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LA STORIA - Conte medita ad un cambio di modulo per buttare nella mischia anche il centrocampista francese. Già un gigante in Italia, ora si vuol prendere l'Europa.

I 20 minuti, recupero compreso, giocati contro l'Inter sono un indizio. Per fare una prova ce ne vogliono almeno tre e se a questo ci aggiungiamo che Conte ci sta pensando da un po' e che Giovinco e Vucinic, per motivi diversi, non sono al meglio, ecco che contro il Bayern Monaco Paul Pogba è l'asso nella manica della Juventus che, con lo scudetto in tasca, sogna di fare tanta strada anche in Champions League.

Per fare posto al francesino, il tecnico sta pensando a un cambio di modulo: nulla di drastico, intendiamoci, ma un 3-5-1-1 con Marchisio a supporto dell'unica punta (Vucinic, febbre permettendo, o Matri) e l'ex Manchester United in mezzo al campo, per formare una diga con Pirlo e Vidal che tolga il fiato ai centrocampisti di Heynckes.

LA CHAMPIONS DI POGBA
Chelsea-Juventus: 0'
Juventus-Shaktar: 6'
Nordsjaelland-Juventus: 0'
Juventus-Nordsjaelland: 38'
Juventus-Chelsea: 2'
Shakhtar-Juventus: 90'
Celtic-Juventus: 10'
Juventus-Celtic: 90'
All'Allianz Arena i bianconeri dovranno fare una gara accorta, ma allo stesso tempo coraggiosa, provando a tenere il più possibile palla. Assolutamente vietato lasciare il pallino del gioco costantemente nei loro piedi e con Pogba in mezzo al campo Conte spera di contenere i rifornimenti per i vari Mueller, Ribery e Mandzukic, che possono essere devastanti.

Alla base della possibile scelta del centrocampista transalpino c'è anche un discorso fisico. I tedeschi, sotto questo punto di vista, non sono secondi a nessuno e la fisicità del giovane Paul può dare una mano anche sulle palle inattive. Sfondare nell'area tedesca non sarà facile, quindi il tiro da fuori del francesino può diventare un'arma in più, così come i suoi inserimenti senza palla.

Questo tipo di gare si vincono anche grazie ai dettagli, Conte lo sa, ed è davvero tentato di cavalcare il grande entusiasmo e la costante crescita del centrocampista classe '93. Quella contro i tedeschi può rappresentare per lui la consacrazione internazionale con la maglia della Juventus, solo una decina di giorni dopo il debutto con la Francia. Nel 3-1 contro la Georgia, lo juventino ha cucito il gioco e recuperato palloni come un veterano, conquistando in soli 90 minuti lo stadio Saint-Denis.

Un'ottima prova, bissata qualche giorno dopo contro i campioni del mondo e d'Europa della Spagna: Pogba è il migliore dei suoi, ma macchia la sua prova con due cartellini gialli (il primo un po' eccessivo) nel giro di un minuto. Peccati di gioventù, che i media francesi gli hanno già perdonato. Ma Conte è più severo, è uno che non si accontenta mai, un super-perfezionista che chiede tanto ai suoi giocatori. Il ragazzo se n'è già accorto, come quando non venne convocato per la trasferta di Pescara a causa di due ritardi agli allenamenti. Non guarda in faccia nessuno il tecnico bianconero e va dritto per la sua strada. E su quella che porta a Monaco di Baviera c'è la tentazione Paul Pogba.

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