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La 'Football Money League' stilata dal rapporto Deloitte porta poche buone notizie ai club italiani, anche se la Juventus sembra destinata ad un rapido ritorno in auge.

E' stato pubblicato quest'oggi il rapporto annuale della Deloitte in merito ai ricavi del calcio europeo e per i grandi club italiani i numeri sono significativi se rapportati all'imminente impatto del fair play finanziario.

Cinque club italiani fanno parte della Top 20 della 'Football Money League': si tratta di Milan, Inter, Juventus, Roma e Napoli, i massimi rappresentanti della Serie A. I rossoneri hanno confermato il loro settimo posto, mentre Real Madrid, Barcellona e Manchester United continuano a guidare questa speciale classifica.

Il rapporto Deloitte analizza i ricevi delle squadre senza tenere in considerazione i costi dei trasferimenti e le relative imposte ed è composto da tre fattori: incassi, diritti televisivi e settore commerciale.

Se come previsto le spese permesse dovranno essere pari alle entrate, Milan, Inter e Juventus dovranno fare attenzione a non avere ripercussioni in futuro per rimanere nell'elite del calcio europeo. La perdita di un posto in Champions League e la prospettiva di una perdita di prestigio nelle competizioni europee per i tre 'giganti' italiani è sempre più realistica.

Ci sono però parecchi particolari da analizzare: se da una parte è infatti impossibile raggiungere i risultati commerciali di Real, Barcellona e Manchester United, si può sicuramente migliorare in altri campi.

IL PROBLEMA CRESCENTE DEGLI STADI

La carenza principale per i club italiani va ricercata nella categoria 'incassi da stadio'. L'affluenza è sempre bassa e manca un servizio tale da produrre introiti importanti.

Tra i primi 3 club italiani, è il Milan ad aver raccolto i maggiori incassi tra abbonamenti e biglietti venduti singolarmente, ma i 35.6 milioni di euro rastrellati dal Milan sembrano una 'miseria' se rapportati ai 123.6 incassati dal Real Madrid. Anche Tottenham (47.9 milioni), Amburgo (41.8) e Schalke (37.2) hanno fatto meglio.

I rossoneri condividono questo problema con i 'cugini' dell'Inter. San Siro, stadio nel quale disputano le gare casalinghe entrambi i club di Milano, è uno tra gli stadi più belli del Mondo, ma non permette margini di manovra per incrementare sponsorizzazioni o migliorarne l'ospitalità.

Entrambi i club sono rimasti a galla grazie agli introiti legati alla costante partecipazione alla Champions League.

AMPLIAMENTO DEL GAP | Totale delle entrate per i club negli ultimi anni

2008-09
2009-10
2010-11
Real Madrid
€401.4m
€438.6m
€479.5m
Barcellona €365.9m
€398.1m
€450.7m
Manchester United €327.0m
€349.8m €367.0m
       
Milan €196.5m
€244.0m
€235.1m
Inter €196.5m
€224.8m €211.4m
Juventus €203.2m
€205.0m
€153.9m

In pratica, entrambe le società hanno la necessità di possedere uno stadio privato se vorranno tenere vive le speranze di raccogliere i numeri necessari per restare competitive al top del calcio europeo.

Con la costruzione dello 'Juventus Stadium', i bianconeri sono stati invece i pionieri degli stadi di proprietà dei club per il calcio italiano. I numeri fatti registrare in termini di incassi allo Stadio Olimpico nella stagione 2010-2011 erano i peggiori mai ottenuti da un club presente nella Top 20 del rapporto Deloitte e hanno indotto la società a muoversi di conseguenza.

L'incapacità di produrre importanti incassi grazie allo stadio è stato però soltanto uno dei fattori. Infatti, la mancata partecipazione alla Champions League ha comportato un taglio dei 'bonus' Uefa: dai 22.6 milioni della stagione 2009-2010 ad appena 1.8 percepiti la scorsa stagione.

Ciò significa che il prossimo anno la Juventus compenserà i mancati incassi legati alla partecipazione alle Coppe Europee con i proventi dello 'Juventus Stadium' e i milioni risparmiati dal fatto di non dover più pagare l'affitto dell'Olimpico.

Altri due club italiani, Napoli e Roma, fanno parte della Top 20, ma anche nel loro caso si nota l'incapacità di produrre denaro attraverso le partite casalinghe. Tuttavia, i due club del Centro-Sud hanno visto aumentare i loro introiti legati ai diritti televisivi rispetto alla stagione 2009-2010.

IL PESO DELLA DIFFERENTE GESTIONE DEI DIRITTI TV

Mentre Milan, Inter e Juventus si sono allontanate dalle big europee, la Serie A nel suo complesso ha registrato una importante riduzione del divario di ricchezza, per gran parte a causa del contratto collettivo entrato in gioco nell'estate del 2010.

Le tre grandi hanno preso atto di un drammatico calo degli introiti legati ai diritti tv, con la Juve che ha accusato il problema più delle altre avendo perso anche gli introiti televisivi legati alla Champions League. Complessivamente i tre 'giganti' hanno perso 90.7 milioni di euro, con la 'Vecchia Signora' che è passata da 88.7 milioni a 43.8 milioni.

Roma e Napoli invece sembrano più in linea con il fair play. La Roma ha guadagnato 25.5 milioni dai diritti televisivi contro i 20.8 della stagione precedente mentre il Napoli è passato da 18.6 a 23.3 milioni.



Oltre al suo valore sentimentale, il nuovo stadio è un investimento che ci permetterà di portare la Juventus al livello dei top club europei

Andrea Agnelli

Questa tendenza rispecchia convinzione largamente diffusa di rendere la Serie A un campionato più equilibrato - come dimostrato dalle recenti partecipazioni alla Champions League di Fiorentina, Sampdoria e Udinese - ma si riflette anche in termini di coefficiente Uefa.

Gli introiti televisivi del Napoli sembrano destinati ad aumentare ulteriormente in virtù della partecipazione alla Champions League, ma una nuova qualificazione al prestigioso evento sembra improbabile, così come lo è per la Roma, sebbene i due club siano ancora in corsa. Per potersi garantire degli introiti certi, allora, Roma e Napoli dovrebbero forse seguire l'esempio della Juventus.

LA SPERANZA PER IL FUTURO

Roma e Napoli condividono il tentativo di colmare il loro gap dalle potenze tradizionali e il desiderio di cambiare le loro condizioni 'abitative'. 

La nuova proprietà americana alla guida dei giallorossi ha in mente di costruire uno stadio 'stile Juve' e già un anno fa Thomas Di Benedetto ha definito quello dello stadio un passo necessario per salire di livello. Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, spera ancora di poter riqualificare lo stadio San Paolo, ma il suo progetto sembra essere tramontato non appena l'Italia non è riuscita ad aggiudicarsi gli Europei del 2016.

Insomma, i club stanno ragionando su come agire, seppur lentamente. La nuova casa della Juve è sorta dopo aver costatato l'inadeguadezza del vecchio stadio 'Delle Alpi' nei confronti di un club che aspira a competere ai vertici del calcio europeo. In verità, nessuno degli stadi italiani era accettabile. L'unica differenza è che gli altri continuano ad essere usati.

Una maggiore affluenza legata ad una cornice più piacevole porterebbe a degli introiti che rifletterebbero meglio quanto sta già accadendo nel resto d'Europa.

"Sono orgoglioso del fatto che la Juventus finalmente abbia una casa propria", ha detto il presidente del club, Andrea Agnelli, nel giorno dell'inaugurazione dello stadio, l'estate scorsa. "Per noi è un momento storico. Oltre al suo valore sentimentale, il nuovo stadio è un investimento che ci permetterà di portare la Juventus al livello dei top club europei".

Tra un anno sarà possibile vedere se i numeri sosterranno le affermazioni di Agnelli e se così sarà, potrebbe essere una importante spinta per gli altri club che, nel frattempo, continuano ad affidarsi unicamente alla speranza di una qualificazione in Champions League...

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