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Speciale Goal.com – Nuova Juve, vecchi difetti (e pregi)
La vittoria contro il Real Madrid aveva illuso i tifosi bianconeri.
SIVIGLIA - Non e' da un calcio di rigore che si giudica un calciatore - direbbe De Gregori - e neanche una squadra - aggiungiamo noi. Tuttavia, la partita di ieri - e la Peace Cup in generale - consentono di trarre un piccolo bilancio di questa prima fase della preparazione al nuovo campionato. Sono ovviamente considerazioni acerbe considerato il periodo di stagione, ma comunque utili, visto che questa e' la fase in cui si riesce ancora ad intervenire, sia da un punto di vista tattico, sia sul mercato.
Per dirla con uno slogan: "Nuova Juve, vecchi difetti (e pregi)". La squadra e' stata sicuramente rinforzata, ed ha il solito indomito carattere, ma ancora non riusciamo a capire se i nuovi arrivati vadano veramente a colmare le lacune bianconere. La scorsa stagione ha dimostrato che la squadra e' solida, compatta, trainata dai soliti senatori, ma spesso troppo dipendente dall'estro dei suoi campioni e a volte non impermeabile dietro e facilmente perforabile sulle fasce. Se dovessimo giudicare dalle gare disputate contro il Real Madrid e l'Aston Villa, diremmo che nulla e' cambiato rispetto al passato.
Melo davanti alla difesa fa un ottimo ruolo di schermo, ma non e' un regista. La squadra ha girato decisamente meglio ogni qual volta Zanetti sia entrato a dar manforte. L'ex nerazzurro e' unico per caratteristiche nella rosa a disposizione di Ferrara, colma il buco lasciato da... D'Agostino, quello di regista puro, ruolo che non e' nelle corde di Felipe Melo. Lo dicevamo ieri - lo ripetiamo adesso - se gli infortuni gli daranno tregua, Cristiano potrebbe ritagliarsi uno spazio importante in questa Juve. L'alternativa, altrimenti, sarebbe quella di affidarsi alla regia offensiva di Diego, oppure a quella di Camoranesi, o ai guizzi di Del Piero e Amauri, ma sarebbe una tattica gia' vista, che punta sull'estemporaneita' della giocata del campione, che per definizione e' discontinua, piuttosto che su un gioco consolidato, che invece garantirebbe maggiori certezze. Detto questo, ovviamente, quest'anno Ferrara ha a disposizione talmente tanti talenti, che potrebbe anche correre il rischio: d'altronde, anche la sua Juve, vincente quasi come nessun'altra, si fondava sull'invenzione di Zidane o Del Piero ed alzava una diga a centrocampo coadiuvata da una difesa stagna.
Ma proprio a proposito di difesa, anche in questo caso in terra andalusa si sono visti remake dello sconsiderato fine stagione scorso. Quando la squadra riesce a stare corta, garantisce raddoppi continui e coperture efficaci, Buffon puo' tirare fuori il cuscino e appisolarsi, ma non appena qualcuno dimentica di scalare o tarda a rientrare, allora a Cannavaro e soci non resta che tirare fuori il rosario e cominciare a recitare i salmi. Anche il pur ottimo Chiellini, da un po' di tempo a questa parte, incorre spesso in errori di inesperienza e sbavature che potrebbero costare care: il rigore procurato su Raul, con il capitano merengue che gli sfugge alle spalle e che lo 'constringe alla chiusura pericolosa', ne e' l'emblema. In qualsiasi altra competizione, quell'intervento sarebbe stato da espulsione. Giorgio, talvolta, dovrebbe riuscire a limitare la sua irruenza e il suo istinto: a quel punto meglio lasciarlo calciare e sperare in Buffon, in una serata storta dell'attaccante o nel tempo che resta per eventualmente raddrizzare il risultato. Ma nessuno meglio di Ciro, puo' spiegarglielo e far quadrare la retroguardia bianconera.
Ma per non essere tacciati di catastrofismo, teniamo a precisare che in Andalusia si e' vista una buona squadra, con ottimi margini di miglioramento. Tutto questo ci fa ben sperare in vista del campionato e della Champions che, a differenza delle ultime due stagioni, potrebbero ritrovare una Juve protagonista anche a maggio. E' l'augurio che si fa ogni tifoso del calcio italiano.
Dal nostro inviato
Sergio Stanco
Per dirla con uno slogan: "Nuova Juve, vecchi difetti (e pregi)". La squadra e' stata sicuramente rinforzata, ed ha il solito indomito carattere, ma ancora non riusciamo a capire se i nuovi arrivati vadano veramente a colmare le lacune bianconere. La scorsa stagione ha dimostrato che la squadra e' solida, compatta, trainata dai soliti senatori, ma spesso troppo dipendente dall'estro dei suoi campioni e a volte non impermeabile dietro e facilmente perforabile sulle fasce. Se dovessimo giudicare dalle gare disputate contro il Real Madrid e l'Aston Villa, diremmo che nulla e' cambiato rispetto al passato.
Melo davanti alla difesa fa un ottimo ruolo di schermo, ma non e' un regista. La squadra ha girato decisamente meglio ogni qual volta Zanetti sia entrato a dar manforte. L'ex nerazzurro e' unico per caratteristiche nella rosa a disposizione di Ferrara, colma il buco lasciato da... D'Agostino, quello di regista puro, ruolo che non e' nelle corde di Felipe Melo. Lo dicevamo ieri - lo ripetiamo adesso - se gli infortuni gli daranno tregua, Cristiano potrebbe ritagliarsi uno spazio importante in questa Juve. L'alternativa, altrimenti, sarebbe quella di affidarsi alla regia offensiva di Diego, oppure a quella di Camoranesi, o ai guizzi di Del Piero e Amauri, ma sarebbe una tattica gia' vista, che punta sull'estemporaneita' della giocata del campione, che per definizione e' discontinua, piuttosto che su un gioco consolidato, che invece garantirebbe maggiori certezze. Detto questo, ovviamente, quest'anno Ferrara ha a disposizione talmente tanti talenti, che potrebbe anche correre il rischio: d'altronde, anche la sua Juve, vincente quasi come nessun'altra, si fondava sull'invenzione di Zidane o Del Piero ed alzava una diga a centrocampo coadiuvata da una difesa stagna.
Ma proprio a proposito di difesa, anche in questo caso in terra andalusa si sono visti remake dello sconsiderato fine stagione scorso. Quando la squadra riesce a stare corta, garantisce raddoppi continui e coperture efficaci, Buffon puo' tirare fuori il cuscino e appisolarsi, ma non appena qualcuno dimentica di scalare o tarda a rientrare, allora a Cannavaro e soci non resta che tirare fuori il rosario e cominciare a recitare i salmi. Anche il pur ottimo Chiellini, da un po' di tempo a questa parte, incorre spesso in errori di inesperienza e sbavature che potrebbero costare care: il rigore procurato su Raul, con il capitano merengue che gli sfugge alle spalle e che lo 'constringe alla chiusura pericolosa', ne e' l'emblema. In qualsiasi altra competizione, quell'intervento sarebbe stato da espulsione. Giorgio, talvolta, dovrebbe riuscire a limitare la sua irruenza e il suo istinto: a quel punto meglio lasciarlo calciare e sperare in Buffon, in una serata storta dell'attaccante o nel tempo che resta per eventualmente raddrizzare il risultato. Ma nessuno meglio di Ciro, puo' spiegarglielo e far quadrare la retroguardia bianconera.
Ma per non essere tacciati di catastrofismo, teniamo a precisare che in Andalusia si e' vista una buona squadra, con ottimi margini di miglioramento. Tutto questo ci fa ben sperare in vista del campionato e della Champions che, a differenza delle ultime due stagioni, potrebbero ritrovare una Juve protagonista anche a maggio. E' l'augurio che si fa ogni tifoso del calcio italiano.
Dal nostro inviato
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