Messaggi dall'Under 21: Santon spera che Mou abbia visto la tv, Casiraghi continua a mandare oscuri segnali...

Il Ct continua ad accusare senza fare nomi: "Qualcuno non è corretto".

Davide Santon - Inter (Grazia Neri)
Grazie al largo successo di ieri contro il Lussemburgo, l'Italia Under 21 rilancia almeno per il momento le sue speranze di qualificazione al prossimo Europeo (e alle successive Olimpiadi), o forse è meglio dire che tiene accesa una flebile fiammella, dovendo in ogni caso dipendere dai risultati altrui.

Con queste premesse, è inevitabile che a fine partita Pierluigi Casiraghi non riesca a sorridere del tutto, ma anzi continui il discorso polemico avviato alla vigilia del match: "Mi sono tolato qualche sassolino dalla scar­pa? Se c'è qualcuno che mette sassolini nelle scarpe sappia che io ho le scarpe larghe, il problema è de­gli altri che non sono corretti, io non pos­so farci niente...".

Il Ct è scottato dal toto panchina che già impazza sopra la sua testa, ma non dimentica di sottolineare la prova di chi è sceso in campo, molti dei quali non titolari: "Bol­zoni è stato il migliore in campo, ora che gioca anche in campionato si è rivelato una pedina importante per noi. Barillà si è sacrificato e ha fatto anche due goal. Okaka è stato utilissimo nel tenere pal­la e far salire la squadra. Borini ha con­fermato il suo talento. A tutti e due è mancato solo il goal. Santon poi è un gio­catore importantissimo per noi. Ora però gli auguro di tornare nella nazionale maggiore, se la merita".

Il baby dell'Inter ringrazia e finalmente si gode anche lui complimenti che sembravano rimasti chiusi nel campionato scorso: "Ringrazio il mister, ma io a questo punto voglio gio­carmi le ultime tre partite delle qualifi­cazioni in questa squadra. Ci tengo moltissimo. Un messaggio a Mourinho? No, però credo che qualcuno le due partite le abbia viste...".

Ed il nome del tecnico portoghese ricorre anche nella chiosa di Casiraghi sulla serata lussemburghese: "Questa squadra aveva e ha bisogno di tempo per carbu­rare bene. Nessuno ha la bacchetta ma­gica, non ce l'ha neanche Mourinho, fi­gurarsi io. Le scelte poi si sbagliano e si indovinano, questo fa parte del gioco...".
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