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Speciale Goal.com - Eto'o-Ibra, riparte il TORMENTONE: Inter o Barça, chi ha centrato l'AFFARONE?
Il camerunense e lo svedese ancora una volta contro.
A poche ore dalla semifinale di ritorno tra Barcellona e Inter, vi riproponiamo il dibattito del mese scorso: scambio Eto'o-Ibrahimovic, chi ha fatto l'affare?
E' stato il tormentone di buona parte dell'estate, classica materia da 'Bar dello Sport', dibattito divampato ai massimi livelli in occasione della sfida di Champions dello scorso settembre tra Inter e Barcellona: ma chi l'ha fatto il vero affare nello scambio Eto'o-Ibrahimovic? Quesito tornato inevitabilmente d'attualità, dopo l'ultima due giorni di sfide europee. I nerazzurri sono passati ai quarti grazie ad una zampata del bomber camerunense in casa del Chelsea, il Barcellona ha annichilito lo Stoccarda a modo suo ricorrendo ai servigi di Ibra per soli venti minuti, a risultato ampiamente acquisito. E' naturale ripensare all'affare dell'anno, cercando nuove risposte dopo il sostanziale no contest dei mesi passati. A questo punto dell'annata, chi può dirsi più soddisfatto: Inter o Barcellona?
QUI SAMU
Bisogna essere onesti: l'analisi che ci apprestiamo a fare, alcuni giorni fa, avrebbe avuto contorni e toni differenti. Poi è arrivato un goal. E che goal. Uno di quelli che possono cambiare una stagione, una carriera, una storia. E anche i giudizi, che - ben inteso - a marzo non possono certo essere considerati definitivi. Con la rete realizzata al Chelsea, in un colpo solo, Samuel Eto'o è entrato nel cuore dei tifosi nerazzurri ed ha messo in riga tutti coloro che erano pronti ad impallinarlo a suon di critiche. Soprattutto per l'ultimo mese e mezzo. Di ritorno dalla Coppa d'Africa, Samu ha collezionato solo prove scialbe e inconcludenti. Fino alla zampata di Stamford Bridge, appunto. Svolta continentale per l'Inter, e chissà, svolta anche per la sua annata. Non che fosse estramemente deludente, sia chiaro. Ma da uno con il suo curriculum di reti come quella rifilata ai Blues se ne attendevano di più. Se non altro ha confermato quanto si diceva sul suo conto, la sua capacità di essere decisivo nei momenti cruciali. Il motivo per cui era stato comprato, tra l'altro. Di lui, più di ogni altro aspetto, ci ha colpito l'umiltà. Nonostante le vittorie e il nome da top player, Eto'o non ha fatto mai le bizze. Nè quando è stato accantonato, nè quando è stato impiegato in zone del campo a lui non esattamente congeniali. Vederlo ripiegare spesso fino a centrocampo con generosità e spirito di sacrificio è il classico spot per il calcio da far vedere dieci, cento, mille volte ai ragazzini che si avvicinano a questo mondo. Per quanto riguarda lo scambio, potremmo star qui a dibattere settimane su cui sia più forte tra Eto'o e Ibrahimovic. Il discorso, però, è un altro. Con i proventi della cessione di Ibra sono arrivati i vari Lucio, Thiago Motta, Sneijder, Milito e Pandev: la differenza rispetto allo scorso anno, più che Samuel Eto'o, la fanno loro.
Commentare dall'Italia l'annata di Ibra sarebbe stato complicato, oltre che ingiusto. Per questo abbiamo chiesto aiuto ad Ivar Matusevich di Goal.com Spagna, uno che il Barcellona - beato lui - lo segue da vicino tutte le settimane. "Volete sapere se in Catalogna rimpiangono ancora Eto'o? Bene, la risposta è no": esordisce così, il nostro collega iberico. Anticipando in poche parole quello che sarà il succo della nostra chiacchierata. Secondo il punto di vista spagnolo, un semplice paragone tra individualità sarebbe riduttivo. Il discorso da affrontare è più ampio: "Ibra è perfetto per il gioco del Barça. Il suo arrivo ha sancito un'abbondanza di soluzioni senza precedenti in casa Blaugrana, e Guardiola - nonostante l'esclusione contro lo Stoccarda - lo ama come giocatore. La scorsa stagione, nei momenti di difficoltà, non era possibile affidarsi allo schema 'Palla lunga, tanto c'è lui', ora sì". Le perplessità sorte negli ultimi tempi sono in realtà soltanto apparenti: "In alcune circostanze potrebbe sembrare in ombra, ma non è così. Al Barça Zlatan è solo una delle tante stelle, deve dividere il palcoscenico con i vari Messi, Iniesta, Xavi. E poi non bisogna giudicare il suo rendimento solo in termini di goal: è un assistman formidabile, crea spazi e occasioni, lavora molto per la squadra". Insomma, Matusevich è pronto a promuovere a pieni voti la stagione Blaugrana di Ibrahimovic: "Dodici goal in campionato, tanti assist, buon impatto. Non si può che essere soddisfatti". Anche se da parte dei tifosi qualche mugugno è arrivato: "Sì, perchè da lui vogliono più goal. Ma finora si è trattato di casi isolati. I numeri del Barça sono gli stessi dello scorso anno, ma Guardiola ha più opzioni tattiche. E' per questo che lo dico: perchè rimpiangere Eto'o?".
Sergio Chesi
*Testo e numeri aggiornati al 25 marzo
E' stato il tormentone di buona parte dell'estate, classica materia da 'Bar dello Sport', dibattito divampato ai massimi livelli in occasione della sfida di Champions dello scorso settembre tra Inter e Barcellona: ma chi l'ha fatto il vero affare nello scambio Eto'o-Ibrahimovic? Quesito tornato inevitabilmente d'attualità, dopo l'ultima due giorni di sfide europee. I nerazzurri sono passati ai quarti grazie ad una zampata del bomber camerunense in casa del Chelsea, il Barcellona ha annichilito lo Stoccarda a modo suo ricorrendo ai servigi di Ibra per soli venti minuti, a risultato ampiamente acquisito. E' naturale ripensare all'affare dell'anno, cercando nuove risposte dopo il sostanziale no contest dei mesi passati. A questo punto dell'annata, chi può dirsi più soddisfatto: Inter o Barcellona?

I NUMERI*
SAMUEL ETO'O - ZLATAN IBRAHIMOVIC 
| 22 |
Presenze in campionato |
21 |
| 8 |
Goal in campionato |
12 |
| 8 |
Presenze in Champions |
7 |
| 2 |
Goal in Champions |
2 |
| 30 |
Totale PRESENZE |
28 |
| 10 |
Totale GOAL |
14 |
QUI SAMU

Bisogna essere onesti: l'analisi che ci apprestiamo a fare, alcuni giorni fa, avrebbe avuto contorni e toni differenti. Poi è arrivato un goal. E che goal. Uno di quelli che possono cambiare una stagione, una carriera, una storia. E anche i giudizi, che - ben inteso - a marzo non possono certo essere considerati definitivi. Con la rete realizzata al Chelsea, in un colpo solo, Samuel Eto'o è entrato nel cuore dei tifosi nerazzurri ed ha messo in riga tutti coloro che erano pronti ad impallinarlo a suon di critiche. Soprattutto per l'ultimo mese e mezzo. Di ritorno dalla Coppa d'Africa, Samu ha collezionato solo prove scialbe e inconcludenti. Fino alla zampata di Stamford Bridge, appunto. Svolta continentale per l'Inter, e chissà, svolta anche per la sua annata. Non che fosse estramemente deludente, sia chiaro. Ma da uno con il suo curriculum di reti come quella rifilata ai Blues se ne attendevano di più. Se non altro ha confermato quanto si diceva sul suo conto, la sua capacità di essere decisivo nei momenti cruciali. Il motivo per cui era stato comprato, tra l'altro. Di lui, più di ogni altro aspetto, ci ha colpito l'umiltà. Nonostante le vittorie e il nome da top player, Eto'o non ha fatto mai le bizze. Nè quando è stato accantonato, nè quando è stato impiegato in zone del campo a lui non esattamente congeniali. Vederlo ripiegare spesso fino a centrocampo con generosità e spirito di sacrificio è il classico spot per il calcio da far vedere dieci, cento, mille volte ai ragazzini che si avvicinano a questo mondo. Per quanto riguarda lo scambio, potremmo star qui a dibattere settimane su cui sia più forte tra Eto'o e Ibrahimovic. Il discorso, però, è un altro. Con i proventi della cessione di Ibra sono arrivati i vari Lucio, Thiago Motta, Sneijder, Milito e Pandev: la differenza rispetto allo scorso anno, più che Samuel Eto'o, la fanno loro.
QUI IBRA


Commentare dall'Italia l'annata di Ibra sarebbe stato complicato, oltre che ingiusto. Per questo abbiamo chiesto aiuto ad Ivar Matusevich di Goal.com Spagna, uno che il Barcellona - beato lui - lo segue da vicino tutte le settimane. "Volete sapere se in Catalogna rimpiangono ancora Eto'o? Bene, la risposta è no": esordisce così, il nostro collega iberico. Anticipando in poche parole quello che sarà il succo della nostra chiacchierata. Secondo il punto di vista spagnolo, un semplice paragone tra individualità sarebbe riduttivo. Il discorso da affrontare è più ampio: "Ibra è perfetto per il gioco del Barça. Il suo arrivo ha sancito un'abbondanza di soluzioni senza precedenti in casa Blaugrana, e Guardiola - nonostante l'esclusione contro lo Stoccarda - lo ama come giocatore. La scorsa stagione, nei momenti di difficoltà, non era possibile affidarsi allo schema 'Palla lunga, tanto c'è lui', ora sì". Le perplessità sorte negli ultimi tempi sono in realtà soltanto apparenti: "In alcune circostanze potrebbe sembrare in ombra, ma non è così. Al Barça Zlatan è solo una delle tante stelle, deve dividere il palcoscenico con i vari Messi, Iniesta, Xavi. E poi non bisogna giudicare il suo rendimento solo in termini di goal: è un assistman formidabile, crea spazi e occasioni, lavora molto per la squadra". Insomma, Matusevich è pronto a promuovere a pieni voti la stagione Blaugrana di Ibrahimovic: "Dodici goal in campionato, tanti assist, buon impatto. Non si può che essere soddisfatti". Anche se da parte dei tifosi qualche mugugno è arrivato: "Sì, perchè da lui vogliono più goal. Ma finora si è trattato di casi isolati. I numeri del Barça sono gli stessi dello scorso anno, ma Guardiola ha più opzioni tattiche. E' per questo che lo dico: perchè rimpiangere Eto'o?".
DI' LA TUA: CHI HA FATTO L'AFFARE, L'INTER O IL BARCELLONA?
Sergio Chesi
*Testo e numeri aggiornati al 25 marzo
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