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La Juventus ha 'steccato' la prima europea, facendosi fermare sul pareggio dai danesi del Copenaghen. E Conte ha già tanti nodi da risolvere...



La missione della Juventus in Europa di certo non è partita nel migliore dei modi. Il pareggio ottenuto a Copenaghen, in maniera del tutto scontata, ha lasciato l’amaro in bocca tra i tifosi bianconeri.
La squadra di Antonio Conte, nonostante ai punti avrebbe ampiamente meritato il successo, non è riuscita a conquistare l’intero bottino, complice alcune situazioni da registrare a stretto giro di posta.

IL PACCHETTO ARRETRATO

Con l’assenza di Andrea Barzagli, alle prese con una fastidiosa tendinopatia da monitorare oculatamente, l’allenatore salentino in terra danese ha optato per proporre un pacchetto arretrato pressoché inedito, nonché obbligato, vedi il recente stop fatto registrare da Martin Caceres.

D’altra parte, pur affrontando un reparto offensivo modesto, i tre difensori non hanno offerto una prova di grande stabilità, mettendo a nudo molteplici lacune soprattutto in fase di impostazione. Chiellini, dal canto suo, non sta vivendo un periodo di massimo splendore, un suo errore contro l’Inter è costato il momentaneo vantaggio di Icardi, così come una marcatura poco precisa, tanto per essere buoni, ha scaturito la rete di Jorgensen.

Emotivamente provante, probabilmente, il debutto nell’Europa che conta per l’ex colonna del Torino. Il 25enne di Cassino, pur non commettendo errori grossolani, è sembrato piuttosto spaesato. Comprensibile, palcoscenici di questo genere possono far tremare le gambe, ma queste occasioni devono essere sfruttate alla perfezione. Il ruolo di regista arretrato lo può fare, è dotato di grande classe e di ottimo senso tattico, ma deve migliorare rapidamente in fase di marcatura, fondamentale quando giochi in uno schieramento a tre.

Il capitolo relativo al viterbese, prima vera fonte del gioco contiano, è diverso. Con il passare dei mesi è maturato a tal punto che, proprio per favorire l’inserimento di Ogbonna, viene relegato in una zona che certamente non è la sua nativa. L’ex Bari, tuttavia, grazie all’esperienza e alla forte fisicità può anche giocare come mezzo-destro, segno che la fase di maturazione è arrivata ormai ai massimi livelli.
Insomma, questo pacchetto arretrato, con le pesanti assenze da colmare, non può che migliorare. Tuttavia, proprio per caratteristiche tecniche, sotto il profilo dell’impostazione lascia molti dubbi. E visto che il problema fisico relativo a Barzagli non può essere minimamente sottovaluto, occorre quadrare rapidamente il cerchio.

IL CENTROCAMPO LENTO

Come contro l’Inter, in fase prepositiva, il parco centrocampisti ha faticato ad imporsi. Intendiamoci, per “imporsi” non intendiamo praticare un possesso tanto devastante quanto sterile, bensì il concetto va oltre e si sposta sui movimenti senza palla, sulle penetrazioni centrali, sul ritmo globale della manovra.

La Juventus in Danimarca è apparsa piuttosto scolastica e lenta, ingredienti che non combaciano minimamente con il calcio applicato da Antonio da Lecce e che, inevitabilmente, favorisce la staticità degli avversari. Lichtsteiner e Peluso hanno fatto un lavoro simile ottenendo frutti diversi. L’elvetico, attraverso la sua consueta generosità, ha tentato in più riprese l’affondo, ottenendo numerosi corner e creando diverse situazioni pericolose. Il laterale romano, invece, è stato ancora più efficace, regalando palle preziose ai propri compagni, mettendo lo zampino nel gol realizzato da Quagliarella.

Urge, in attesa del rientro di Marchisio, ritrovare la brillantezza delle scorse settimane, proprio per poter favorire il compito dell’intera transizione offensiva. Magari con un Pogba meno lezioso.

CASO LLORENTE

Appurato che ogni allenatore, sacrosantamente, ha il diritto di optare per le scelte che ritiene maggiormente redditizie, appare assai curiosa la gestione del centravanti di Pamplona. Dall’ambiente zebrato trapela grande fiducia, in corso Galileo Ferraris credono fermamente nel basco e, il lancio definitivo, sembrerebbe essere solamente una questione temporale. Appunto, il tempo, chissà quanto ce ne vorrà per vedere realmente il Re Leone in campo.

A Copenaghen, considerando i numerosi cross piombati tra gli statuari centrali difensivi danesi, Llorente avrebbe potuto fornire alla causa un contributo utile. A fine gara, a testimonianza di come il calcio sia una materia opinabile, Conte ha motivato nella maniera seguente le mosse effettuate: “Perché non ho schierato lo spagnolo? Ho preferito puntare su Quagliarella e Giovinco, attaccanti svelti e rapidi”. Intanto, però, il decollo iberico inizia a diventare un caso. Possibilità in vista contro il Verona?

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