Speciale Goal.com - Crisi Lazio, TRE MOSSE per provare a rialzarsi...

Andiamo nel cuore del difficile momento degli aquilotti.

E' un momento drammatico, questo, per il più antico club capitolino. Lo spettro della Serie B è dietro l'angolo, la Lazio è davanti soltanto a Siena ed Atalanta, ha vinto due partite negli ultimi ventidue incontri, ha il secondo peggiore attacco della Serie A, non vince dal sei gennaio ed in una eventuale graduatoria che non considerasse le prime due uscite stagionali in questo momento occuperebbe il diciannovesimo posto. Cosa si potrebbe fare, dunque, per provare, almeno provare, a combattere contro un crollo verticale che appare ormai inarrestabile? Per provare almeno a lottare con le unghie e con i denti per salvaguardare quello che, per una società che ha il quinto-sesto fatturato in Italia, dovrebbe essere assolutamente scontato? Secondo noi le risposte sono tre. E dovrebbero avere come protagonista il maggiore azionista del club biancoceleste, principale se non unico responsabile di un periodo che dura da sei anni (in cui, lo ripetiamo sempre, solo una volta la Lazio è andata al di là della decima posizione in campionato) e che in questa stagione sta vivendo il suo momento più negativo e più sconfortante.

La prima cosa che secondo noi Lotito avrebbe il dovere di compiere è fare un passo indietro. Capire che la Lazio non è un'impresa di pulizia ed affacciarsi al mercato in attesa di un investitore in grado di garantirgli un giusto guadagno (non è tenuto svendere un bene che legalmente è di sua proprietà, questo ci sembra ovvio) ed in grado di offrire al club un futuro migliore dal punto di vista sportivo e più arrembante a livello economico. La sensazione che Lotito si sia avventurato in una vicenda che è di fatto più grande delle sue possibilità ce l'hanno in molti e da tempo. Anche a me piacerebbe guidare una Ferrari. Ma se mi accorgessi che, pur avendola comprata, sarei costretto a tenerla in garage perchè le mie possibilità economiche non mi consentirebbero di mantenerla al meglio ogni santo giorno, la venderei cercando di non farla svalutare troppo.

La seconda cosa, più pratica e dai risolvi immediati, riguarda il cambio di allenatore. Esonerare Ballardini è ormai una assoluta necessità. L'ex tecnico del Palermo paga anche colpe non sue ma è in confusione totale. Non siamo d'accordo, però, con quanti dicono che in sostituzione di Ballardini va bene chiunque. Non è vero: in questo momento bisogna ragionare, non farsi prendere dagli isterismi. Il cambio dell'allenatore è decisivo per avere almeno la possibilità di giocarsi la salvezza fino all'ultima giornata. Sbagliare scelta significherebbe Serie B senza passare dal via. Serve un uomo di campo, esperto e con una certa personalità. I nostri sogni si chiamano Zoff e Trapattoni, ma non crediamo che due personaggi del genere accetterebbero di avere a che fare con i metodi di Lotito. A questo punto Reja potrebbe essere "il male minore". Su di lui si potrebbe scommettere, mentre ci mettono francamente i brividi tutti gli altri nomi (da Arrigoni in poi) accostati alla Lazio nelle ultime ore.

La terza cosa, inevitabilmente, ci porta al reintegro di Christian Ledesma. Basta giocare sulla pelle della Lazio. La Serie B è ad un passo. Si è scherzato fin troppo tempo tenendo fuori il regista argentino senza aver però portato a Roma un calciatore in grado di sostituirlo. Il centrocampo dei biancocelesti è un qualcosa di inguardabile. Non si può accettare che in un momento come questo si tenga fuori da una formazione che sta scendendo di categoria un elemento che invece è stato esplicitamente richiesto all'Inter da Josè Mourinho. E' un controsenso assurdo che ha prodotto danni soltanto alla Lazio e che deve finire subito. Ledesma va gettato nella mischia già da domenica, non si può perdere altro tempo. E' un giocatore della Lazio fino al 2011. Ha altri diciotto mesi di contratto. Se rinnova meglio, se non lo fa deve comunque giocare. Perchè è un uomo ed un giocatore che in questo momento ha le caratteristiche tecniche e caratteriali ideali per caricarsi la Lazio sulle spalle ed aiutarla in quelle che saranno quindici battaglie per la vita. Le questioni personale, per favore, qualcuno deve lasciarle fuori dal futuro della più antica società della capitale.

Roberto Arduini


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