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Speciale - Guida agli avversari dell'Inter in Europa League: Avversari morbidi ma trasferte da incubo, sorteggio a due volti

Speciale - Guida agli avversari dell'Inter in Europa League: Avversari morbidi ma trasferte da incubo, sorteggio a due volti

Getty Images

Gli avversari dei nerazzurri non possono impensierire sulla carta: Rubin, Partizan e Neftchi sono destinati a spartirsi le briciole. Ma quanti chilometri da fare...

RUBIN KAZAN -

LA SQUADRA - Intasuratasi negli ultimi anni con costanza in Europa, la squadra di Kazan si è rivelata spesso un osso dura quando ha portato i suoi avversari nelle gelate mura dello Stadio Centrale. Se lo ricorda bene proprio l'Inter, che in occasione della Champions League  2009/2010 impattò in Russia per 1-1. Oltre l'exploit di Barcellona (clamoroso 1-2 al Camp Nou), però, il Rubin non ha mai fatto tanta strada in campo europeo. Il miglior risulato è stato proprio in Europa League, è sempre nella stagione 2009/2010, quando i russi uscirono agli ottavi di finale col Wolfsburg.

LA STELLA - Il giocatore da cui bisogna guardarsi è senza dubbio Salomon Rondon. L'attaccante colombiano, prelevato ques'estate dal Malaga, ha siglato nella scorsa stagione 11 goal e 4 assist in 37 partite di Liga, contribuendo alla storica qualificazione in Champions degli andalusi. E' una punta molto forte fisicamente, che abbina una buona tecnica ad una grande progressione. Senza un occhio di riguardo può fare davvero male.

I VOLTI NUOVI - Non solo Rondon. Quest'estate il Rubin ha fatto spesa nella Liga acquistando l'esperto mediano basco Pablo Orbaiz (più di 250 presenze nel campionato spagnolo con la maglia dell'Athletic) e il possente centrale Ivan Marcano (arrivato dal Villareal per 5 milioni) E' arrivato dalla Bundesliga, invece, la sgusciante ala turca classe 92' Gokhan Tore, preso dall'Amburgo per circa 3 milioni di euro. La scommessa è rappresentata da Temnikov, terzino di belle speranze prelevato dalla Dynamo Briansk.

L'ALLENATORE - E' l'uomo che ha costruito i successi del Rubin. Si è seduto sulla panchina dei granata nel 2001 e da quel momento sono arrivati due campionati russi (2008, 2009), una coppa di Russia (2011-2012) e due supercoppe di Russia (2010, 2012). E' talmente importante da quelle parti da assumere il doppio ruolo di allenatore e  vice presidente della squadra. La sua figura è spesso associata al rosario islamico, poiché ne porta uno in campo durante ogni partita. E' un allenatore molto duttile dal punto di vista tattico, anche se ultimamente i risultati migliori li ha ottenuti giocando con un unica punta ed un centrocampo molto folto.

PARTIZAN -
LA SQUADRA - I bianconeri di Belgrado sono alla 19esima apparizione in questa competizione, nella quale il risultato migliore è stato il raggiungimento degli ottavi di finale (l'ultima volta nel 2003-2004). Il punto più alto della storia del Partizan si è registrato nella stagione '65-'66, quando la squadra allora allenata da Gegic raggiunse la finale di Coppa dei Campioni poi persa 2-1 contro il Real Madrid  di Gento e Amancio dopo essere addirittura passata in vantaggio con Vasovic. Quest'anno il Partizan ha vinto il suo 24esimo titolo, ma ha perso i preliminari di Champions contro l'Ael Limassol.

LA STELLA - La politica societaria dei serbi è la stessa da decenni: far esplodere la stellina di turno e poi rivenderla a peso d'oro alle big europee. E chissà se quest'anno non possa essere la volta di Lazar Markovic: 18 anni, grande senso del goal, è lui il talento più puro del calcio serbo. La scorsa stagione, appena maggiorenne, realizzò 6 goal e 6 assist in 26 presenze che contribuirono alla vittoria finale dei bianconeri. Jovetic ha già segnato la strada da percorrere per diventare grandi.

I VOLTI NUOVI - Sono per la maggior parte a costo zero gli acquisti del Partizan in questa nuova stagione. Una flotta di ragazzini Under-20 pronti ad esplodere da un momento all'altro: i difensori Zonjic e Askovski, i centrocampisti Markovic e Knezevic e gli attaccanti Mitrovic e Trujic. Tutti nomi sconosciuti, per adesso. A questi bisogna aggiungere la punta libiana Zubya ed una vecchia conoscenza del nostro calcio come Scepovic, passato dalla Sampdoria senza aver lasciato il segno.

L'ALLENATORE - Per prendere l'eredità di Avraham Grant (andato via dopo aver vinto il campionato) si è deciso di rispolverare tale Vladimir Vermezovic. Era stato lui, infatti, a portare nel 2004/2005 la squadra fino agli ottavi di finale di Europa League. Poi, però, non ha finito la stagione e dopo un girovagare tra Slovacchia e addirittura Sudafrica è tornato alla base. Il modulo di riferimento è il 4-2-3-1, un assetto che esalta molto il talento sugli esterni dei gioiellini Markovic e Tomic.

NEFTCHI BAKU -
LA SQUADRA - L'Inter dovrà fare qualcosa come 4.195 km per arrivare a Baku, in Azerbaijan, sede del piccolo grande Neftchi Baku PFC. Grande perchè da qualche ora a questa parte, battendo il più quotato Apoel Nicosia, è diventato il primo club della storia del calcio azero a qualificarsi per la fase a gironi di una competizione europea. E pensate come staranno rosicando quelli del Khazar Lankaran, storico rivale (rappresentano nord e sude dell'Azerbaijan) del Neftchi in campionato. I 'Neftciler' (in altre parole 'lavoratori del petrolio') hanno anche vinto gli ultimi due campionati azeri. Ma volete metterli col salto in Europa?

LA STELLA -  Il sostantivo scelto per aprire questo paragrafetto ci pare un tantino esagerato. Anche perchè il vero valore aggiunto di squadre come il Neftchi è proprio lo spirito di gruppo, la voglia di far bene e continuare a soprendere. Ma se proprio dobbiamo indicare un giocatore più rappresentativo, allora la nostra scelta cade su Nicolas Canales, 27enne attaccante cileno (prelevato dal Palestino) con l'esperienza giusta per far bene anche in palcoscenici più prestigiosi. Da non sottovalutare anche il 'local boy' Javid Imamverdiyev (2 goal e 2 assist nei preliminari di Champions), che ha aperto le marcature nella storica vittoria per 3-1 a Cipro contro l'Apoel.

I VOLTI NUOVI - Probabilmente non li conoscono nemmeno i tifosi del Neftchi, ma alla fine i 'colpi' messi a segno per dare l'assalto (riuscito) all'Europa fanno parte della nuova ossatura della squadra. Si va dall'esperto terzino destro Shukurov, al paraguyano Ramos che fa coppi a centrocampo con Sadygov, per finire in attacco col velocissimo Wobay (anche lui a segno a Nicosia) e appunto Canales. Importante anche l'acquisto del 22enne terzino sinistro brasiliano Bertucci, con esperienze nel campionato svizzero al Grasshoppers.

L'ALLENATORE -  Arrivato l'anno scorso dallo Standard Sumgayit (altra squadra azera) Boyukagha Hajiyev è entrato subito nel cuore dei tifosi del Neftchi prima col titolo e poi, appunto, con la storica qualificazione in Europa League, diventando anche il primo manager azero a riuscire nell'impresa. Il 4-2-3-1 è il suo credo, con esterni veloci pronti a prendere d'infilata le difese avversarie. Con l'Apoel ha schierato un 4-4-2 molto spregiudicato con Flavinho e Wobay sugli esterni e Canales e Imamverdiyev di punta. Una mossa che si è rivelata vincente.

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