thumbnail Ciao,

Dal Brasile ci arriva la parabola discendente di Dinho: l’ex rossonero lasciato a casa dal Flamengo è in cerca di squadra, ma non è detto che la trovi…

Ronaldinho, ormai lo sanno tutti, non è più un giocatore del Flamengo, anche se – a suo dire – è ancora legato al club da circa 15 milioni di euro di credito…
 
Accolto e acclamato da 20mila tifosi nel gennaio 2011, la sua esperienza è durata solo un anno e 5 mesi. Aveva proposte da Palmeiras e Gremio, ma ha preferito Rio, con tutte le conseguenze del caso, dentro e fuori dal campo (Carnevale, night-club e quant’altro). Dall’inizio dell’anno la situazione è precipitata, con il fratello manager De Assis sempre più insistente nel rivendicare i crediti del suo assistito, che godeva in ogni caso di un salario di tutto rispetto per gli standard brasiliani.
 
Al Flamengo, però, dal punto di vista tecnico ha fallito: da quando è arrivato, la squadra non è riuscita a vincere il campionato ed è stata eliminata dalla coppa nazionale, che è il secondo titolo per importanza in Brasile. Ha vinto solo il titolo statale, decisamente meno importante, nel 2011 e nel complesso ha segnato 28 reti in 74 partite, molte delle quali su rigore. Aggiungiamoci pure il controverso rapporto con l’ex mister Luxemburgo è il quadro è completo.


L'avventura di Ronaldinho al Flamengo è stata un flop, dentro e fuori dal campo
La situazione è precipitata in questa stagione, dove le performance sono divenute sempre meno “performanti”, appunto: in 20 gare, 7 segnature, inclusi 4 rigori. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, l’ha versata sempre il fratello-manager De Assis che, settimana scorsa, nel negozio ufficiale del Flamengo, si è rifiutato di pagare dopo aver fatto razzia di articoli: “Se il club non paga mio fratello, perché io dovrei pagare questi?”. Una sparata che ha chiuso ogni possibile mediazione.
 
Nell’ultima gara contro l’Internacional, i tifosi hanno esposto uno striscione: “Ronaldinho, fa attenzione, rispetta la maglia”. Un messaggio inequivocabile. Le cose sembravano volgere al meglio, con i rossoneri in vantaggio 2-0, con Dinho in goal e acclamato, almeno fino al finale di 3-3, che ha scatenato le contestazioni all’indirizzo della squadra, con la sua superstar in testa. C’è da dire che non ci si poteva aspettare un giocatore sgombro di testa, visto che dopo la partita è scappato a Porto Alegre per assistere la mamma malata. Non ha avuto compassione il vice presidente del club, che ha praticamente annunciato il licenziamento ai tifosi, celebrato dagli stessi sostenitori come una vittoria.
 
E, ora, che ne sarà di Ronaldinho? Difficile dirlo. Di certo non vorrà allontanarsi troppo da casa considerata la sua difficile situazione familiare, ma in Brasile – ormai – non ha quasi più mercato. Qui i tifosi di tutte le squadre hanno un solo motto: “R10? No grazie”. La fine di un mito.

Sullo stesso argomento