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Il centrocampista del Chelsea, nonostante la sua età non sia oramai più verde, in questa seconda parte di stagione è saputo tornare prepotentemente in auge.

Snodo cruciale della stagione del Chelsea: il 3 a 1 subito al "San Paolo" dal Napoli nell'andata degli ottavi di Champions League, e soprattutto l'esonero da parte di Roman Abramovich dello strapagato Andrè Villas Boas. L'annata dei "Blues" sembrava destinata a marcire nel dimenticatoio, ed invece, grazie a Roberto Di Matteo, giovane allenatore in rampa di lancio ed espertissimo di Premier League, si è raddrizzata con l'ingresso in semifinale di Champions e l'ambitissima finale di Fa Cup, senza contare l'apertissima corsa per il quarto posto in campionato. Simbolo della rinascita: uno su tutti, Frank Lampard, messo da parte dal portoghese troppo presto insieme ad altri "senatori".

PRIMI PASSI - Tutti sapranno che Frankie Lampard è una delle bandiere più gloriose della storia del Chelsea, sicuramente la più sventolata nell'epoca del calcio moderno. Ma la sua carriera da professionista è cominciata altrove, e non in Inghilterra. Scuola West Ham (club del quale diventerà poi un'icona), il centrocampista ha mosso i suoi primi passi nel calcio professionistico nel 1995 allo Swansea, in Galles, dove si fece le ossa prima di far ritorno alla casa base l'anno seguente. Da lì la sua ascesa con la maglia degli "Hammers", fino alla cessione al Chelsea, datata 2001. La sua stella si è consacrata a "Stamford Bridge" ed i successi non si sono fatti attendere, finalmente. La sua fortuna è stato l'ingresso in società di Roman Abramovich, milionario russo affetto da evidenti manie di grandezza e shopping compulsivo. Questo ha portato a passaggi di bidoni raccapriccianti, ma anche di fuoriclasse assoluti - tra i tanti anche Josè Moruinho - che hanno fatto sì che il Chelsea diventasse una delle formazioni più potenti e pericolose d'Europa. Ed ora che sono arrivati gli arabi a fare la voce grossa, continua a difendersi più che bene.

SUCCESSI -
10 titoli tondi tondi nella sua bacheca e in quella del Chelsea negli ultimi 7 anni, e l'ottavo deve ancora finire. In ballo ci sono Champions League (difficile, serve un'impresa contro il Barcellona per agguantare la finale di MOnaco di Baviera) ed FA Cup (già più facile, l'avversario sarà il Liverpool). Lampard è parte integrante della rinascita "Blues", che ha fatto incetta di premi nazionali dal 2004 in poi, proprio dall'arrivo di Mourinho, passando per Hiddink e Ancelotti. All'appello, però, manca l'ambitissima Champions League, solamente sfiorata in più di un'occasione. E questa potrebbe essere l'ultima chance per il buon Frankie, che vuole prendersi anche l'Europeo per, probabilmente, chiudere in bellezza anche il suo ciclo con l'Inghilterra.

A CHI ASSOMIGLIA - E' un attaccante mascherato da centrocampista, ma la sua presenza in mezzo al campo sa farla sentire come pochi altri. Certo che non si tira assolutamente indietro se c'è da segnare. La sua media realizzativa è spaventosa e nelle ultime 9 stagioni è sempre riuscito ad andare in doppia cifra tra campionato, coppe, coppette e quant'altro. Poi tira anche i calci piazzati, meglio di così... A chi assomiglia? La domanda è sbagliata. Sarebbe giusto riformularla così: chi vorrebbe assomigliare a lui? Tutti i centrocampisti del mondo . E' stato per anni il migliore nel suo ruolo insieme ai compagni di nazionale Steven Gerrard e Paul Scholes, con i quali ha dato vita ad un centrocampo da capogiro. Peccato che il raccolto sia stato più avaro che in tempo di siccità.

LO SAPEVATE CHE - Ok, ci si riferisce spesso a lui come Frankie Lampard Junior perchè figlio di Frank Lampard, bandiera del West Ham per quasi 20 anni, ma non finiscono qui le sue parentele illustri. Lo zio è Harry Redknapp, uno tra i migliori manager inglesi ed erede designato di Capello sulla panchina della nazionale. Di conseguenza il cugino è Jamie Redknapp, figlio di Harry ed esponente di primo livello del calcio britannico degli anni '90. In famiglia non si fanno proprio mancare nulla.

INTERESSA A -
Non ha mercato. A quasi 34 anni o sei Alessandro Del Piero, oppure pensi a finire la carriera. Battute a parte, Lampard è stato al centro dell'interesse di Inter quando Mou arrivò sulla panchina nerazzurra, e pure il Real Madrid lo voleva nel momento più fulgido della sua carriera. Ma se è rimasto a "Stamford Bridge" allora, non c'è motivo per cui lo lasci adesso che per lui è pronto un posto nella storia del club. Dio salvi Lampard.

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