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Speciale - Goal.com presenta la Serie A: Sampdoria, missione credibilità per Ciro

Speciale - Goal.com presenta la Serie A: Sampdoria, missione credibilità per Ciro

Getty Images

I bluerchiati si riaffacciano nel massimo campionato dopo una stagione in Serie B. Obiettivo salvezza tranquilla per riassestarsi ad alti livelli.

La stagione non è cominciata con il piede giusto, vista l'eliminazione della Coppa Italia ad opera della Juve Stabia. Ma la Sampdoria resta senza dubbio una delle piacevoli novità della nuova Serie A. Dopo un solo campionato in cadetteria, i blucerchiati si sono riguadagnati il paradiso. Stavolta niente scherzi: l'obiettivo è ritrovare quella credibilità ad alti livelli smarrita in quel maledetto 2010/11.

Sampdoria
ACQUISTI CESSIONI
Costa (Dif, Reggina, D)*
Renan (Cen, Cluj, D)*
Eder (Att, Empoli, D)*
Castellini (Dif, Parma, D)*
Cacciatore (Dif, Varese, FP)
Palombo (Cen, Inter, FP)
Poli (Cen, Inter, FP)
Sammarco (Cen, Chievo, FP)
Maccarone (Att, Empoli, FP)
Piovaccari (Att, Brescia, FP)
Tissone (Cen, Udinese, D)
Maxi Lopez (Att, Catania, P)
De Silvestri (Dif, Fiorentina, P)
Estigarribia (Cen, Dep. Maldonado, P)
Rispoli (Dif, Parma, FP)
Bentivoglio (Cen, Chievo, FP)
Foggia (Cen, Lazio, FP)
Pellè (Att, Parma, FP)
Dessena (Cen, Cagliari, D)
Regini (Dif, Empoli, P)
Biabiany (Cen, Parma, C)
Celjak (Dif, Grosseto, P)
Piovaccari (Att, Novara, P)
Fornaroli (Att, River Montevideo, D)
Fiorillo (Por, Livorno, P)
Sammarco (Cen, Spezia, D)
Corazza (Att, Portogruaro, P)
Gentsoglou (Dif, Livorno, P)
POSSIBILE 11 TIPO OGGI - All. Ferrara (nuovo)
Romero

De Silvestri - Gastaldello - Rossini - Costa

Munari - Poli - Obiang

Eder - Maxi Lopez - Estigarribia

COSA E' CAMBIATO
Rinnovata nel corpo ma non – si spera – nello spirito, la Samp neopromossa si appresta a dar battaglia anche alle compagini di Serie A, per vendicare la folle retrocessione occorsa in quel maledetto 2011. Persi giocatori che certamente non verranno rimpianti come Pellè, Rispoli e Foggia – tornati alla base dopo il prestito -, i blucerchiati hanno accolto calciatori di lignaggio più elevato e sicura affidabilità.

Dopo l’incredibile rivoluzione impostata a gennaio e che è stata alla base dell’incredibile cavalcata verso la Serie A, il Direttore Sportivo Pasquale Sensibile ha invertito la rotta: pochi acquisti ma di valore e soprattutto mirati a incrementare il coefficiente qualitativo di una rosa già discreta.

Il primo colpo è stato una ciliegina su una torta ricevuta in anticipo: Maxi Lopez, arrivato a Genova dopo l’esperienza positiva al Milan, al quale sono seguiti  gli arrivi del gladiatore De Silvestri, in cerca di riscatto dopo l’anno in chiaro scuro a Firenze, e del folletto Estigarribia, utilizzato non con continuità nella Juve scudettata, ma con passo e tecnica notevoli. In mezzo il ritorno dei prestiti  Tissone, Poli e dell’ex capitano Palombo, giocatori tornati alla base ma comunque con la valigia pronta.

A tenere le redini di questo giovanissimo cavallo – la Samp ha una media anagrafica tra le più basse d’Italia – c’è Ciro Ferrara, tecnico emergente assistito da uno staff serio e preparato, arrivato per sostituire il condottiero della promozione Iachini, ancora amatissimo dalla tifoseria per il suo temperamento guerriero con il quale ha destato il Doria bell’addormentato fino a gennaio.

I VOLTI NUOVI

Maxi Lopez è senza dubbio il colpo a sensazione, il tipo di giocatore che per qualità e blasone infiamma gli animi dei tifosi: a Bardonecchia era tra i più osannati e ricercati dai fedelissimi supporters. In carriera non è mai stato un goleador implacabile, ma la qualità non si discute ed è un attaccante che gioca per la squadra. Il centravanti ideale per interpretare il ruolo di boa nel 4-3-3 di Ferrara: bravo a giocare di sponda e ad inserirsi, se dimostrerà di aver recuperato bene dall’infortunio patito nel finale della passata stagione, sarà senza dubbio il punto di riferimento dell’attacco doriano.

De Silvestri è un terzino fortissimo fisicamente ma dotato anche di una buona tecnica. Esploso giovanissimo nella Lazio, ha avuto nella passata stagione qualche incomprensione con i vari allenatori che si sono succeduti sulla panchina viola limitandone le potenzialità. In maglia blucerchiata potrà nuovamente esplodere perché gode della fiducia assoluta del tecnico e del ds Sensibile che l’ha fortemente voluto. I suoi centimetri saranno utilissimi per sbloccare partite inchiodate, magari con un colpo di testa su calcio piazzato, soluzione che è stata più volte provata in allenamento.

Estigarribia invece arriva dalla Juve dello Scudetto. Nonostante fosse una seconda linea nel club più forte d’Italia, colleziona 18 presenze stagionali condite da 1 goal: mancino naturale, Ferrara sembra orientato a schierarlo esterno destro del suo attacco a tre per farlo accentrare e puntare la porta, ma non è escluso il suo impiego come centrocampista esterno in un 4-4-2 o addirittura terzino. E’ stato senza dubbio uno dei più positivi contro lo Schalke, i suoi cambi di passo e la sua rapidità saranno un’arma in più per scardinare difese bloccate e abbottonate come siamo abituati a vedere in Italia.

PUNTI DI FORZA
In una squadra in cui mancano autentici campioni, a fare la differenza sarà la forza del gruppo. Compattatosi in maniera incredibile nel gennaio della scorsa stagione, i giocatori blucerchiati hanno cominciato a correre tutti nella stessa direzione, 22 rondini di uno stormo coraggioso e capace di ribaltare i pronostici sfavorevoli, conquistando una promozione che a dicembre sembrava dovesse essere drammaticamente rimandata.

Lo spirito nel ritiro di Bardonecchia non è cambiato: tutti uniti, fianco a fianco, ridendo e scherzando, ma anche lavorando sodo, aiutando i nuovi arrivi ad integrarsi rapidamente. A Ferrara toccherà l’arduo compito di preservare l’inerzia positiva derivata dalla promozione, integrandola con la sua verve coriacea acquisita negli anni passati da calciatore al top del calcio mondiale. Uno dei punti di forza è aver conservato il gruppo dell’anno scorso, trattenendo i giocatori più rappresentativi e carismatici, inserendo man mano pedine scelte con cura e coerentemente con il credo tattico di Ferrara. Sulla carta verrebbe da pensare che Sensibile abbia azzeccato i colpi, ma solo il campo potrà darne la prova decisiva.

A livello societario c’è senz’altro da gioire per l’entrata in scena di Rinaldo Sagramola come nuovo Direttore Generale. Figura assente dall’addio di Gasparin nell’anno della retrocessione, ha determinato con la sua mancanza le principali scelte sbagliate che hanno condotto il Doria in B. Ora a coordinare i vari settori societari ci sarà un uomo competente e plenipotenziario, l’uomo giusto al posto giusto. Tra i punti di forza non si possono dimenticare i tifosi: abbonatisi in massa – vicino il traguardo delle 20.000 tessere sottoscritte – non faranno mancare il consueto apporto nella stagione del ritorno in A.

PUNTI DEBOLI
In una squadra neo promossa potrebbe risultare rischioso avere così tanti giovani in rosa. In momenti in cui ci sarà da stringere i denti – e nell’arco di una stagione lunga 38 partite senz’altro capiterà – l’entusiasmo e la sfrontatezza – quasi – adolescenziale di molti soldati della truppa doriana potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio.

A rassicurare  i tifosi c’è comunque l’indubbia qualità di questi giovani. Anche il tecnico corrisponde a questa descrizione. In curriculum può vantare solo due esperienze come tecnico: Juve, terminata con l’esonero, e nell’Under 21 di cui è stato selezionatore, compito completamente differente rispetto alla guida di un club con il quale hai un contatto quotidiano e impegni settimanali. In questo momento manca ancora un regista, un giocatore che possa inventare calcio dettando l’ultimo decisivo passaggio.

In questo senso si parla di Maresca come possibile rinforzo: il centrocampista del Malaga colmerebbe uno dei pochi settori ancora scoperti. Serve ancora un terzino sinistro - Castellini sarà una riserva di sicura affidabilità, Laczko è in partenza – un centrale difensivo, perché né Costa né Rossini potrebbero fare la differenza, e, nel caso Icardi venisse mandato a fare esperienza, anche un altro esterno d’attacco. Per quanto riguarda il reparto offensivo, è sì composto da giocatori di qualità, ma difettano in letalità.

Nessuna delle pedine in mano allo stratega Ferrara è un’autentica macchina da goal in A, ma in collaborazione riusciranno comunque a mettere insieme le marcature necessarie a una salvezza tranquilla, provando magari ad insidiare la zona Europa League nel caso circostanze e concorrenza lo permettessero.

L'ALLENATORE

E’ forse il più grande interrogativo di questa stagione blucerchiata: oggettivamente non ha l’esperienza necessaria per guidare un club di Serie A, essendo stato al timone solo della Juve e con pessimi risultati - esonerato nel gennaio 2010 dopo essere stato eliminato in successione da Champions, Europa League e Coppa Italia -. Essere il C.T. dell’Under o il collaboratore di Lippi è tutt’altra faccenda rispetto ad allenare un club, dove il lavoro è quotidiano e gli impegni quasi due a settimana.

Ora vanno di moda gli allenatori appena usciti dal Centro Tecnico di Coverciano, dimenticando forse la meritocrazia e privilegiando il nome. Il nome è indubbiamente grande, speriamo sia sostenuto anche da talento e capacità. L’esperienza con l’Under 21 senza dubbio gli sarà utile per gestire un gruppo così giovane come quello di quest’anno. Lo schema di partenza sarà il 4-3-3, modulo sulla base del quale è stata improntata la campagna acquisti e che con gli interpreti a disposizione potrebbe dare i suoi frutti.

In caso sia necessario utilizzare schemi più prudenti, il passo verso il 4-4-2 è rapidissimo: Estigarribia arretra a centrocampo ed Eder si posiziona seconda punta al fianco di Maxi, sacrificando magari un centrale di centrocampo.

LA RIVELAZIONE

Pedro Obiang. Accostare a un giocatore come lui il termine “rivelazione” sembra quanto meno irrispettoso, visto che comunque ha già dimostrato di possedere grandi mezzi tecnici, tattici e anche fisici, ma quest’anno sarà chiamato a confermare quanto di buono fatto vedere in cadetteria anche nella massima serie. Il ruolo all’interno dell’11 blucerchiato è cambiato: Iachini lo schierava come regista, Ferrara invece lo vede spostato a destra.

Un ruolo che senza dubbio gli si addice maggiormente e che lo carica di minori responsabilità, lasciandolo libero di esprimersi sia in fase di interdizione che di costruzione. Nonostante sia un giocatore già di buon livello deve ancora migliorare: a un centrocampista si chiede anche la conclusione a rete, vero tallone d’Achille dello spagnolo, oltre agli inserimenti per il colpo di testa e una maggiore velocità nel far ripartire l’azione.

I vent’anni giocano dalla sua parte, se verrà assistito dal tecnico senza troppe pressioni, nel giro di due stagioni potrebbe diventare un giocatore di prima fascia. Non a caso il suo nome è già stato accostato ai principali club italiani e a Genova era stato fortemente voluto dal duo Marotta-Paratici, non esattamente due novellini, i quali lo avevano prelevato dal settore giovanile dell’Atletico Madrid con grande lungimiranza.

Di lui ha colpito soprattutto la calma e la tranquillità con cui calca i campi di gioco, dimostrando la sicurezza di un veterano unita all’impudenza di uno scolaro, mix che gli permette di sbagliare raramente la giocata, osando anche qualcosa in più in fase di costruzione.

DOVE PUO' ARRIVARE
L’obiettivo dichiarato è chiaramente una salvezza tranquilla. La condizione di neo-promossa e la recente retrocessione impongono prudenza, ma per blasone e recente passato, considerare la Samp alla stregua di Pescara e Torino appare quantomeno irriguardoso. Senza contare che il livello medio della Serie A si è notevolmente abbassato: se la concorrenza, rappresentata da squadre come Palermo, Atalanta, Catania, Parma e Genoa – club di metà classifica – inceppasse e se si concretizzasse l’affare Maresca, non è da escludere un inserimento nel finale di stagione nella bagarre per l’Europa League.

Allo stato attuale la rosa blucerchiata appare comunque superiore a squadre come Siena, Chievo, Pescara, Bologna, Torino e Cagliari, ma, si sa, sulla carta i tre punti non esistono. Sulla carta la Samp si sarebbe salvata nel 2011 e avrebbe vinto a mani basse il campionato di B l’anno scorso. Mantenere l’umiltà della neo-promossa sarà l’ingrediente necessario per coltivare sogni più alti, sperando che la retrocessione spocchiosa del 2011 sia veramente servita da lezione.

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