I Testa a Testa di Goal.com - Tango di lusso al San Paolo: Lavezzi contro Zarate!

I due talenti argentini a confronto.

Colori, suoni, scenari: lo stadio San Paolo di Napoli è un pezzo d'Argentina trapiantato in Italia. E' passato alla storia come il palcoscenico prediletto del campione più grande di tutti i tempi. Proprio un argentino, ironia della sorte. Diego Armando Maradona, colui al quale si sono ispirati tutti i calciatori spuntati da Baires e dintorni negli ultimi vent'anni. Tra questi Ezequiel Lavezzi - che nel cuore dei napoletani in certi momenti Maradona l'ha affiancato - e Mauro Zarate. Il duello tra i due fuoriclasse sudamericani sarà una delle chiavi di lettura più interessanti di Napoli-Lazio, delicata sfida in programma domenica pomeriggio nell'impianto Fuorigrotta: anticipiamo il confronto nel nostro Testa a Testa...

Lavezzi VS Zarate



E' entrato nel cuore dei tifosi del San Paolo a suon di scatti, serpentine e giochi di prestigio. Possiede tutte le caratteristiche per diventare una seconda punta di primissimo piano: è veloce, dotato tecnicamente, robusto nonostante sia un brevilineo. Ha una sola, grande lacuna. Vede poco la porta. Anche a causa del suo stile di gioco molto dispendioso. Ama svariare lungo tutto il fronte offensivo, partire da lontano, portare palla per poi puntare verso la porta: logico che arrivi col fiatone al cospetto dei portieri avversari. Per gli assist, invece, è una manna. 
Numero dieci vero, esuberante ed esplosivo: i suoi pezzi forti sono la velocità, il dribbling ubriacante e il tiro potente e preciso. Nell'uno contro uno è micidiale, soprattutto in campo aperto. Pregio che in alcune circostanze finisce per trasformarsi in un difetto per il talento argentino, troppo innamorato del pallone e delle sue capacità tecniche. Giocasse di più per la squadra, sarebbe un vero fenomeno. Ha tutte le carte in regola per diventare uno dei primi dieci al mondo, ma ha bisogno di maturare e trovare continuità. Dalla sua ha un potenziale spaventoso.



Prevale per un soffio Maurito: più giovane, più bomber, più decisivo rispetto al Pocho. Di poco, di quel tanto che però fa la differenza. Entrambi hanno dalla loro capacità teniche e atletiche spaventose, commistione di piedi buoni e velocità che negli ultimi sedici metri fa la differenza. E' soprattutto in questo senso che il giocatore della Lazio si fa preferire al suo collega vestito d'azzurro: dà l'impressione di essere più incisivo nel momento che conta, quando c'è da far goal. Ma Lavezzi l'ha promesso proprio in questi giorni, ha voglia di invertire la tendenza. Magari da subito, contro i biancocelesti...

Samuele Maggio

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