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Analizziamo reparto per reparto la formazione tipo del Milan, vista la partenza di oltre undici uomini: il Diavolo ha perso tanto ma in realtà la situazione non è poi così nera...

Non è certo un bel momento per i tifosi del Milan, di recente depauperati dai due gioielli della squadra, Ibrahimovic e Thiago Silva. Ma quelle dello svedese e del brasiliano non sono stati gli unici addii in casa rossonera.

Nell'estate del massiccio ricambio generazionale hanno infatti salutato definitivamente Milanello anche i vari Van Bommel, Seedorf, Inzaghi, Zambrotta, Gattuso. Oltre 11 giocatori considerando anche Roma, Oddo, Nesta e Merkel.

Una vera e propria squadra, schierabile in campo mediante il 4-3-1-2 tipico di Allegri. Competitiva, al punto da suggerirci l'idea di un confronto con la formazione che, ad oggi, rappresenta l'undici tipo del Diavolo.

Giochiamola, allora, questa sfida virtuale: il Milan dei 'venduti' contro il Milan 2012/2013. La battaglia è apertissima...

IL MILAN DEI 'VENDUTI'
IL MILAN 2012/2013
Roma Abbiati
Oddo Abate
Nesta Mexes
Thiago Silva Acerbi
Zambrotta Antonini
Gattuso Nocerino
Van Bommel Ambrosini
Seedorf Montolivo
Merkel Boateng
Ibrahimovic Pato
Inzaghi Cassano

PORTIERE - Non ce ne voglia il 'vecchio' Roma, ma non c'è storia. Abbiati, anche se nella scorsa stagione ha avuto, soprattutto all'inizio, qualche amnesia, appare ancora affidabile sia a livello nazionale che internazionale. E poi c'è da fare crescere Gabriel, piccolo brasiliano con (dicono) un grande futuro. Come secondo portiere Amelia rappresenta, seppure anch'egli ogni tanto mostra qualche sbavatura, una sicurezza sulla quale poter contare.

DIFESA - Oddo-Nesta-Thiago Silva-Zambrotta contro Abate-Mexes-Acerbi-Antonini. Prendendo in considerazione tutti e quattro i ruoli della difesa, tra il 'vecchio' ed il 'nuovo' Milan si può ravvisare una situazione di parità. Anche in caso di crescita esponenziale di Acerbi (che secondo alcuni potrebbe effettivamente diventare il nuovo Nesta) la sua probabile coppia con il discontinuo Mexes non può in alcun modo essere paragonata alla coppia più bella del mondo formata da Sandro e dal brasiliano.

Sulle fasce però il 'nuovo Milan' recupera terreno: avessimo fatto questo paragone 3-4 anni fa la coppia Oddo-Zambrotta avrebbe sicuramente rappresentato il top, non solo a livello italiano, ma facendolo adesso non c'è proprio paragone. Abate ed Antonini non sono certo dei campioni, ma sono ancora nella fase clou della loro carriera ed hanno dimostrato di poter essere quasi sempre affidabili, più a livello nazionale che internazionale.

CENTROCAMPO - Anche in questo reparto, così come fatto per la difesa, occorre fare una premessa. Parlassimo di 'valenza' dei giocatori a livello globale, anche senza il comunque ottimo Merkel, la presenza di Gattuso, Seedorf e Van Bommel sarebbe in grado di eliminare subito ogni concorrenza ed ogni paragone. C'è però da dire che i due olandesi ammirati negli ultimi mesi a Milanello non hanno nemmeno lontanamente ricordato gli splendidi giocatori che hanno permesso alla società di Via Turati di poter mietere successi; lo stesso discorso vale per il mediano di Schiavonea, che di fiato ne ha avuto sempre meno.

Il trio attuale, formato da Montolivo, Nocerino e Ambrosini, e da Boateng come trequartista, appare superiore a quello che ha appena lasciato l'Italia. Boateng è nel massimo della maturazione ed è il prototipo del giocatore moderno, mix di potenza e classe. Montolivo ad Euro 2012 ha mostrato di essersi scrollato di dosso qualche piccolo limite a livello di personalità; dovesse avere anche una continuità maggiore Pirlo potrebbe non essere più un ricordo ed una realtà poco piacevole. Non è facile, ma l'ex-Fiorentina sembra intenzionato a provarci in tal senso.

Nocerino è un punto fermo, il mix perfetto tra la corsa di Gattuso e la capacità di inserimento di Massimo Ambrosini; anche se dovrà dimostrare di essere in grado di poter essere un fattore importante anche in assenza degli assist e degli spazi che gli sono stati creati da Zlatan Ibrahimovic.

ATTACCO - La nota sicuramente più dolente. La coppia Ibrahimovic-Inzaghi, anche se i due non hanno mai giocato così tanto tempo insieme, a livello potenziale rappresenta una delle migliori degli ultimi 20 anni del panorama nazionale ed internazionale. Tralasciando Inzaghi, i cui fasti risalgono oramai a qualche anno fa, il discorso va impostato effettivamente solo sullo svedese. Il suo strapotere fisico e tecnico, la sua personalitè, la sua capacità di essere quasi sempre decisivo quando è necessario, sono difficilmente raggiungibili in ambito internazionale.

I suoi sostituti, Antonio Cassano ed Alexandre Pato, sono sicuramente due campioni. Il barese, con la sua capacità di 'entrare' all'interno delle difese avversarie e la sua vena in tema di assist farebbe andare a nozze chiunque. Il brasiliano, infortuni permettendo, è un potenziale fuoriclasse, che potrebbe forse superare a livello realizzativo i numeri dello svedese. Singolarmente non sono in condizione di poter competere con Ibra, ma insieme, entrambi al top della condizione, sono in grado di poter ovviare all'assenza del capocannoniere dell'ultimo campionato di Serie A.

IL VERDETTO

La lotta tra Milan dei reduci e Milan degli addii si conclude così in parità: i rossoneri che hanno detto addio a Massimiliano Allegri sono superiori in attacco e in difesa, ma inferiori a livello di numero 1 e di centrocampo, sempre considerando lo stato di forma e di salute attuale di coloro che hanno lasciato la squadra e non il loro skill generale.

Ragione per la quale è plausibile affermare che questo Milan edizione 2012-2013, se tutto andrà per il verso giusto e tutti i giocatori della rosa risponderanno alle aspettative, dando quello che da loro si pretende, potrebbe non essere, a livello di risultato finale, così poi tanto diverso dal Milan che ha concluso al secondo posto l'ultimo campionato ed ha ceduto al Barcellona in Champions League.

Galliani ha comunque promesso, prima di cedere di Thiago Silva e Ibrahimovic, di essere pronto a "consegnare una rosa competitiva ad Alelgri per l'inizio del campionato". E' il modo senza dubbio più veloce per dimenticare chi a Milanello ha lasciato l'armadietto vuoto...

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