine Ventura si ritrova una Babele di giocatori da plasmare e trasformare in squadra. Ecco, il tecnico è forse l'unica garanzia in questo momento, perché per il resto la sensazione è che si brancoli nel buio.

UDINESE: VOTO 6

La colpa di ogni mercato dell'Udinese è quella di averlo programmato con largo anticipo. Quello che per ogni altro club al Mondo sarebbe un merito, diventa una colpa per la società friulana. Tutti a giudicare deficitaria la campagna acquisti bianconera, ma si trascura l'impatto potenziale di un giocatore come Muriel, la cui “pecca” è di essere già di proprietà e di esser semplicemente tornato all'ovile. Benatia e Danilo sono le certezze consolidate, Brkic sembra avere numeri da Handanovic e Fabbrini avere le stigmate del gioiellino. Certo, Willians e Maicosuel sono scommesse: ma, a proposito, scommettiamo che se i Pozzo vincono anche queste dalle parti di Udine si divertiranno ancora?

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