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Moratti folgorato dai baby di Stramaccioni: "Ci sono 3-4 elementi della Primavera che potrebbero essere inseriti già in prima squadra". Bessa&co., i talenti in rampa di lancio...

“Non faccio l'allenatore, ma ci sono 3-4 elementi della Primavera che potrebbero essere inseriti già in prima squadra". L’era Stramaccioni in casa Inter è stata anticipata dalla ‘profezia morattiana’ sul futuro della formazione nerazzurra. L’arrivo sulla panchina della prima squadra dell’ormai ex tecnico Primavera potrebbe portare alcuni dei talenti esplosi quest’anno nel settore giovanile a compiere il grande salto.

L’idea di calcio di Stramaccioni prevede l’uso del trequartista: 4-3-1-2 o 4-3-2-1, di fatto cambia poco. Il nome sulla bocca di tutti è quello del fantasista Daniel Bessa, un concentrato di classe e fantasia che già fa battere il cuore di Moratti, rimasto letteralmente folgorato dal no-look pass con il quale il talento di origini brasiliane ha mandato in porta Longo nella finale delle NextGeneration Series contro l’Ajax.

Classe 1993, ha piedi fatati e colpi geniali, ma chi si aspetta il classico giocatore estroso ma scostante sbaglia di grosso: Bessa corre, lotta, è attento anche in fase di non possesso. Merito soprattutto di Stramaccioni, che ha letteralmente trasformato l’italo-brasiliano da talento indisciplinato a gioiello assoluto. Difficile dire se è pronto per la prima squadra, ma in mancanza del vero Sneijder (o anche in tandem con l’olandese) merita una chance. La stoffa è di qualità pregiatissima…

Non faccio l'allenatore ma ci sono 3-4 elementi della Primavera che potrebbero essere inseriti già in prima squadra

- Massimo Moratti

Per rivitalizzare un attacco spento e statico Stramaccioni potrebbe ricorrere anche al bomber della Primavera, Samuele Longo, o al croato Marko Livaja, uno che la Serie A l’ha già assaggiata con la maglia del Cesena. Vista la nutrita concorrenza davanti sembra però difficile che il tecnico romano possa mettere qualche giovane davanti ai vari Pazzini, Milito e Forlan.

Hanno maggiori possibilità di affacciarsi nelle prossime liste dei convocati i tre moschettieri del centrocampo nerazzurro, fulcro della squadra che ha incantato in Europa. Stiamo parlando del regista Crisetig, del mediano Duncan e di capitan Romanò, che Stramaccioni ha subito portato con sé per il primo allenamento con i ‘grandi’.

Romanò è un classe 1993, agisce da mezzala nel reparto a tre, ed è un centrocampista moderno, abile in entrambe le fasi. Bravo negli inserimenti, ma soprattutto in fase di interdizione è anche Alfred Duncan, mediano ghanese che ha giganteggiato nella NextGen e che prossimamente potrebbe allenarsi fianco a fianco con i vari Cambiasso, Stankovic e Zanetti.



Il più pronto per il salto in prima squadra è però Lorenzo Crisetig, autentico pilastro del centrocampo dei baby nerazzurri. Il regista di Cividale del Friuli è da tempo considerato uno dei più interessanti prospetti del calcio italiano. Dopo aver respirato l’atmosfera della ‘vera Inter’ ai tempi di Mourinho, Crisetig ha esordito tra i grandi in Champions League lo scorso 27 settembre, nella gara vinta contro il Cska Mosca. Vanta anche tre gettoni con l’Under 21: il debutto con Casiraghi nell’agosto del 2010, con compagni del calibro di Ranocchia, Poli, Ogbonna, Schelotto e Borini. Crisetig giostra nella zona nevralgica, ha fisico e un sinistro molto preciso.

Per caratteristiche ricorda molto Thiago Motta, l’uomo che, con la sua partenza, ha probabilmente affondato la nave nerazzurra. Crisetig è in comproprietà col Parma, che ha strappato metà del cartellino nell’ambito dell’affare Obi.

Potrebbe trovare spazio nella nuova Inter anche il più giovane della compagnia, il diciassettenne Ibrahima M’Baye, senegalese di Guédiawaye segnalato da Josè Mourinho e subito aggregato alla prima squadra da Stramaccioni. Nella Primavera gioca come terzino sinistro ma può agire come centrale. Ha forza fisica, esuberanza atletica, grande resistenza ma sembra ancora acerbo per un palcoscenico da brividi come San Siro.

DUE INNESTI MIRATI...

Julio Cesar
Maicon - Ranocchia - Samuel - Nagatomo
Zanetti - CRISETIG - Guarin
Sneijder - BESSA
Pazzini
Chi non troverà spazio tra i ‘grandi’ ma merita sicuramente una menzione è il portiere Raffaele Di Gennaro, uno degli eroi della NextGen: tornato quest’anno in campo dopo un lunghissimo infortunio, l’estremo difensore originario di Saronno ha fisico, personalità e grandissima reattività. Davanti c’è un totem come Julio Cesar, ma chissà che in futuro non possa entrare in pianta stabile nel giro della prima squadra, lui che nella lista Inter per il Mondiale per Club figurava nelle riserve a disposizione di Benitez.

Nella conferenza stampa di presentazione, Stramaccioni è stato chiaro sulla questione giovani: "Spazio per i giovani? E' un discorso delicato: i nostri giovani hanno grande talento e grande prospettiva, ma sarà la società a dover decidere come gestirlo". Nessuna rivoluzione quindi, ma qualche piccolo innesto mirato.

La nuova Inter di Stramaccioni potrebbe dunque esser costruita con un 4-3-2-1, con il ritorno di Ranocchia al centro della difesa al posto di Lucio, finito pesantemente nel mirino delle critiche.

A centrocampo, fermo restando capitan Zanetti, andrà valutato Guarin, finalmente pronto per il debutto con la maglia nerazzurra: il colombiano ha nove partite per dimostrare di meritare l'oneroso riscatto. A completare il reparto potrebbe esserci uno dei baby della Primavera, con Crisetig principale candidato.

La formula col doppio trequartista, Sneijder-Bessa, porterebbe Pazzini in competizione con Milito per una maglia. Se Stramaccioni dovesse optare per il 4-3-1-2 anche Longo potrebbe sentire profumo di prima squadra.

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