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Il goal di Muntari, l'ultima di Del Piero e le nomination per il 'Momento dell'anno' di Goal.com Italia: vota!

Il goal di Muntari, l'ultima di Del Piero e le nomination per il 'Momento dell'anno' di Goal.com Italia: vota!

Getty Images

Ripercorriamo i momenti più significativi della stagione che si sta concludendo: impossibile dimenticare l'enorme dolore per la scomparsa di Morosini.

Ogni stagione calcistica si porta con sè certi istanti che resteranno indelebili nella memoria di tutti, o se non altro di tanti. Il 2011/12 che si avvia verso l'epilogo, naturalmente, non fa eccezione. Dalle polemiche ai momenti emozionanti, dalle imprese sportive agli intrighi di mercato, non ci siamo fatti mancare proprio nulla. Di una sola cosa avremmo fatto volentieri a meno: avremmo voluto parlare di Piermario Morosini come possibile volto nuovo dell'Udinese che si appresa a disputare la Champions.

Inevitabilmente c'è anche la sua scomparsa tra i momenti più significativi che hanno caratterizzato la stagione 2011/12 in Italia. Ecco i quattro più rilevanti...

IL POMERIGGIO THRILLING TRA PATO E TEVEZ

Molti sostengono che il Milan abbia perso il campionato in quel frenetico pomeriggio di gennaio in cui prima Galliani mise le mani su Carlos Tevez, poi fu costretto a mollare la presa in seguito al diktat presidenziale che vietò la cessione di Alexandre Pato al PSG.

IL PARERE DELL'ESPERTO
La mancata cessione di Pato è stato un errore gravissimo che è costato al Milan lo Scudetto. Come sarebbe cambiata la squadra di Allegri con Tevez in campo vicino ad Ibra? Visto come ha giocato nell'ultimo periodo al City l'argentino sarebbe stato determinante. Soprattutto vista la crisi del reparto offensivo rossonero che ha dovuto fare a meno di tanti giocatori.

Vittorio Campanile, Chief Editor
In seguito a settimane di trattative, l'amministratore delegato volò in Inghilterra per chiudere definitivamente l'operazione legata all'Apache del Manchester City. Come? Venendo incontro alle richieste degli inglesi, sin dal primo momento disposti a parlare solo di una cessione a titolo definitivo.

I fondi per l'acquisto sarebbero dovuti arrivare da una partenza illustre, quella di Alexandre Pato sponda Paris Saint-Germain. Irrefrenabile la voglia da parte di Ancelotti, appena insediato sotto la Tour Eiffel, di mettere le mani sul suo pupillo brasiliano.

Quando l'enorme giro di milioni era concluso - con Tevez in rossonero e Pato ai parigini - l'improvviso ripensamento di Silvio Berlusconi. Una telefonata al Papero basta per bloccare l'intero affare e mandare all'aria i piani di Galliani. E forse un intero campionato.

IL GOAL FANTASMA DI MUNTARI

C'è un episodio che ha monopolizzato l'attenzione degli appassionati italiani negli ultimi mesi di campionato. Polemiche, discussioni da bar e dibattiti da solotto televisivo: tutto è ruotato attorno al goal fantasma di Sulley Muntari in Milan-Juventus.

IL PARERE DELL'ESPERTO
E' stato l'episodio più citato dai rossoneri quest'anno. Anche in modo troppo eccessivo. Ha sicuramente influito nel campionato di Serie A soprattutto perchè successo nella sfida diretta ma il Milan ha troppo recriminato anzichè dimenticarsene e andare avanti alla caccia di uno Scudetto che sembrava alla portata.

Vittorio Campanile, Chief Editor
Non un semplice goal fantasma, ma 'il' goal fantasma per eccellenza, ormai. Troppo eclatante per passare inosservato, troppo pesante - secondo quanto più volte ribadito da Allegri e dai rappresentati del Milan - per essere lasciato lì, come un incidiente di percorso qualunque.

Difficile dire come si sarebbe sviluppato il campionato da lì in poi, se la rete fosse stata giustamente convalidata. Il Milan si sarebbe avvicinato sensibilmente ad una vittoria fondamentale, per la corsa tricolore, ma con un'ora ancora da giocare il risultato restava comunque aperto.

Allegri e Conte se le son suonate di santa ragione per mesi, Galliani si è conservato la foto sul telefonino, nella festa Scudetto della Juventus Stadium è spuntato addirittura un 'due aste' raffigurante l'immagine del goal. Scommettete che se ne parlerà anche quest'estate?

IL CALCIO SI FERMA PER MOROSINI

Non esiste nulla di più potente della morte. Nella vita e nel calcio. La testimonianza l'abbiamo avuta un mese fa, con la tragica e improvvisa scomparsa di Piermario Morosini nel corso della sfida tra Pescara e Livorno. Uno choc per tifosi, appassionati e addetti ai lavori.

IL PARERE DELL'ESPERTO
La morte di Morosini è stato il momento peggiore della stagione. Vedere un ragazzo così giovane perdere la vita in campo, un luogo che dovrebbe dare solo gioia, è stato terribile. Il calcio per una volta si è fermato, giustamente, per ricordare un amico e come la vita, a volte, può essere così maledettamente imprevedibile

Vittorio Campanile, Chief Editor
Piermario è morto in campo, mentre faceva il suo lavoro, ciò che amava: giocare a calcio. Cade, si rialza, ricade e prova a rialzarsi ancora. Poi l'ultimo tonfo, quello definitivo. Mario resta lì, steso per terra. I soccorsi sono rapidi, forse disorganizzati. Ma il suo destino appare inevitabile.

Tutto il mondo del calcio sceglie di fermarsi, istantaneamente. Impossibile giocare con il dolore nel cuore e quelle immagini negli occhi. Ci si interroga su quale sia il livello della salvaguardia della salute dei calciatori, sulla reale efficacia delle cure prestate al Moro subito dopo l'attacco cardiaco.

Sono Livorno e Bergamo le città più colpite dalla sua scomparsa. In Toscana l'avevano accolto da poco, ma già lo stimavano. In terra orobica era nato e cresciuto, era casa sua. E lì si ritroveranno, per i suoi funerali, tifosi di tutte le squadre italiane. Nulla è più potente della morte...

L'ULTIMA PARTITA DI DEL PIERO IN SERIE A

Probabilmente neanche Alex Del Piero avrebbe immaginato così la sua ultima partita in campionato con la maglia della Juventus: goal, sostituzione con standing ovation, giro di campo a partita ancora in corso e trofeo dello Scudetto alzato al cielo nel tripudio generale.

IL PARERE DELL'ESPERTO
L'ultima bandiera della Juventus saluta i suoi tifosi. C'è gioia per lo Scudetto appena conquistato e tristezza per dover salutare forse l'ultimo vero simbolo della Juventus. Alex Del Piero ha voluto ringraziare tutti a modo suo, con un goal e un'altra grande prestazione.

Vittorio Campanile, Chief Editor
Alla mezzora il primo momento di una giornata indimenticabile. Prende palla al limite, punta l'angolino alla destra di Frezzolini e tutti capiscono in anticipo come andrà a finire: sfera in fondo al sacco per il tripudio dello Juventus Stadium.

Dopo pochi minuti della ripresa, l'istantanea più emozionante: Conte gli concede cambio e standing ovation, entrambe le squadre si fermano per tributargli il doveroso omaggio. Neanche il tempo di sedersi in panchina e il pubblico lo richiama per un giro di campo a sfida ancora in corso.

In seguito al fischio finale, l'apoteosi, la scena ideale per chiudere un campionato destinato a restare nella storia. Lui, Alex Del Piero, che solleva il trofeo del primo Scudetto post-Calciopoli. 'C'è solo un capitano', canteranno i tifosi juventini fino a tarda notte. E per sempre...

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