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A ottobre, al fischio finale, i tifosi serbi avevano lanciato in campo monetine, sedie e altri oggetti all'indirizzo di Danny Rose, beccato con insulti razzisti per tutti i 90'.

C'era attesa, in seno a Inghilterra e Serbia, per le decisioni della UEFA riguardanti l'ultima gara disputata tra le due Selezioni Under 21.

A metà ottobre, infatti, al fischio finale i tifosi serbi (in casa propria) avevano lanciato in campo monetine, sedie e diversi altri oggetti all'indirizzo di Danny Rose, beccato con insulti razzisti per tutto l'arco della gara (così come altri suoi compagni) vinta dagli inglesi. Quest'ultimo, infatti, per frustrazione aveva scagliato il pallone verso la tribuna.

La Federcalcio della Serbia è stata condannata a pagare la somma di € 80.000 e condannata a giocare la prossima gara della propria selezione giovanile a porte chiuse. Il Segretario Generale della FA, Alex Horne, non ci sta: "Siamo delusi delle sanzioni imposte dalla UEFA per quanto riguarda i comportamenti razzisti verso i giocatori inglesi".

"Cerchiamo di essere chiari, il razzismo è inaccettabile in qualsiasi forma, e non dovrebbe giocare alcun ruolo nel mondo del calcio. Le scene erano deplorevoli e non crediamo che la sanzione invii un messaggio abbastanza forte".

La rissa a fine gara causata dagli eventi sopracitati ha vito anche la squalifica di Steven Caulker e Tom Ince: il primo dovrà saltare due gare, il secondo solo una. "Ritengo che i nostri giocatori non hanno partecipato all'aggressione. Da quello che ho visto i nostri giocatori e lo staff sono stati costretti a proteggersi dalla violenza a fine gara".

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