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Nonostante le ventiquattro reti seubite in tre partite alla Confederations Cup, la Nazionale polinesiana esce a testa alta: felicità immensa per l'unico goal ed il rigore parato.

Sarà che siamo talmente abituati a vedere milioni di euro in circolo, partite truccate, falli brutali, polemiche sterili e via dicendo, che una storia come Tahiti appare lontana, lontanissima, dal calcio moderno, durante la Confederations Cup tahitiana ancora lo sport più bello del mondo.

Ventiquattro reti subite in tre gare dalla formazione polinesiana, qualificata alla competizione brasiliana in seguito alla vittoria della Coppa delle nazioni oceaniche 2012 (battuta in finale 1-0 la Nuova Caledonia, già sconfitta nella fase a gironi).

Nella prima sfida, la Nazionale che attualmente occupa il 138esimo posto nel ranking Fifa, è riuscita a segnare una rete contro la Nigeria, al fischio finale vittoriosa per 6-1.

Un goal che ha proiettato Jonathan Tehau, centrocampista 25enne, nell'olimpo sportivo del suo paese: trattasi del primo centro in una competizione mondiale. Una gioia infinita, vera, pulita, l'anima dello sport. Un vero eroe per la propria piccola Nazione, orgoglio.

Tutta la squadra ha festeggiato la rete della bandiera come una vittoria del Mondiale. Solo applausi. E' poi arrivata la debacle per 10-0 contro i Campioni di tutto, la Spagna di Del Bosque. Un risultato da record annunciato.

Alpinisti, insegnanti di educazione fisica, venditori di cellulari: persone semplici
Durante e dopo la gara è andato in scena la solita lotta a distanza tra le due fazioni della goleada.

Meglio segnare a più non posso così da rispettare l'avversario, che altrimenti si sentirebbe offeso dal fatto di essere ritenuto inferiore, oppure meglio fermarsi vista la manifesta superiorità e non infierire? A voi la scelta.

La Spagna ha agito come la stessa Tahiti, che nel 2012 ha sconfitto nella già citata Coppa delle nazioni oceaniche Samoa per 10-1.

C'è chi ha parlato di scandalo, di vergogna, di iberici strafottenti. Ai giocatori non è sembrato vero di sfidare Iniesta, Torres, e Villa, una delle Nazionali più forti di tutti i tempi.

Alpinisti, insegnanti di educazione fisica, venditori di cellulari, disoccupati: queste le attività che svolgono i nazionali polinesiani; l'unico professionista, come noto, è Vahirua, attaccante del Nancy. Davide sconfitto da Golia? E chissenefrega.

Ieri l'ultima partita, chissà se l'ultima in una kermesse mondiale. Otto reti subite contro l'Uruguay italiano di Tabarez, in goal palermitani e bolognesi. Un rigore parato dai polinesiani e allegria contagiosa, a fine gara uno striscione in mano ai giocatori con su scritto "Obrigado Brasil", grazie Brasile.

Stadio tutto per loro. Non serve aggiungere altro, per un paio di giorni il mondo ha rivisto il calcio come gioia. Ma lontano dallo show, in tanti angoli di mondo dimenticati (se non dal ricco turismo di massa) è sempre stato e sempre sarà così.

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