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L'uomo del Chelsea l'ultimo di una serie di tecnici in grado di trionfare in Europa prendendo la squadra in corsa. Da Miguel Munoz a Vicente Del Bosque, imprese senza tempo

Una squadra sfiduciata, priva di idee e di carattere e con i suoi uomini migliori tenuti ad ammuffire in panchina. Ecco il Chelsea che André Villas-Boas lasciò in eredità a Roberto Di Matteo lo scorso mese di marzo, all'indomani del clamoroso esonero del tecnico portoghese.

Sembrò in pratica la resa dei Blues, sia perché in Premier le due squadre di Manchester erano ormai irraggiungibili, sia perché, nell'andata degli ottavi di finale di Champions League, il Napoli aveva travolto Frank Lampard e soci con un pesantissimo 3-1. Sembrò la fine, appunto, e invece proprio da lì sarebbe partita la riscossa che avrebbe visto Di Matteo e i suoi uomini, nelle settimane successive, macinare successi su successi, fino alla grande impresa dell'Allianz Arena.

Una storia simile a quella vissuta dal Real Madrid e da Miguel Muñoz nel lontano 1959/60. Fu proprio il giovane allenatore spagnolo (all'epoca 38enne) a sostituire a stagione in corso il paraguayano Manuel Fleitas Solich e a condurre i Blancos alla vittoria in Coppa dei Campioni. Per Muñoz quello fu il primo di una lunga serie di trionfi sulla panchina delle Merengues: ecco, se Di Matteo dovesse ripetere solo la metà delle imprese del suo illustre collega, beh, sarebbe già un grandissimo successo.


Prima di Di Matteo, altri allenatori avevano vinto la Champions da subentrati
Spostiamo in avanti le lancette della storia di qualche anno ed arriviamo al 1974/75. Il Bayern Monaco campione d'Europa in carica è in difficoltà e, come sempre, a farne le spese è l'allenatore, in questo caso Udo Lattek, sostituito a metà stagione da Dettmar Cramer. Mossa azzeccata. Il 28 maggio 1975, sconfiggendo in finale gli inglesi del Leeds, il Bayern può infatti alzare al cielo di Parigi la sua seconda “Coppa dalle grandi orecchie” consecutiva.

Sentite poi cosa successe nel 1981/82. L'Aston Villa, che l'anno prima si era laureato campione d'Inghilterra, era incappato in una crisi di gioco e di risultati che aveva portato alle dimissioni del tecnico Ron Saunders. Gli subentrò Tony Barton, l'uomo che, la notte del 26 maggio 1982, trascinò contro ogni pronostico i Villans alla vittoria dell'unica Coppa dei Campioni della loro storia.

Memorabile anche l'apporto dato dal belga Raymond Goethals alla causa dell'Olympique Marsiglia nella stagione 1992/93. Subentrato in corso d'opera a Jean Fernandez, il saggio Goethals seppe riportare l'OM sui binari giusti e, a maggio, fu proprio lui il principale artefice del trionfo dei suoi nella neonata UEFA Champions League. Neanche il Milan degli “Invincibili” seppe reggere all'onda d'urto rappresentata dai francesi.

L'ultimo allenatore, prima di Di Matteo, ad aver conquistato la Coppa da traghettatore di lusso fu Vicente del Bosque, il quale, dopo aver rimpiazzato l'esonerato John Toshack sulla panchina del Real Madrid, portò le Merengues al meritato successo nella “temporada” 1999/00.

Chiudiamo infine con una curiosità. Nel 1958-59, l'allenatore del Real Madrid, l'argentino Luis Carniglia, dopo aver guidato i Blancos nelle prime due partite di Coppa Campioni, fu costretto a lasciare temporaneamente il suo incarico a causa di una brutta colica renale. Gli subentrò il giovane Miguel Muñoz, il quale non fece rimpiangere il predecessore, visto che condusse i suoi al successo contro gli austriaci del Wiener SK.

Una volta guarito, Carniglia riprese in mano le redini della squadra, giusto in tempo per trascinarla al quarto trionfo europeo della sua storia.

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