Speciale Goal.com - Juve SUPER con il 4-2-3-1: ma è davvero questa LA STRADA?

Analisi tattica della "rinascita" bianconera.

30/ott/2009 11.30.25

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Squadre

Ciro Ferrara ha riproposto il 4-2-3-1 contro la Samp e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Questo modulo non è un inedito, visto che anche contro il Maccabi il tecnico napoletano l’aveva sperimentato, tutto sommato con buoni risultati. A Siena, però, era tornato al rombo, che aveva palesato nuovamente limiti d’inventiva a livello offensivo.


UNO O TRE TREQUARTISTI? - La Juve con il rombo, infatti, accentra il gioco su Diego: limitato il brasiliano, e dunque la fonte maggiore del gioco bianconero, la manovra diventa prevedibile. Senza una sovrapposizione degli esterni, un’invenzione di Camoranesi, il tema tattico diventa quello delle inutili palle lunghe che agevolano la difesa avversaria. Questo anche perché un centrocampo muscolare con Felipe Melo, Sissoko e Poulsen, non garantisce la qualità necessaria per accendere l’attacco e sopperire ad eventuali black out più o meno temporanei di Diego. Ovvio, dunque, che tre trequartisti come Camoranesi-Diego-Giovinco dietro ad una boa come Amauri – bravissimo a far reparto da solo come ai tempi di Palermo – aggiunga imprevedibilità.


COPERTA TROPPO CORTA - Tutto rosa e fiori, dunque? Se ci limitassimo alla fase offensiva, probabilmente sì, ma se analizziamo anche la fase difensiva qualche dubbio sorge. Se Giovinco può rappresentare un’arma da centrocampo in su, c’è da testare la sua resistenza quando troverà avversari che lo attaccheranno a loro volta (un esempio a caso? Maicon…). Più o meno discorso simile per l’altra fascia, dove Camoranesi – sicuramente più abituato del compagno a fare le due fasi – conosce il ruolo, ma ovviamente non può più tenere certi ritmi. Sissoko e Melo, pur garantendo un filtro di  tutto rispetto, non possono moltiplicarsi e al minimo accenno di squadra lunga e sfilacciata, è inevitabile  che Cannavaro e Chiellini vadano in difficoltà (vedere per credere il secondo tempo contro il Maccabi).


UNA MAGLIA PER QUATTRO CAMPIONI - Il nuovo modulo, poi, potrebbe portare con sé problemi di gestione delle risorse: in questo momento, infatti, con Del Piero e Iaquinta ai box, per Ciro è abbastanza semplice, potendo alternare Trezeguet e Amauri (anche se il brasiliano – per caratteristiche – è molto più a suo agio a fare da unico terminale offensivo, mentre il francese avrebbe bisogno di maggiore assistenza). Ma che succederà quando rientreranno il capitano e l’ex attaccante dell’Udinese? Come gestire il turnover? Certo, “Ci sarà spazio per tutti” oppure “La stagione è lunga” o ancora “Tizio non può giocarle tutte” e anche “E’ bello avere problemi di abbondanza” – e così via - sono formule che conosciamo a menadito – e spesso anche abusate - ma è innegabile che qualche problemino potrebbe sorgere. 


DOPPIA PERSONALITA’ - Col rientro di Del Piero – che aggiunge fantasia e potrebbe sgravare Diego di eccessive responsabilità - si potrebbe anche tornare al rombo, ma la sensazione che ha lasciato questo inizio di stagione bianconero, è che la squadra abbia bisogno di certezze, di un modulo consolidato sul quale creare automatismi, di continuità. Insomma, poter cambiare volto è una dote quando si ha un’identità, altrimenti potrebbe rivelarsi solo un difetto di personalità…

Sergio Stanco
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