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Il Lippi post-disfatta: "Rinnovamento in atto, è il mio momento PEGGIORE"
Il cittì: "Mai detto che questo sarà il gruppo del Mondiale...".
22/giu/2009 13.57.58
"È il periodo più brutto da quando sono sulla panchina dell'Italia, e non ho mai detto che questa sarà la squadra che andrà al Mondiale": sono senza dubbio queste le battute più importanti della conferenza stampa tenuta da Marcello Lippi il giorno dopo la batosta rimediata contro il Brasile, sconfitta costata l'eliminazione della Confederations Cup agli azzurri. Ci si aspettava soprattutto risposte e spiegazioni, dal cittì della Nazionale. E il selezionatore non si è sottratto:
"Questo è un periodo di ricostruzione - ha esordito -. Se non avessi lasciato la Nazionale tre anni fa non sarebbe così, sarebbe il proseguimento di un ciclo. Credo che 10-11 giocatori del gruppo passato possono essere importanti anche in prospettiva Mondiale 2010. Anche perché intanto bisogna qualificarsi. E loro sono importanti. Il rinnovamento si fa nel lungo periodo, non puoi fare una squadra con 20 giocatori nuovi. E in questo contesto di ricostruzione è arrivata la Confederations Cup. Che abbiamo preso sul serio, ma non è paragonabile ad un Europeo o ad un Mondiale. Per cui ho deciso di fare un certo tipo di convocazioni".
E qui il tecnico viareggino spiega alcune delle sue scelte: "Per questo ho portato ad esempio Gattuso, che era reduce da un infortunio. Era importante per il gruppo. E comunque qui in Sud Africa c’erano tanti giocatori diversi rispetto a Germania 2006. Poi c’era il discorso Under 21: dovevano finire il loro ciclo, e non era giusto toglierli a Casiraghi. Ad esempio la convocazione di Santon l’abbiamo concordata insieme. Rossi in pratica ha fatto tre partite, avrebbe giocato pure Santon, ma si è fatto male. E comunque quelli che sono venuti qui per me erano i migliori. La Confederations Cup mi ha chiarito le idee, ho fatto le mie valutazioni, sui vecchi e gli altri".
Il bilancio, in ogni caso, resta estremamente negativo. Almeno c'è il conforto di qualche indicazione utile giunta dall'esperienza sudafricana: "Sono arrivate tre prestazioni poco brillanti, non in linea con le nostre aspettative. Abbiamo fatto male. Torniamo a casa, amareggiati, dispiaciuti, delusi. Abbiamo dato un’immagine non bella di noi, ma in passato abbiamo fatto bene. Mi sono reso conto di tante cose, soprattutto di quanto sia importante per noi la condizione atletica, in riferimento anche agli infortuni. Che questa squadra abbia cuore e anima nessuno lo discute, adesso deve ritrovare altre cose. L’orgoglio non basta".
La disfatta azzurra arriva in un momento in cui il nostro calcio sembra arrancare al cospetto di altri movimenti più in salute. Lippi non esclude di vivere una fase di ridimensionamento: "Problemi del calcio italiano? Leggere ogni giorno sui giornali che i vari Kakà, Maicon o Ibrahimovic partono o possono partire non è una bella cosa. Dà la sensazione del ridimensionamento. E ora la Nazionale attraversa un momento difficile". Che speriamo possa interrompersi da qui alla prossima estate...
"Questo è un periodo di ricostruzione - ha esordito -. Se non avessi lasciato la Nazionale tre anni fa non sarebbe così, sarebbe il proseguimento di un ciclo. Credo che 10-11 giocatori del gruppo passato possono essere importanti anche in prospettiva Mondiale 2010. Anche perché intanto bisogna qualificarsi. E loro sono importanti. Il rinnovamento si fa nel lungo periodo, non puoi fare una squadra con 20 giocatori nuovi. E in questo contesto di ricostruzione è arrivata la Confederations Cup. Che abbiamo preso sul serio, ma non è paragonabile ad un Europeo o ad un Mondiale. Per cui ho deciso di fare un certo tipo di convocazioni".
E qui il tecnico viareggino spiega alcune delle sue scelte: "Per questo ho portato ad esempio Gattuso, che era reduce da un infortunio. Era importante per il gruppo. E comunque qui in Sud Africa c’erano tanti giocatori diversi rispetto a Germania 2006. Poi c’era il discorso Under 21: dovevano finire il loro ciclo, e non era giusto toglierli a Casiraghi. Ad esempio la convocazione di Santon l’abbiamo concordata insieme. Rossi in pratica ha fatto tre partite, avrebbe giocato pure Santon, ma si è fatto male. E comunque quelli che sono venuti qui per me erano i migliori. La Confederations Cup mi ha chiarito le idee, ho fatto le mie valutazioni, sui vecchi e gli altri".
Il bilancio, in ogni caso, resta estremamente negativo. Almeno c'è il conforto di qualche indicazione utile giunta dall'esperienza sudafricana: "Sono arrivate tre prestazioni poco brillanti, non in linea con le nostre aspettative. Abbiamo fatto male. Torniamo a casa, amareggiati, dispiaciuti, delusi. Abbiamo dato un’immagine non bella di noi, ma in passato abbiamo fatto bene. Mi sono reso conto di tante cose, soprattutto di quanto sia importante per noi la condizione atletica, in riferimento anche agli infortuni. Che questa squadra abbia cuore e anima nessuno lo discute, adesso deve ritrovare altre cose. L’orgoglio non basta".
La disfatta azzurra arriva in un momento in cui il nostro calcio sembra arrancare al cospetto di altri movimenti più in salute. Lippi non esclude di vivere una fase di ridimensionamento: "Problemi del calcio italiano? Leggere ogni giorno sui giornali che i vari Kakà, Maicon o Ibrahimovic partono o possono partire non è una bella cosa. Dà la sensazione del ridimensionamento. E ora la Nazionale attraversa un momento difficile". Che speriamo possa interrompersi da qui alla prossima estate...
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