Inchiesta Goal.com - Allenatori, ex calciatori e opinionisti scelgono il DOPO-LIPPI: il prescelto è...

Il futuro della panchina Azzurra è un tema già caldissimo.

Ieri ci siamo divertiti a mettere assieme cinque possibili candidati per l'eventuale sostituzione di Marcello Lippi sulla panchina della Nazionale (CLICCA QUI PER LO SPECIALE), ipotesi più o meno realistiche buttate lì per fantasticare su quello che sarà il nuovo corso Azzurro. Oggi siamo andati oltre. Per capire chi potrebbe essere il futuro commissario tecnico ideale abbiamo contatto in Esclusiva allenatori, ex calciatori e opinionisti ponendo a tutti una semplicissima domanda: quale sarebbe la soluzione migliore per il dopo-Lippi?

L'IDENTIKIT

Non tutti si sono voluti sbilanciare proponendo un nome su tutti. Come Dino Zoff, ad esempio, uno che di Azzurro - in campo e in panchina - se ne intende come pochi altri: "Ci sono tanti tecnici che andrebbero bene. Però bisogna vedere la voglia e le possibilità che hanno, quindi non farei nomi. Sono problemi di Abete, se li sbrigherà lui". Presa di posizione condivisa anche da Eugenio Fascetti: "Non so, non sta a me scegliere ma ad Abete. Io potrò avere qualche simpatia in particolare, ma non tocca a me prendere una decisione". L'allenatore toscano, però, traccia una sorta di identikit del futuro selezionatore: "Ci sarà bisogno di un allenatore di grosso spessore, in questo senso sarà difficile sbagliare. Non faccio nomi, ma ci sono diversi allenatori bravi e di grande esperienza". Descrizione in base alla quale Gigi Simoni si sente di poter eliminare un candidato dalla corsa alla panchina più ambita: "Prandelli mi piace molto come persona e come allenatore, ma ancora deve avere i suoi successi in campionato a livello di club". Meno uno, dunque...

SUGGESTIONI... ROSSONERE

C'è bisogno di una figura importante, esperta, di primo piano? Simoni non nasconde le sue preferenze: "Potrebbe essere Ancelotti, per il carattere tranquillo e pacato che risulterebbe fondamentale in un ambiete in cui si può lavorare ma bisogna dare dimostrazione di serenità e imparzialità". E' una pista che affascina, quella londinese che porta al Carletto Blues. Anche Bruno Pizzul, storica voce Rai della Nazionale, sponsorizza l'ex rossonero: "Vedrei molto bene Ancelotti. Persona tranquilla, sa gestire il gruppo... sono caratteristiche sicuramente importanti". Già, come importante è anche l'ostacolo che si staglia tra il mister emiliano e la Nazionale: il Chelsea e quel super-contratto. Lo stesso Pizzul riconosce le difficoltà di un'eventuale trattativa: "Dovrebbe rinunciare alla montagna di soldi che gli offre il Chelsea. Indipendentemente dalle problematiche, comunque, il primo nome che mi viene in mente è proprio il suo". Da Reggiolo a Fusignano il passo è relativamente breve, almeno nella nostra Inchiesta. Sentite la suggestiva idea di Fabrizio Ravanelli: "Io dico Arrigo Sacchi. E' uno degli allenatori più competenti attualmente in circolazione e il suo sarebbe un gradito ritorno per tutti coloro che capiscono di calcio".

TOSCANA FOREVER

A proposito di bel calcio, come dimenticare Luciano Spalletti? Competente, carismatico e attualmente libero da impegni. Praticamente il candidato ideale. E' questo quello che pensano in molti tra gli addetti ai lavori, favorevoli ad un passaggio di consegne tra toscani. Spillo Altobelli lo prende in considerazione assieme a Roberto Mancini: "Entrambi hanno alle spalle un'esperienza importante e hanno dimostrato di possedere capacità per allenare una grande squadra". Più diretto Beppe Signori nell'indicare l'ex allenatore della Roma: "E' il tecnico giusto, attualmente è senza panchina ed è uno abituato a far giocar bene le sue squadre. In vista di Euro 2012, poi, ci sarà bisogno di ringiovanire e rinnovare la rosa". E il buon Lucianone ha dimostrato di saperci fare con i giovani. Anche Giancarlo Camolese spezza una lancia in suo favore ("E' l'uomo giusto"), ma allo stesso tempo mette in guardia un po' tutti: "Allenare la Nazionale non è come allenare un club, non è detto che si renda alla stessa maniera. Spalletti dovrebbe concentrarsi sulla scelta dei giocatori giusti più che sul lavoro tattico quotidiano, come invece ha sempre fatto a livello di club. Avrebbe meno tempo per dedicarsi a schemi e moduli". Come a dire che il 'Calcio Champagne', in Nazionale, non può garantirlo nessuno...
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