thumbnail Ciao,
Speciale - Pirlo-Guly, Seedorf-Coco e tanti altri scambi: Pazzini e Cassano non sono i primi a scambiarsi le maglie di Inter e Milan

Speciale - Pirlo-Guly, Seedorf-Coco e tanti altri scambi: Pazzini e Cassano non sono i primi a scambiarsi le maglie di Inter e Milan

Tanti sono stati negli ultimi anni gli scambi tra il Milan e l'Inter: dai celebri Seedorf-Coco e Pirlo-Guglielminpietro ai meno 'fragorosi' Simic-Umit ed Helveg-Domoraud.

Agli inizi degli anni 2000 era una prassi abbastanza consolidata, soprattutto per un discorso di plusvalenze in bilancio. Inter e Milan si scambiavano giocatori per sistemare squadra e conti, una moda che è tornata in auge nell’estate 2012 con lo scambio Cassano-Pazzini.

Se è vero che i trasferimenti da una squadra all’altra ci sono sempre stati (da Giuseppe Meazza ad Aldo Serena e Fulvio Collovati, passando per Maurizio Ganz e Taribo West, fino ad arrivare a Bobo Vieri, Giuseppe Favalli, Amantino Mancini e Sulley Muntari), è altrettanto vero che solo nel XXI secolo si è passati agli scambi di giocatori, prassi che finora ha sorriso esclusivamente alla Milano rossonera, brava a rigenerare “gli scarti” dei cugini e cedere loro giocatori a cui la maglia nerazzurra faceva lo stesso effetto della kryptonite a Superman. Vediamo più nel dettaglio quali sono state le principali operazioni effettuate all’ombra della Madonnina.

PIRLO-GUGLIELMINPIETRO


La premessa è che i dirigenti nerazzurri del tempo non erano sotto l’effetto di alcol quando, nel giugno 2001, cedettero un giovane Andrea Pirlo al Milan in cambio di 5,5 miliardi delle vecchie lire e del cartellino di Andres Guglielminpietro, fortemente richiesto da Hector Cuper, per un’operazione dal valore complessivo di 35 miliardi di lire. Nella prima stagione, Guly giocò più partite di Pirlo, ma in quella seguente Ancelotti gli cambiò ruolo e da allora il talento del centrocampista bresciano è esploso, scrivendo 10 anni di pagine indimenticabili.

Sarebbe impietoso stilare l’elenco dei trionfi di Pirlo in rossonero, visto che Guly in nerazzurro non ha vinto nulla e non ha lasciato traccia, chiudendo mestamente la carriera in Argentina nel 2007. Pirlo, invece, a 33 anni è ancora uno dei migliori centrocampisti al mondo.

BROCCHI-BRNCIC

Nella stessa estate, Inter e Milan si scambiarono altri due centrocampisti: l’allora 25enne Cristian Brocchi, dopo un’annata di infortuni e incomprensioni, prese la strada di Milanello, lo sconosciuto 30enne Drazen Brncic quella in direzione Appiano. Mentre il primo, pur non ritagliandosi un ruolo da primo attore, relegato a riserva dei vari Pirlo, Seedorf e Gattuso, vince trofei su trofei, il croato-belga alla Pinetina si allena solo qualche mese prima di essere ceduto ad Ancona e Venezia e terminare mestamente l’avventura in Italia senza lasciare alcun ricordo.

HELVEG-DOMORAUD

L’operazione Helveg-Domoraud è l’emblema di come in quegli anni si faceva di tutto per far tornare i conti: nella sessione di mercato estiva del 2001, il danese venne acquistato dall’Inter che lo lasciò in prestito (per due stagioni) ai concittadini, mentre il difensore francese al Milan giocò solo in amichevole e venne immediatamente ceduto al Monaco in Francia. Una doppia plusvalenza per entrambe le squadre, voci in attivo dei rispettivi libri contabili.

SEEDORF-COCO

Non ancora scottati dall’affare Pirlo, dopo il drammatico epilogo del 5 maggio 2002, in casa Inter prende corpo un altro scambio con il Milan. A Cuper serve un terzino sinistro al posto dello sciagurato Gresko, i rossoneri offrono Francesco Coco e chiedono Clarence Seedorf, mai entrato nelle grazie dell’hombre vertical argentino. Moratti e Galliani chiudono l’affare in prima persona, un’operazione che farà la felicità di Carlo Ancelotti, che con l’olandese completa il fantastico terzetto di centrocampo con Pirlo e Gattuso sul quale il Milan costruirà tutti i trionfi degli ultimi 10 anni.

Coco, rientrato dal prestito al Barcellona, gioca una prima stagione da titolare senza infamia e senza lode (31 presenze stagionali), poi i problemi alla schiena prendono il sopravvento e per lui comincia un autentico calvario, che culmina con il ritiro dal calcio nel 2007.

SIMIC-UMIT DAVALA

Nell’estate 2002 sull’asse Milanello-Appiano andò in scena un altro scambio, quello tra Dario Simic, che dopo due anni e mezzo in nerazzurro passò ai cugini, e Umit Davala, il terzino turco voluto da Terim e prontamente scaricato a fine stagione. Il nerazzurro, nonostante la presenza dei connazionali Emre e Okan, non lo indossò mai, andando in prestito al Galatasaray e al Werder Brema. Simic, al contrario, si rivelò un ottimo rincalzo e nelle sei stagioni in rossonero vinse tutto, sia a livello nazionale che internazionale.

Sullo stesso argomento