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Girone impegnativo per i bianconeri, chiamati al confronto con il Real di Ancelotti, da non sottovalutare l'ostacolo Galatasaray. Ma c'è anche la cenerentola Copenaghen

 REAL MADRID -

LA SQUADRA - Il 2013-2014 sarà l'ennesimo anno 0 del Real Madrid targato Florentino Perez. Il cambiamento radicale è partito dalla panchina: divorzio consensuale con Josè Mourinho, tornato al Chelsea, e accordo con Carletto Ancelotti, fresco vincitore del campionato francese alla guida del PSG. Partiti, tutti destinazione Napoli, Albiol, Callejon e Higuain, le 'Merengues' hanno apportato dunque importanti modifiche in ogni settore del campo, tenuto conto anche degli addii di Ricardo Carvalho e Pedro Leon. Isco, Illarramendi e, con ogni probabilità, Gareth Bale, sono gli innesti di livello assoluto che permettono al Real Madrid di restare nel novero delle favorite. Senza dimenticare, ovviamente, la presenza in organico di giocatori del calibro di Cristiano Ronaldo, Sergio Ramos, Casillas, Benzema, Di Maria e Modric.

IL 2012/13 - L'obiettivo della scorsa stagione era la 'Decima', ma ancora una volta il Real Madrid non è riuscito a centrarla. Il sogno dei 'Galacticos' si è infranto contro il muro giallonero del Borussia Dortmund, nello specifico sotto i colpi del bomber Lewandowski, che col suo poker al Westfalenstadion, ha di fatto impedito alla squadra di José Mourinho di centrare la finale di Wembley. Sconfitto in finale di Coppa del Re dai cugini dell'Atletico Madrid e giunto secondo nella Liga, lo 'Special One' ha concluso la stagione, ironia del destino, proprio con 'Zeru tituli'.

LA STELLA - CR7. Bastano tre caratteri per riassumere tutta la grandezza di Cristiano Ronaldo, fuoriclasse portoghese che da anni guida le sorti del Real Madrid in Spagna ed in Europa. A lui i tifosi 'blancos' chiedono la Decima, lui vorrebbe regalarsi la sua seconda Champions - la prima coi 'Galacticos' - ed il secondo titolo di miglior giocatore del Mondo, già conquistato nel 2008. Prima punta, esterno, rifinitore: insomma, un fenomeno che non ha bisogno di presentazioni.

I VOLTI NUOVI - Gareth Bale è sicuramente il volto nuovo più atteso: pagato 100 milioni di euro, il gallese è l'acquisto più costoso della storia del calcio ed inevitabilmente è su di lui che il Real Madrid farà leva per salire sul tetto d'Europa. Ad Ancelotti il compito - non semplice - di ritagliargli un ruolo ad hoc. La faraonica estate del Real, inoltre, ha portato a vestire la gloriosa casacca che fu di Alfredo Di Stefano e Butragueno, anche a Asier Illarramendi e Francisco Isco, prelevati rispettivamente dalla Real Sociedad e dal Malaga dietro il pagamento complessivo di 60 milioni di euro. Da loro, inevitabilmente, la piazza si attende molto. Daniel Carvajal, terzino arrivato dal Bayer Leverkusen, e il brasiliano Casemiro sono gli altri volti nuovi.

L'ALLENATORE -  Campione d'Italia col Milan, d'Inghilterra col Chelsea e di Francia col PSG, Carlo Ancelotti riparte dal Real Madrid per poter inserire nella propria personalissima bacheca il quarto - e prestigioso - titolo nazionale. A lui, però, Florentino Perez chiede soprattutto la Champions League, titolo che il tecnico emiliano ha già festeggiato per ben due volte alla guida del Milan e, altrettante volte, da calciatore, sempre con addosso i colori rossoneri. Maestro nella gestione dello spogliatoio e fenomeno nella lettura delle gare ad eliminazione diretta, Ancelotti sembra l'uomo giusto per realizzare il sogno blancos.

JUVENTUS -

LA SQUADRA - Dominatrice in Italia da due anni a questa parte, con vista sull'Europa. E' la stagione dell'esame di maturità su scena continentale per la Juventus, vogliosa di centrare il terzo Scudetto di fila, sì, ma anche di migliorare il proprio rendimento in Champions League, prolungando quel cammino interrotto bruscamente dal Bayern Monaco nella passata edizione. Il gruppo è quello che si è plasmato a suon di vittorie in Italia in questi ultimi due anni, la fame di Conte è sempre la stessa, come fosse il primo giorno. Il plus dovranno darlo i nuovi arrivi, in particolare quelli nel reparto avanzato, il vero limite della Signora se messa a confronto con le corazzate europee.

IL 2012/13 - Il secondo Scudetto dell'era Conte è arrivato in scioltezza, dopo un testa a testa con il Napoli durato di fatto soltanto fino allo scontro diretto di inizio marzo. Dopo il pari al San Paolo, la strada è stata in discesa, un lungo tappeto rosso verso la doppietta tricolore. Non hanno pesato gli sforzi della Champions, nonostante un girone ostico in cui la Signora è riuscita a far fuori i campioni in carica del Chelsea. Facile il compito contro il Celtic, impossibile tenere testa al Bayern protagonista del Treble tra Germania ed Europa. Un'annata comunque da incorniciare.

LA STELLA - La forza della Juventus è indiscutibilmente il gruppo, il collettivo. Ma tra tutti, ha spiccato e continuerà a spiccare la classe di Arturo Vidal. Giocatore totale, indispensabile sia in fase di contenimento che di possesso palla, sia con la sfera tra i piedi che negli inserimenti. Nei momenti decisivi è sempre stato lui a fare la differenza per i bianconeri, con i goal più pesanti e un apporto realizzativo addirittura superiore agli attaccanti. La Juve ha resistito a svariati assalti nel corso di quest'estate, il rinnovo è cosa fatta: Vidal sarà il trascinatore della truppa di Conte ancora a lungo.

L'ALLENATORE - Antonio Conte sta scrivendo un pezzo di storia della Juventus. Presa due anni fa in pieno disorientamento, la Signora è tornata ad indossare l'abito migliore, quello della squadra vincente. La piccola crisi di fine primavera, con i dubbi sul rinnovo e sulla permanenza in bianconeri palesati pubblicamente, è sembrata addirittura rafforzare l'intesa tra il tecnico, la dirigenza e l'intero mondo Juve. Con Agnelli sono stati fissati i punti fondamentali della strategia futura, lavoro finalizzato a rendere la squadra più competitiva anche a livello europeo. Perchè a Conte importa solo vincere.

I VOLTI NUOVI - E' stata la campagna acquisti dei grandi colpi in attacco. Dopo la vana rincorsa al top player per almeno un paio di stagioni, Marotta ha finalmente portato a Torino nomi di spessore. Di Llorente, a parametro zero, si sapeva da mesi. Il grande colpo di copertina è stato Carlos Tevez, prelevato a condizioni estremamente vantaggiose dal Manchester City. L'Apache ha tutto per rappresentare l'attaccante ideale di Conte: fame, grinta e classe. E poi Angelo Ogbonna, più di un semplice puntello per la difesa: dovrà essere presente e, soprattutto, futuro.

GALATASARAY -

LA SQUADRA - Formazione quadrata e tignosa, quella turca è di certo una squadra da prendere con le molle per quasiasi avversario dovesse trovarla sulla propria strada. Reduce dal diciannovesimo titolo nazionale conquistato nella scorsa stagione, il Gala punta forte sulla fantasia di Sneijder, abbinata alla vena realizzativa di Drogba e Burak Yilmaz. Il punto di forza della squadra di Terim è infatti l'immenso potenziale offensivo, a centrocampo agisce l'ex juventino Melo, letteralmente rinato in quel di Istanbul. Da segnalare la presenza in rosa degli esperti Altintop ed Ebouè. In attesa di nuove soddisfazioni dal campo la Supercoppa è già in bacheca, l'11 agosto infatti il Fenerbahce è stato battuto ai supplementari con il risultato di 1-0, protagonisti assoluti Drogba e Muslera.

IL 2012/13 - Nella scorsa stagione il club di Terim ha conquistato il titolo di Campione di Turchia, ottenendo così di diritto il pass per la fase a gironi della Champions League. Ottimo anche il cammino in Europa della compagine giallorossa, protagonista di una cavalcata appassionante, culminata con il doppio confronto che ha visto il Galatasaray cedere il passo al Real Madrid di Mourinho nei quarti di finale della massima competizione continentale.

LA STELLA - Difficile scegliere tra Wesley Sneijder e Didier Drogba, protagonisti di trionfi europei con le maglie di Inter e Chelsea, planati sul mondo Gala con l'obiettivo di immettere classe ed esperienza nelle file dei turchi. Noi scegliamo Drogba, 36 anni a marzo, ma fiuto del goal e forza fisica da vendere. L'ivoriano è capace di caricarsi sulle spalle la squadra trascinandola verso traguardi impensati, chiedere per credere all'ex tecnico dei Blues, Roberto Di Matteo, trascinato sul trono di Champions a suon di reti. Dopo una breve parentesi in terra cinese, nel gennaio scorso il buon Didier ha scelto Istanbul per ripartire, nei primi sei mesi  in Turchia diciassette presenze e sette goal. Come a dire, dove eravamo rimasti?

I VOLTI NUOVI - L'acquisto top è certamente quello dell'esperto difensore Chedjou, arrivato in estate dal Lille per 6,3 milioni di euro. Innesto indispensabile per provare a competere anche in Champions, dopo la bella esperienza vissuta sul palcoscenico continentale lo scorso anno. Importante anche la conferma di Felipe Melo, nuovo-vecchio volto, ormai a tutti gli effetti perno di questo Gala. Senza tralasciare l'investimento per l'attacco, reparto ulteriormente rinforzato con il riscatto di Umut Bulut dal Tolosa, punta centrale che permetterà anche alla stella Drogba di tirare il fiato quando strettamente necessario.

L'ALLENATORE
- Fatih Terim è senza dubbio il santone del calcio turco, come testimonia il doppio ruolo di allenatore del Gala e commissario tecnico della Nazionale, guidata a più riprese. Già alla guida del più prestigioso club ottomano dal 1996 al 2000 e dal 2002 al 2004, è tornato in quel di Istanbul nel 2011. Ricco è il suo palmares: sei campionati turchi, quattro Supercoppe e due Coppe di Turchia ed una coppa Uefa. Tutti trofei conquistati sulla panchina del Galatasaray. Non molto fortunato il suo trascorso in Italia, nel 2000 infatti Cecchi Gori lo sceglie per la sua Fiorentina, salvo esonerarlo alle ventesima giornata. Non va meglio la sua esperienza rossonera, sostituito nel novembre del 2001 da Carlo Ancelotti.

COPENAGHEN -

LA SQUADRA - L'Fc Copenaghen, fondata nel recente 1992 dalla fusione fra il Kjobenhavns Boldklub e il Boldklubben ha un palmares da record. In soli 21 anni di storia, la compagine danese ha vinto per ben 10 volte il campionato nazionale, per 5 volte la Coppa di Danimarca, per 3 volte la Supercoppa e per una sola volta la Coppa di Lega. La prima esperienza in Champions League risale nel 2006/2007 quando venne eliminata nella fase a gironi. Fra i vari allenatori che hanno contribuito ai successi del team danese c'è anche l'inglese Roy Hodgson che ha conquistato il campionato nazionale nel 2000/2001. I 'Leoni di Danimarca' (che occuopano attualmente il 45esimo posto del ranking UEFA) giocano i loro match interni al Parken, impianto che può ospitare 38.000 spettatori.

IL 2012/13 - La stagione da poco conclusa è stata gloriosa in patria ma davvero sfortunata in Europa. Il Copenaghen, che nell'anno precedente aveva chiuso il campionato nazionale al secondo posto, ha dovuto giocarsi l'ingresso in Champions League nei playoff contro il Lille dove però, dopo il successo casalingo per 1-0 ha duvuto abdicare ai supplementari nella sfida di ritorno contro in Francia. 'Retrocesso' in Europa Legaue, il team ai tempi allenato da Ariel Jacobs, è stato estromesso nel turno a gironi per mano dello Stoccarda. I tedeschi, a 8 punti come i danesi, si sono qualificati per i risultati negli scontri diretti. Fuori dalle competizioni continentali, il Copenaghen ha potuto concentrarsi solo sul campionato, vincendolo, con 65 punti (5 in più del Nordsjaelland), frutto di 18 vittorie, 11 pareggi e sole 4 sconfitte.

LA STELLA - Venduto per quasi 9 milioni di euro il bomber Andreas Cornelius, finito al Cardiff, l'uomo di punta della squadra è l'esperto difensore svedese Olof Mellberg. Arrivato in estate, come svincolato, dal Villarreal, l'ex Juventus, con i suoi 35 anni e la sua indiscussa caratura internazionale, sarà l'uomo di riferimento per i giovani compagni. Nella difesa a quattro dell'attuale allenatore Stale Solbakken, ricopre il ruolo di difensore centrale in genere assieme all'islandese Sigurdsson.

L'ALLENATORE - Dopo le singole annate con al timone di comando prima Roland Nilsson e quindi Ariel Jacobs, quest'estate sulla panchina del Copenaghen ha fatto ritorno il 45 enne norvegese Stale Solbakken. Già coach del club dal 2006 al 2011, Solbakken è stato il simbolo del dominio  dell'FCK in terra danese, con ben 5 scudetti in 6 stagioni e la conquista di una coppa nazionale. Con Solbakken, il Copenghen ha anche raggiunto gli ottavi di finale di Champions, nel suo ultimo anno di gestione, venendo poi eliminato dal Chelsea. Punti fermi del suo calcio: un difesa a quattro rocciosa e una sola punta centrale lì davanti supportata in genere da una seconda punta o da un trequartista.

I VOLTI NUOVI - Mercato per nulla scoppiettante quello del club danese. Venduto l'attaccante di punta Cornelius (autore di 21 goal lo scorso anno), la società ha cercato di rimpiazzarlo con il 22 tedesco Marvin Pourie, arrivato dal Silkeborg per 1,3 milioni di euro, ma finora l'apporto della punta (5 presenze 0 goal) non è stato di certo soddisfaciente. 670 mila euro invece il costo della 22 enne ala sinistra Nicolai Jorgenses, talento danese arrivato dalle giovanili del Kaiserslautern. Detto di Olof Mellberg per la difesa, il mercato è stato poi puntellato con un altro esterno alto (Danny Amankwaa, danese di 19 anni) e con un'altra punta di scorta, il nigeriano Fanendo Adi (22 anni).

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