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Il patron rossonero è tornato a parlare anche del futuro del tecnico livornese: "E' nelle sue mani, dipende dai risultati. L'obiettivo che ci siamo dati è il 3° posto".

Impegnatissimo nella campagna elettorale per le elezioni politiche, Silvio Berlusconi forse non riuscirà ad essere in tribuna a San Siro per assistere a Milan-Barcellona, e potrebbe restare bloccato dalla registrazione dell'odierna trasmissione di 'Porta a Porta'.

Intanto però, il presidente del Milan, prenota una visita a Milanello per sabato, alla vigilia del derby della Madonnina contro l'Inter, e ha sempre la squadra rossonera nel suo cuore, come dimostra l'ennesima intervista rilasciata dal patron alla 'Gazzetta dello Sport'.

Ancora una volta non mancano i suggerimenti al tecnico Massimiliano Allegri per la sfida importantissima contro i blaugrana. "Spero che il Milan non sfiguri, ma certamente sarà molto difficile andare in campoe realizzare la missione che ho sempre dato al Milan. - ha affermato - Questa volta sarà il Barça il padrone del campo e del gioco, e noi dovremo contrastarlo affinché non sia troppo padrone del campo e del gioco".

"Bisogna che Allegri trovi il modo di interrompere quel dialogo che il Barcellona sa fare così bene tra i suoi giocatori. - ha aggiunto - Una volta in una loro partita ho contato 32 passaggi consecutivi".

Il presidente del Milan ha grande considerazione per questo Barcellona, che a livello di forza mette subito dopo il grande Milan di Sacchi: "E' la seconda squadra storica degli ultimi anni di calcio. - ha detto - Dopo il Milan dei tre olandesi e di Sacchi, è arrivato il Barcellona che ha fatto innamorare tutti. Questo di oggi sarà l’incontro fra una squadra all’apice del successo e una che comincia ora a mettere a punto un progetto fatto di giovani".

Stasera a San Siro è previsto il tutto esaurito, lo stesso non può invece dirsi per il campionato, con ampie zone degli spalti spesso vuoti. Così Berlusconi lancia una frecciata ai tifosi del Milan: "Gli rimprovero, perché è neimomenti non particolarmente di successo e felici che un tifoso deve stare vicino alla sua squadra. E’ vero che c’è anche tanto freddo, e soprattutto c’è la tv. Si è sgranato il programma, inmodo che ogni pomeriggio e sera c’è una partita importante, stare a casa e al caldo è più comodo"

Poi aggiusta un attimo il tiro. "Non lo so, forse bisogna anche ricorrere a stadi più piccoli. - ha ammesso - Il calcio cambia cometutto, come i giornali, che devono confrontarsi con la crisi dell’editoria, lo sviluppo di internet e il crollo della pubblicità. Non c’è niente di eterno e immutabile, quindi anche il calcio deve adeguarsi alle nuove possibilità della comunicazione".

Il discorso si è poi spostato sulla conferma o meno di Allegri sulla panchina del Milan per la prossima stagione. "Il futuro di Allegri dipende dal terzo posto? Il terzo posto in campionato è l’ambizione che abbiamo, - ha sottolineato - il traguardo che ci siamo dati. Il futuro di Allegri è nelle sue mani, cioè nei risultati".

Sul lavoro fatto dal tecnico livornese in questa stagione ha invece detto: "C’erano dei risultati in serie negativi e di solito in queste situazioni paga l’allenatore. Noi invece abbiamo tenuto botta, ci siamo lungamente parlati e abbiamo trovato convergenze di idee sul futuro della squadra. In poche parole, non andare ad acquistare giocatori che costano moltissimo, ma darci un periodo di due-tre anni per formare una squadra di giovani che possa iniziare un ciclo".

"Allegri è stato d’accordo e Balotelli rientra in questa decisione.
- ha spiegato Berlusconi - Adesso stiamo cercando altri talenti per proseguire nella costruzione". Dopo il duro impegno europeo per la squadra rossonera non ci sarà il tempo di rifiatare, visto che domenica i rossoneri saranno impegnati nel derby della Madonnina contro l'Inter, che rappresenta anche un confronto diretto per il terzo posto.

"Dal derby non mi aspetto niente, - ha detto Berlusconi - perché nei derby può vincere chiunque, al di là del talento e delle forze in campo. Interferiscono la fortuna, l’arbitro, l’emozione del momento. Non si fanno pronostici. Se l'Inter fa più paura dopo il crollo di Firenze? Non credo, l'Inter ha fatto sempre paura, ma anche il Milan all'Inter".

Infine un giudizio sul tecnico nerazzurro Andrea Stramaccioni. "Non conosco Stramaccioni, l’ho incontrato solo una volta, - ha spiegato - ma appare come una persona di buon senso e molto simpatica. Se Moratti ha fatto bene a dargli fiducia? Io penso di sì".

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