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Chi sta contribuendo all'organizzazione lamenta una cattiva gestione dai piani alti, i quali tranquillizzano gli appassionati alla luce degli scontri in Brasile.

E' caos totale intorno alla Confederations Cup. Da un lato i volontari che lamentano una cattiva gestione da parte della Fifa, dall'altro i continui disordini causati dalle proteste nel Paese che stanno diminuendo la sicurezza nei pressi degli impianti dove si disputa il torneo.

Come riporta 'Espn', il gruppo di persone che sta contribuendo allo svolgimento della manifestazione minaccia di lasciare l'incarico prima della cerimonia di chiusura per protestare contro il trattamento riservatogli dai vertici del calcio mondiale. Sotto la lente l'impossibilità di assistere alle partite allo stadio, una scarsa qualità del cibo e la mancanza di organizzazione.

Una protesta vivace, tanto che potrebbe presto essere data vita ad una petizione da presentare alle autorità brasiliane nel caso in cui la Fifa non dovesse venire incontro alle loro lamentele. Ed è proprio l'organismo che regola il calcio, intanto, a tranquillizzare gli appassionati.

"Non abbiamo mai discusso qualsiasi ipotesi sulla cancellazione della Confederations Cup", questo il messaggio lanciato per smentire le indiscrezioni girate in radio e sui siti 'verdeoro' secondo cui la prosecuzione del torneo sarebbe a rischio per i continui moti in piazza.

Moti in piazza che, in molte città brasiliane, stentano però a placarsi. Tanto che è in corso un consiglio dei ministri che avrà il compito di cercare una soluzione. Soluzione che, nonostante la Fifa non sia affatto d'accordo, potrebbe anche essere quella limite di sospendere la manifestazione e mettere in dubbio addirittura il mondiale del prossimo anno.

Ha parlato anche Pelè: "Dovremmo cercare di ricordarci che in questi giorni c'è la nazionale che sta giocando e la nazionale brasiliana rappresenta tutto il paese". Dichiarazioni che sicuramente non faranno fermare le proteste.

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