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I bianconeri escono con le ossa rotte dal confronto con il Bayern, troppo più forte ad oggi. Ma nel processo di crescita della Signora ci può stare una serata simile.

La Juventus che alla gara all'Allianz Arena chiedeva quanto fosse diventata grande, si ritrova praticamente in fasce. Troppo forte questo Bayern o - se volete - troppo acerba la squadra di Conte che - probabilmente - ha raggiunto il top per le risorse a disposizione.

Curiosamente, nella gara in cui sarebbe servita grande esperienza, sono mancati proprio gli uomini più navigati. Traditi da Pirlo e Buffon, per dare un titolo alla gara.

Pirlo e Buffon: sono mancati gli
uomini di maggiore esperienza
E se Pirlo ha almeno l'alibi di una marcatura più che personalizzata, Gigi non ha nemmeno quello: in ritardo sul primo gol che - inevitabilmente - segna la gara, il portiere azzurro ha sulla coscienza anche il raddoppio, sul quale va decisamente troppo molle.

Tuttavia, benché non ci si aspettassero così tante difficoltà, qualcuna di più di quella immaginata alla vigilia era lecito attendersela.

Le ottime prestazioni di Conte avevano forse ingenerato eccessivo ottimismo, facendo scalare posizioni nel ranking europeo solo nell'immaginario del popolo bianconero e dei media italiani. Almeno per ora.

Perché se è vero che dalla gara dei bavaresi la Juve esce indiscutibilmente ridimensionata, e ammetterlo non è un'onta, è anche vero che questa sfida - ad oggi impari - non cancella quanto di buono fatto da Conte finora.

Le sconfitte possono rafforzare, la Juve deve ripartire da Monaco
E non solo dal punto di vista tattico, ma anche in quanto a personalità: la squadra, come nel credo del suo allenatore, non ha mai rinunciato, non ha eretto barricate, ha sempre cercato di giocare palla (forse addirittura troppo, qualche pallone buttato su per alzare il baricentro probabilmente avrebbe aiutato).

Le sconfitte - soprattutto se cocenti come quella dell'Allianz Arena - fanno tanto male, indubbio, ma rafforzano, aiutano a crescere e fare esperienza - si dice. Questa è sicuramente una di quelle: è una tappa che del processo di maturazione della squadra, e ci sta, che la squadra doveva affrontare proprio in questa maniera, senza snaturarsi.

Il tempo delle rivincite arriverà.

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