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I rossoneri ritrovano per la quarta volta in tre anni i blaugrana, che li eliminarono nella scorsa edizione. Altra olandese dopo il PSV, quindi i campioni di Scozia.

BARCELLONA -

LA SQUADRA - Dopo l'umiliante eliminazione rimediata lo scorso anno per mano del Bayern Monaco, il Barcellona riparte da Gerardo Martino, chiamato a raccogliere l'eredita dello sfortunato Tito Vilanova. La spina dorsale blaugrana è sempre la stessa: da Piquè a Messi, passando per Xavi, con un David Villa in meno ed un Neymar in più e senza più Eric Abidal, tornato al Monaco. La compagine catalana è sicuramente una delle favorite al successo finale e, rinvigorita dal cambio tecnico e di stile di gioco e dall'innesto di uno dei calciatori più forti al Mondo, è sicuramente una rivale temibilissima.

IL 2012/13 - Campionato stradominato e vinto con 15 punti di vantaggio sul Real Madrid, ma eliminato in semifinale di Coppa del Re e Champions League. La stagione del Barcellona è stata decisamente positiva, ma guastata in parte dal 'crollo' nel momento più importante, vale a dire nella doppia sfida con il Bayern Monaco conclusasi con un umiliante 7-0 complessivo.

LA STELLA - Sarebbe facile farsi travolgere dall'entusiasmo della novità ed indicare in Neymar la stella del Barça. Ma fin quando Lionel Messi vestirà la casacca blaugrana, tale titolo spetterà unicamente a lui. 4 Palloni d'oro consecutivi, 59 reti in Champions League, 315 in gare ufficiali con la maglia del Barcellona: bastano soltanto alcuni degli spaventosi numeri di Leo Messi per capire di che straordinario giocatore si stia parlando. Se vorrà stabilire l'incredibile record di 5 Palloni d'Oro consecutivi, però, il fuoriclasse argentino è chiamato a disputare un girone eliminatorio da sogno.

I VOLTI NUOVI - Il vero volto nuovo, in casa Barcellona, è soltanto uno ma basta ed avanza. Si tratta di Neymar, 21enne campione brasiliano che i catalani hanno ingaggiato dal Santos, dietro il versamento di 57 milioni di euro. Dopo aver incantato tutti in Sudamerica, Neymar è chiamato a dimostrare tutto il suo valore anche nel difficile calcio europeo. Intanto, però, la recente Confederations Cup depone a suo favore.

L’ALLENATORE - E' però Gerardo Martino il vero volto nuovo del Barcellona 2013-2014. Giunto in Catalogna dopo l'esaltante esperienza alla guida del Newell's Old Boys, il tecnico argentino è alla sua prima assoluta in Europa come allenatore e cominciare dal club che negli ultimi anni ha dominato la scena non sarà certo semplice. Il suo calcio iper-offensivo ben si sposa con le caratteristiche dei giocatori a disposizione, ma la gestione di campioni del calibro di Messi, Fabregas, Iniesta e Neymar, soltanto per citarne alcuni, non sarà affatto facile. Il destino del Barça dipenderà molto dall'impatto del 'Tata' sull'ambiente.

MILAN -

LA SQUADRA - In pochi si sarebbero attesi un Milan così travolgente, nel girone di ritorno dello scorso campionato, fino a raggiungere la terza piazza e i preliminari di Champions. Gli antichi difetti, però, non sono stati nascosti: manca un portiere davvero affidabile, la difesa non offre garanzie, dietro a Mario Balotelli (specialmente se Stephan El Shaarawy non torna il giocatore che tenne in piedi la squadra nella prima parte della scorsa stagione) c'è poco. La speranza è riposta nel mercato, che a qualificazione ottenuta potrebbe portare alcuni innesti da inserire nella rosa di Massimiliano Allegri.

IL 2012/13 -  Malissimo nei primi mesi, quasi da record ("al livello della Juventus", direbbe Galliani) nel girone di ritorno. Il Milan è riuscito quasi miracolosamente, anche se non immediatamente, ad assorbire gli addii di Thiago Silva, Cassano e Ibrahimovic (oltre che dei senatori: da Nesta a Seedorf) prendendosi tra polemiche viola il terzo posto. E rischiando di compiere l'impresa contro i mostri del Barcellona: dopo il 2-0 di San Siro la squadra di Allegri si è però squagliata al Camp Nou. Ma se Niang non avesse colpito il palo quando il Milan era sotto soltanto di una rete, forse...

LA STELLA - Provocato o provocatore, poco importa: sul piano tecnico, che è quello che maggiormente interessa, Mario Balotelli è la stella del Milan. Il suo arrivo, a gennaio dello scorso anno, ha cambiato ogni prospettiva: 12 reti in 13 partite hanno aiutato i rossoneri a scalare posizioni su posizioni, fino ad arrivare ai preliminari di Champions League. Il carattere è quello che è, da sempre: suscettibile, infiammabile, istrionico, polemico, mai banale. Senza contare le polemiche sul razzismo. A 23 anni, nella stagione che porta ai Mondiali, l'attaccante bresciano è chiamato a portarsi nuovamente sulle spalle il Milan.

L'ALLENATORE - Dopo un tira e molla apparentemente infinito, tra voci, conferme, smentite e illazioni, Massimiliano Allegri è rimasto sulla panchina del Milan. Confermato da Silvio Berlusconi, sì, ma con quanta convinzione? Il rapporto con il patron, così come era accaduto ad altri tecnici, non è mai stato facile. La tifoseria l'ha difeso, esponendo striscioni in curva per chiederne la conferma. Dopo gli inizi con Aglianese e Sassuolo e l'esperienza di Cagliari, al Milan è andato sempre in calando: scudetto il primo anno, poi secondo e terzo posto. La speranza, per i rossoneri, è che la discesa non continui.

I VOLTI NUOVI
- "Dalla qualificazione dipenderanno eventuali nuovi arrivi" ha annunciato nei giorni scorsi Allegri, confermando in realtà quel che un po' tutti già sapevano. Fin qui, a causa della ben nota attenzione al bilancio il Milan ha sonnecchiato sul mercato. Il giovane Saponara era già stato bloccato sul finire della scorsa stagione, così come il prestito di Zapata dal Villarreal diventato acquisto a titolo definitivo. Gli unici arrivi 'veri' sono quelli dell'ex doriano Poli, opzione in più in mezzo al campo, del giovane colombiano Vergara e di Silvestre, in prestito dall'Inter. Poco. Ma un paio di botti potrebbero arrivare a breve.

AJAX -

LA SQUADRA - Un, due, tre. L'Ajax si presenta alla fase a gironi di Champions League 2013/2014 dopo aver trionfato ancora una volta in Eredivisie, la terza consecutiva. Allenata da Frank de Boer, la compagine di Amsterdam è un mix di terribili giovani, calciatori in cerca di riscatto ed esperti mastini. In porta gioca Vermeer, mentre la difesa a quattro vede i giovani Boilesen, danese, e Van Rhijn, olandese, sulla due fasce. Il belga Alderweireld, centrale, è richiestissimo nel mercato, completa il quartetto Moisander. Davanti alla difesa l'ex juventino Poulsen, mentre l'ex milanista Bojan è esterno nel 4-3-3. A centrocampo l'esterno danese Schone e la stella Eriksen, chiudono Fischer, l'altra ala e bomber Sightorsson.

IL 2012/2013 - Il PSV ha il miglior attacco? L'Ajax evidenzia come la miglior difesa sia più importante. Vittoria dell'Eredivisie con 31 reti subite (83 fatti, seconda), sette punti di distacco dai rivali di Eindhoven. Cooperativa del goal, visto che il primatista in campionato è stato Siem de Jong, con appena 12. Nelle altre competizioni luci e ombre. In Champions League ha dovuto soccombere ancora una volta al Real Madrid nella fase a gironi, terminando terza ed approdando in Europa League. In quest'ultima l'avventura si è subito interrotta con il k.o ai rigori contro lo Steaua Bucarest. Negativa anche la Supercoppa olandese, il PSV ha infatti vinto per 4-2, e uscita in semifinale in Coppa d'Olanda.

LA STELLA - Con Christian Eriksen destinato al Tottenham, Siem de Jong è pronto ad assumere le vesti di leader assoluto dell'Ajax. Già capitano, il trequartista olandese si propone come punto di riferimento sia tecnico che carismatico. A 24 anni ha accumulato la giusta esperienza per poter incidere anche a livello europeo, sulla trequarti è giocatore elegante ed efficace. La sua estate è stata complicata da un infortunio che lo terrà fuori fino alla fine di settembre, ma una volta tornato arruolabile sarà su di lui che saranno riposte gran parte delle ambizioni dei Lancieri.

I VOLTI NUOVI - Pochissimi acquisti, mirati. Il più famoso è senza dubbio Bojan Krkic, che ha lasciato la Serie A dopo aver vestito le casacche di Roma prima e Milan poi. Con luci e ombre. Punta a tornare decisivo come ai tempi spagnoli. Dall'Utrecht, per una cifra vicino quattro milioni, è arrivato il possente 20enne centrale Mike van der Hoorn, giudicato il futuro della Nazionale tulipana. Alla base è tornato Enoh dopo il prestito al Fulham, mentre dalla formazione giovanile, Jong Ajax, sono stati promossi Hoesen, 22enne punta, e Ligeon, terzino destro 21enne che fa parte dell'Under nazionale.

L’ALLENATORE - Frank de Boer è uno di quei tecnici predestinati, vincente da giocatore, vincente in panchina. E' stato uno dei simboli di Barcellona e Ajax per quindici anni, prima di girovagare per l'Europa. Ora gioca con il 4-3-3, il polo lanciere lo venera come un Dio: dopo aver vinto tutto con la squadra di Amsterdam da giocatore, nel 2008 ha cominciato la carriera da tecnico, prima nelle giovanili del club, poi come assistente dell'Olanda e infine come allenatore capo nel 2010. L'Ajax non vinceva il titolo dal 2004? Con lui ha trionfato per tre volte consecutive. L'esperienza e il destino non hanno eguali.

CELTIC -

LA SQUADRA - I Campioni di Scozia si presentano alla fase a gironi di Champions con il brivido, la sconfitta in Kazakistan contro i semi professionisti dello Shekther rischiava infatti di declassare la formazione biancoverde in Europa League.Gli uomini di Lennon però hanno confermato tutto il loro ardore agonistico nel match di ritorno del playoff, ribaltando lo 0-2 dell’andata e siglando il goal qualificazione in pieno recupero, quando tutto ormai sembrava portare ai supplementari.

IL 2012/13 - La conquista del quarantaquattresimo titolo nazionale ha permesso al Celtic di prendere parte al playoff di Champions, competizione onorata al meglio nella scorsa stagione. Storico il successo centrato contro il Barcellona nel 125esimo anniversario dalla fondazione del club, vittoria che ha consentito ai biancoverdi di accedere agli ottavi di finale.Alla squadra di Lennon è però stato fatale il confronto con la Juventus, doppia vittoria bianconera e addio ai sogni europei. Il Celtic, durante la scorsa stagione, ha confermato il suo predominio in patria conquistando anche la Scottish Cup.

LA STELLA - Dopo le esperienze in Olanda e Inghilterra, Giorgios Samaras ha trovato il suo ambiente ideale a Glasgow, sponda Celtic. Alla sua settima stagione con la maglia dei Bhoys, vanta 224 presenze e 66 goal all'attivo. Non è mai stato un mostro in termini finalizzativi, non è un attaccante che vede con facilità la porta. Ma ha fisico e lo usa per farsi rispettare là davanti, favorendo l'inserimento dei compagni di squadra oppure l'avanzamento del baricentro. E' l'uomo con maggior esperienza europea del gruppo.

I VOLTI NUOVI - Come di consueto il Celtic ha finanziato la sua campagna acquisti con un paio di cessioni eccellenti. Le partenze di Wanyama e Hooper, entrambe destinazione Premier, sono fruttate circa 20 milioni, in parte subito reinvestiti. Gli scozzesi hanno pescato in particolare in Olanda: dall'Ajax è arrivato l'esterno offensivo Boerrigter, dal Groningen il centrale Van Dijk, acquisto più costoso dell'estate con i suoi tre milioni di euro di spesa. Retroguardia rinforzata anche con lo svincolato Mouyokolo, curiosità per la scommessa portoghese Baldè in attacco.

L'ALLENATORE
- Neil Lennon, 41enne nordirlandese, è in carica dal giugno 2010 sulla panchina del Celtic dopo aver militato a lungo tra le fila dei Bhoys. Lo scorso anno ha avuto il merito di riportare il club scozzese nella fase a gironi di una Champions League dopo ben quattro anni di assenza, impresa che ha rischiato di fallire contro i kazaki dello Shakhter. Al suo attivo, da quando allena il Celtic, due campionati scozzesi e due coppe di Scozia. Lennon pratica un gioco solido e molto concreto: predilige il classico 4-4-2 di stampo britannico, tutto pressing, corsa e spinta sulle fasce.

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