Con tutte le cessioni fatte dai friulani nell'ultimo quinquennio vien fuori una squadra virtuale fortissima: da Handanovic a Zapata, da Inler al 'Niño Maravilla' Sanchez.
Ogni anno tanti giocatori ceduti dopo averli fatti diventare dei campioni, e nonostante tutto, riuscire sempre a mandare in campo una squadra competitiva, spesso in grado di stupire migliorandosi. Questo il piccolo record stabilito dall'Udinese della famiglia Pozzo.Rilevato il club friulano nel lontano 1986, i Pozzo, attraverso una politica vincente, fatta di acquisti mirati, valorizzazione dei giovani e cessioni alle grandi squadre a un prezzo molto più elevato di quello speso per acquistare i calciatori, hanno portato una squadra di provincia a diventare una delle più belle realtà del calcio italiano.
Da Balbo a Sensini, da Bierhoff ad Amoroso, da Appiah a Pizarro, da Muntari a Iaquinta, passando per i vari Helveg, Giannichedda, Fiore e Jorgensen, sono tanti i campioni passati da Udine negli ultimi due decenni, prima di affermarsi a livello assoluto con i grandi club.
Ma solo considerando tutti i giocatori ceduti dai bianconeri nell'ultimo quinquennio, ne vien fuori uno squadrone di livello assoluto, schierabile in campo con un 3-4-3 spesso utilizzato dalle parti del Friuli.
| PORTIERE |

SAMIR HANDANOVIC - Il portierone sloveno approda a Udine ad appena vent'anni, quando è uno semisconociuto, nella stagione 2004-05. Esordisce in Serie A, ma l'anno seguente la società decide di mandarlo in giro 'a farsi le ossa'. Tre anni di prestiti fra Treviso, Lazio e Rimini, ma quando ritorna, nel 2007, spicca il volo, affermandosi come uno dei migliori estremi difensori della Serie A e come specialista nel neutralizzare i rigori. Ora è approdato all'Inter, dove sarà il successore di Julio Cesar.
| DIFENSORI |

CRISTIAN ZAPATA - L'Udinese lo preleva ancora diciottenne dal Deportivo Calì per appena 500 mila euro, quando il suo nome è ignoto ai più. Sarà un vero affare. Il difensore si rivela da subito un ottimo prospetto e una garanzia del reparto arretrato, diventanto un titolare inamovibile. Nonostante una doppia frattura allo zigomo e al seno mascellare nel 2007, ritorna sulla scena dopo sei mesi e riconquista il posto che aveva perso. Lascia i friulani nel 2011 dopo sei stagioni. Ad aggiudicarselo è il Villarreal, che per lui sborsa circa 9 milioni. La prima stagione in Spagna non è fortunata, vista la retrocessione del Sottomarino giallo.
FELIPE - Scoperto a 15 anni dall'osservatore Manuel Gerolin, l'italo-brasiliano approda in Prima squadra nel 2002, imponendosi come difensore centrale affidabile e di temperamento. Lascia l'Udinese da leader nel 2010, e approda alla Fiorentina, che complessivamente paga ai friulani 6 milioni di euro. In viola perde però l'antico smalto, finendo presto fra le riserve. Gioca sei mesi in prestito al Cesena e poi fa ritorno in toscana, ma per lui i fasti di Udine sembrano ormai lontani.
ALEKSANDAR LUKOVIC - Acquistato in compartecipazione dalla Stella Rossa nel 2006, viene girato in prestito all'Ascoli. L'anno successivo torna a Udine, dove diventa uno dei perni della difesa bianconera. Lascia i friulani dopo 3 anni per passare allo Zenit San Pietroburgo. In Russia il serbo conferma le buone qualità mostrate in Italia, e oggi è uno dei pilastri della squadra di Luciano Spalletti.
| CENTROCAMPISTI |

MAURICIO ISLA - L'Udinese ne resta folgorata dopo averlo visto giocare il Sudamericano Under 20 con il Cile, e nonostante non abbia mai esordito nella Prima squadra dell'Universidad Catolica, decide di portarlo in Italia nel 2007. Inizialmente aggregato alla Primavera bianconera, l'esterno sinistro esordisce in A l'anno seguente e nel giro di 5 anni diventa uno dei giocatori più forti del massimo campionato italiano nel suo ruolo. La Juventus ha deciso di puntare su di lui per il futuro, e sborserà ai friulani 9 milioni e 400 mila euro in tre anni per la sua comproprietà.
GOKHAN INLER - L'Udinese lo compra dallo Zurigo nel 2006, pagandolo 2 milioni di euro, e lo svizzero si afferma come uno dei centrali di centrocampo più solidi della Serie A, in grado di distruggere il gioco avversario ma anche di impostare la manovra. Dopo un aspro duello di mercato con la Juventus, il Napoli se lo aggiudica nel 2011 per 17 milioni e mezzo. Dopo una prima parte di stagione complicata per alcuni problemi di ambientamento, Inler ha chiuso in crescendo il primo anno all'ombra del Vesuvio, vincendo la Coppa Italia con i partenopei. Anche quest'anno vestirà la maglia azzurra.
KWADWO ASAMOAH - Mediano possente e molto abile nel recuperare palloni, il ghanese è prelevato nel 2008 dal Bellinzona per un milione di euro, dopo una stagione in prestito al Torino senza mai giocare. Con i friulani ha una crescita costante, e nel 2010 disputa un gran Mondiale in Sudafrica con la sua Nazionale. Quest'estate la Juventus ha deciso di puntare su di lui come rinforzo per il centrocampo: ai friulani andranno 9 milioni di euro in tre anni per la comproprietà.
SIMONE PEPE - Esterno offensivo tutto corsa e grinta, l'Udinese lo prende in comproprietà dal Palermo nel gennaio 2006. Dopo una stagione in prestito al Cagliari, i friulani lo riscattano alle buste, e nelle tre stagioni da titolare il romano si rivela un componente fondamentale del tridente offensivo bianconero. Nel 2010 la Juventus decide di puntare su di lui, prelevandolo in prestito oneroso per 2,6 milioni di euro. L'impatto di Pepe con la realtà torinese è positivo e il giocatore viene riscattato l'estate seguente per sette milioni e mezzo. L'anno scorso è stato fra i protagonisti dello Scudetto della Vecchia Signora.
| ATTACCANTI |

FABIO QUAGLIARELLA - L'Udinese ne acquista il cartellino nel 2005, ma nel 2006 accetta l'offerta della Samp per la comproprietà. Poi, però, lo riscatta alle buste, versando 7,3 milioni di euro per il restante 50 per cento del cartellino. L'attaccante arriva così in Friuli nel 2007, formando una coppia d'attacco micidiale con Totò Di Natale. Nel 2009 Quagliarella passa al Napoli per 16 milioni più metà cartellino di Domizzi. Successivamente si trasferisce alla Juventus, con cui vince lo Scudetto nel 2011-12.
ASAMOAH GYAN - Prelevato dai ghanesi del Liberty Professional nel gennaio 2004, ad appena 18 anni, esordisce subito in Serie A con i bianconeri. Poi due stagioni in prestito al Modena, dove esplode come uno degli esterni offensivi più promettenti del campionato italiano. Torna così a Udine, dove vive da protagonista due stagioni, dal 2006 al 2008. Nel luglio del 2008 è acquistato dai francesi del Rennes per 8 milioni di euro. Protagonista dei Mondiali in Sudafrica con il Ghana, veste poi la maglia del Sunderland. Nell'ultimo anno ha giocato in prestito con l'Al Anin, squadra degli Emirati Arabi.
ALEXIS SANCHEZ - L'Udinese si innamora del 'Niño Maravilla' nel 2006, dopo che il piccolo talento cileno si è messo in luce con il Cobreloa. Così lo acquista appena diciassettenne pagandolo 2 milioni di euro. Per fare esperienza lo dà in prestito prima al Colo Colo, poi al River Plate, per poi portarlo, ancora giovanissimo in Italia. Dopo qualche difficoltà iniziale legata al ruolo, il cileno esplode, rivelandosi nel giro di tre stagioni un vero fenomeno nella velocità e nel tocco di palla. Su di lui decide di puntare il grande Barcellona, che nel 2011 sborsa nelle casse dell'Udinese 26 milioni più 11 e mezzo che pagherà in base al raggiungimento di obiettivi sportivi. Per i Pozzo l'affare più grande di sempre.
