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Speciale Goal.com - URAGANO ZLATAN: ecco come Ibrahimovic cambierà il Milan, gli equilibri in Italia... e in Europa!
Lo svedese si prepara a vivere un'annata da protagonista in rossonero.
di Domenico Latella
"Ciao a tutti, sono venuto qui per vincere, quest'anno vinciamo tutto". Così Zlatan Ibrahimovic ha salutato il pubblico del Meazza nell'intervallo della partita tra Milan e Lecce. Adesso toccherà ad Allegri inserirlo nell’orchestra. Di sicuro, il suo arrivo cancellerà al volo le malinconie per la partenza di Mourinho e quella di Balotelli, la sua presenza recupererà un po’ di quel credito disperso tra le pieghe di un mondiale avvilente. Ne avevano bisogno tutti: il calcio italiano ma soprattutto il Milan.


COME CAMBIA IL MILAN
Avere al fianco Pato lo aiuterà a decollare, avere come musa ispiratrice Ronaldinho gli consentirà di rimettersi subito in sintonia col calcio italiano. Ha giocato ovunque e da sette anni ha vinto tutti i campionati disputati. È un valore aggiunto puro. Messo accanto a Pato e Ronaldinho forma poi uno degli attacchi più forti e completi del momento. La forza e le qualità di Ibrahimovic daranno sicuramente respiro a Ronaldinho, che potrà dedicarsi al proprio divertimento e a mandare in porta lui e Pato. Dovessero poi divertirsi a scambiarsi la palla di prima, si assisterebbe ad un vero e proprio spettacolo tecnico. Con l’arrivo di Zlatan dunque, considerando che il Pato di ieri è intoccabile e che Ronaldinho sta diventando indispensabile (crea gioco e porta palla alle punte), i posti in avanti sono esauriti e, salvo nuove rivoluzioni (Robinho?), i rossoneri dovrebbero schierarsi con Ronaldinho dietro le due punte, con Seedorf pronto a dare una mano.
COME CAMBIA LA SERIE A
Ora il Milan fa paura. Fa paura soprattutto all'Inter che questa sera è tenuta a rispondere da prima della classe al poker rossonero di San Siro. Anche se la prestazione contro il Lecce non può essere considerata attendibile soprattutto per la pochezza degli avversari, lo spettacolo offerto dei rossoneri contro i salentini, ma soprattutto il colpo Ibra, li rilancia prepotentemente nella corsa per lo scudetto. L'Inter probabilmente resta ancora migliore, ma l'acquisto è perfetto e il gap tra le due formazioni si è sicuramente assottigliato notevolmente: al momento così, i rossoneri sembrano aver scavalcato la Roma, candidandosi con decisione per il ruolo di anti-Inter.
COME CAMBIA LA CHAMPIONS
Bisognerà aspettare ancora qualche settimana per capire se l'arrivo di Ibrahimovic al Milan è stato davvero un affare, se è un innesto inutile o se, soprattutto, garantirà la continuità necessaria al Milan impegnato su più fronti. Non si può, però, fare a meno di notare come il campione svedese non brilli certo in contesto internazionale. Nel suo primo anno in Italia, nella Juventus, colleziona 35 presenze e in totale segna 16 reti, ma nemmeno una in Champions League. Nel secondo anno segna tre goal nella massima manifestazione europea per club, ma tutti nella fase a gironi, nessuno nella fase ad eliminazione. Nel 2006, Ibra passa all'Inter, e nel primo anno non segna nessuna rete in Champions, nel 2007-2008, segna cinque goal in Champions, ma in nerazzurri vengono eliminati negli ottavi di finale. Nel 2008-2009 segna un solo goal in Champions e l'Inter viene eliminata negli ottavi, l'estate successiva lo svedese lascia l'Inter e passa al Barcellona campione d'Europa. E la Champions passa nelle mani dell'Inter. Lo svedese dunque, soffre di un certo “mal di Champions”, ma ha scelto la migliore clinica per curarsi: il Milan sette volte campione d’Europa. Sarà la volta buona?Ti ringraziamo per il tuo commento!
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