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I rossoneri hanno l'occasione questa sera di vendicare l'eliminazione subita nel 2008 proprio per mano dei Gunners di Wenger, che espugnarono San Siro.

4 Marzo 2008, 15 Febbraio 2012. Quattro anni dopo è ancora Milan-Arsenal. Il Diavolo questa sera ha la grande occasione per riscattare la cocente eliminazione per mano dei Gunners maturata a San Siro nel 2008, quando il Milan Campione d’Europa e del Mondo in carica venne strapazzato dai ragazzi terribili di Wenger. Il commento della stampa fu pressocchè unanime: quella sera si è chiuso il ciclo vincente della squadra allenata allora da Carlo Ancelotti, dopo i trionfi di Atene, Montercarlo e Tokyo. I fatti le diedero ragione…

IL PRECEDENTE


Milan e Arsenal arrivarono al return match di San Siro in condizioni diametralmente opposte. Allora, nonostante i rossoneri vantassero nelle proprie file nomi come Maldini, Kakà e Inzaghi, i Gunners destavano sicuramente più paura rispetto ad oggi. Il Diavolo, lontano anni luce dalla corsa scudetto, era in lizza per il quarto posto con la Fiorentina, ed era reduce dal decimo pareggio stagionale in campionato, maturato contro la Lazio; la squadra di Wenger era invece, dopo 28 giornate, in testa alla Premier League davanti al Manchester United, anche se arrivava da un mese senza vittorie.

 Ancelotti dovette rinunciare per infortunio a Seedorf ma riuscì a recuperare in extremis Kakà, schierato alle spalle del duo composto da Inzaghi (preferito a Gilardino) e dall’allora diciottenne Pato. A centrocampo il trio Gattuso-Pirlo-Ambrosini, con l’acciaccato Emerson e Gourcuff in panchina. Maldini agisce sulla sinistra, Oddo sulla corsia opposta, con Kaladze a far coppia con Nesta. Tra i pali l’australiano Kalac.

Nell’Arsenal invece Wenger si affidò alla spina dorsale Gallas-Fabregas-Adebayor, pilastri di quella formazione. Mancava Tourè, infortunatosi all’andata, sostituito da Senderos. Tra i futuri rossoneri in campo anche Flamini, che con Cesc componeva una delle più forti coppie di centrocampo d’Europa. In panchina Robin Van Persie, non al top, e Theo Walcott, che nella ripresa si rivelò il grimaldello per scardinare la difesa del Diavolo.

La gara fu equilibrata, il Milan ebbe con Pato e Inzaghi ottime occasioni per passare in vantaggio ma alla lunga la brillantezza atletica dei ragazzi di Wenger ebbe la meglio sulla classe e l’esperienza degli uomini di Ancelotti. La staffilata di Fabregas all’84’ e il tap in di Adebayor, dopo una galoppata di Walcott sulla corsia destra, in pieno recupero, consegnarono i Gunners il passaggio del turno. Ai quarti però, nel derby inglese con il Liverpool, anche il loro sogno sfumò…

I PROTAGONISTI DI ALLORA
IL MILAN DI ANCELOTTI

Kalac
Oddo - Nesta - Kaladze - Maldini
Gattuso - Pirlo - Ambrosini
Kakà
Pato - Inzaghi

L'ARSENAL DI WENGER

Almunia
Sagna - Gallas - Senderos - Clichy
Ebouè - Flamini - Fabregas - Diaby
Hleb
Adebayor

QUATTRO ANNI DOPO...


A distanza di quattro anni la situazione è mutata considerevolmente. I ruoli si sono invertiti: è il Milan ad arrivare all’appuntamento da capolista della Serie A, mentre l’Arsenal è quarto a pari merito con il Chelsea. E se il ciclo dei Gunners scricchiola, con la panchina di Wenger mai così legata ai risultati del campo, Allegri conta, dopo il successo in campionato al primo colpo, di aprirne uno altrettanto vincente in rossonero.

Oggi come allora qualche infortunio preoccupa in casa Milan, ma tante sono le novità: dei diciotto tra campo e panchina del 2008 ritroviamo solo Nesta, Ambrosini, Pato, Bonera, Inzaghi e Gattuso, ma di questi solo i primi quattro hanno speranze di prender parte alla gara di questa sera. Ci sarà invece Seedorf, che saltò per un problema fisico quella gara sfortunata. E stavolta i rossoneri potranno contare su due autentici totem come Thiago Silva e Zlatan Ibrahimovic.

In casa Arsenal il rinnovamento è stato ancor più radicale: Van Persie, che nel 2008 rimase per tutti i novanta minuti in panchina, è oggi il punto di riferimento di una squadra che ha in Walcott una delle sue principali armi offensive (il ricordo dell’impatto dell’ala inglese a San Siro è ancora ben impresso in casa Milan) e Sagna uno dei punti fermi. Il resto della formazione è totalmente variato: come Seedorf anche Rosicky, assente nel 2008 per infortunio, potrebbe avere l’occasione per poter vivere da protagonista questa sfida.

I PROTAGONISTI DI OGGI
IL MILAN DI ALLEGRI

Abbiati
Abate - Mexes - Thiago Silva - Zambrotta
Ambrosini - Van Bommel - Nocerino
Seedorf
Ibrahimovic - Robinho

L'ARSENAL DI WENGER

Szczesny
Sagna - Koscielny - Vermaelen - Gibbs
Song - Arteta
Walcott - Rosicky - Oxlade Chamberlain
Van Persie

NON C'E' DUE SENZA TRE...

Il Milan ha fame di rivincita e riscatto, non solo per cancellare quanto accadde nel precedente contro l’Arsenal, ma anche per sfatare il tabù che vuole i rossoneri estromessi dalla Champions negli ultimi anni sempre per mano di club inglesi. E’ accaduto nel 2010 con il Manchester United, mentre l’anno scorso fu un’altra londinese, il Tottenham, a interrompere la corsa del Diavolo.

Galliani, a dicembre dopo il sorteggio, non ha nascosto che la ferita per l’eliminazione nel 2008 per mano dei Gunners è ancora aperta:


Rivincita? Ci siamo riusciti con il Liverpool, con il Boca, speriamo che valga il detto non c'è due senza tre...

- Adriano Galliani

L’occasione per i rossoneri è ghiotta: una vittoria potrebbe non solo spianare la strada per il return match, ma anche scacciare i fantasmi inglesi che si aggirano da qualche anno a Milanello. Stasera a San Siro il Milan può cominciare a riscrivere la storia: per capire se ci sarà l'happy ending bisognerà attendere però fino alla trasferta londinese…

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