Speciale Goal.com - La carriera di Montella, dal decollo al ritorno nell'hangar

L'ex attaccante di Empoli, Genoa, Sampdoria e Roma ha deciso di ritirarsi.

04/lug/2009 21.46.07

Vincenzo Montella
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GLI INIZI

Castello di Cisterna, cittadina in provincia di Napoli, negli anni '70 contava meno di 3.000 abitanti. Tra quelli, un bambino di nome Vincenzo Montella, sarebbe di lì a poco diventato il più popolare. Appena dodicenne si trasferisce in Toscana, ad Empoli, col chiaro intento di provare a diventare un calciatore.

Il percorso procede nel migliore dei modi e già nel 1990, a 16 anni, trova posto in prima squadra. La consacrazione arriva però a Genova, città che segnerà in maniera indelebile la carriera di Montella. I 21 goal realizzati in Serie B con la maglia del "Grifone" gli valgono un ingaggio prestigioso quanto 'difficile' da compiere: Vincenzo "attraversa la Lanterna" per vestire i colori blucerchiati.

LA CONSACRAZIONE

Con la maglia della Sampdoria, Montella diventa a tutti gli effetti un "numero uno". Nonostante alcuni problemi fisici, in tre stagioni colleziona la bellezza di 54 goal, una cifra da capogiro con una media goal altissima. Proprio a Genova riceve il soprannome di "Aeroplanino" per via dell'esultanza, durante la quale mira proprio il volo di un aeroplano. Il sinistro di Montella è già uno dei prezzi pregiati del mercato italiano e nell'estate del 1999 arriva il grande "salto": Montella passa alla Roma dopo la retrocessione amara della sua Sampdoria e nella Capitale, insieme con Fabio Capello, è visto come il tassello fondamentale per il rilancio dei giallorossi.

L'APICE

Proprio nell'estate del 1999 arriva anche l'esordio in Nazionale: avvenuto in un match contro il Galles. La sua prima stagione alla Roma è soddisfacente: i 18 goal messi a segno in campionato gli valgono la convocazione di Dino Zoff agli Europei del 2000, in occasione dei quali scende in campo anche nell'amara finale persa con la Francia al Golden Goal. Proprio quell'estate, la Roma acquista Gabriel Batistuta (ma anche Emerson e Walter Samuel) costruendo una squadra in grado di conquistare uno Scudetto storico. Montella, nonostante qualche incomprensione con Fabio Capello e qualche panchina di troppo a vantaggio del tridente Totti-Batistuta-Delvecchio, riesce a collezionare ben 13 reti, alcune delle quali decisive ai fini della conquista del titolo. Il pallonetto a Sebastiano Rossi in occasione dell'1-1 contro il Milan la rete più bella della sua stagione: il goal decisivo contro l'Atalanta nella volata finale e, soprattutto, la zampata che vale alla Roma il pareggio in rimonta sul campo della Juve (il famoso 2-2 che ha consegnato alla storia con destini opposti Nakata e Van der Sar), i suoi goal più pesanti. L'Aeroplanino si toglie persino la soddisfazione di realizzare il goal del 2-0 nel giorno della grande festa, quando la Roma conquista il tricolore all'Olimpico, sbarazzandosi per 3-1 del Parma.

Il Montella-show prosegue, nel marzo del 2002 si toglie la soddisfazione di decidere una sfida contro l'Inghilterra, mettendo a segno una doppietta contro i "Leoni" ribaltando il risultato da 1-0 a 1-2 in favore dell'Italia. E' datata 10 marzo 2002 la giornata più bella della carriera di Montella: un poker nel derby è troppo anche per il più ottimista dei sognatori. Un Nesta che abbandona il campo a fine primo tempo, frastornato dalla rapidità dell'aeroplanino in grado di segnare in tutti i modi, persino di testa. Anche in Champion's League riesce a dire la sua, realizzando uno straordinario goal nel 3-0 sul Barcellona.

"L'ATTERRAGGIO"

Dopo una splendida stagione vissuta nel 2004-2005, l'Aeroplanino perde un po' di smalto e nel 2007 viene ceduto in prestito al Fulham. A Londra, l'avventura inizia con il pubblico innamorato di Montella e Montella in grado di ricambiare sul campo, ma la storia finirà presto e, tornato in Italia, la Roma lo gira in prestito stavolta alla Sampdoria dove, dopo una buona partenza, si deve arrendere ad un altro infortunio che però gli permette di tornare in campo nelle battute finali del torneo. La scorsa estate la Roma l'ha riportato a casa, ma Spalletti l'ha utilizzato poco o nulla. In ogni caso, l'Aeroplanino, ha fatto del suo meglio, realizzando anche il rigore calciato contro l'Arsenal nella sfortunata notte dell'eliminazione dalla Champions' League. In quell'occasione, Luciano Spalletti lo mandò in campo proprio qualche minuto prima dei calci di rigore, per sfruttarne la freddezza, l'esperienza e la precisione di tiro. Sarà quello l'ultimo goal di Montella, prima della decisione di appendere le scarpette al chiodo dopo aver compiuto 35 anni.

Renato Maisani

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