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Il tecnico sta pensando al modo migliore per cercare quantomeno di arginare l'argentino. Ma dovrà tener conto degli umori del patron, che non vuol vedere un Milan passivo.

Affrontare la squadra e il giocatore più forte al mondo. Compito improbo per un Milan che dopodomani riceverà a San Siro l'invincibile Barcellona e il suo trascinatore Leo Messi, per l'andata degli ottavi di Champions League. Massimiliano Allegri non ha mai vinto contro i catalani: al suo attivo due pareggi e due ko, con 8 reti incassate, di cui 3 firmate dal fenomeno argentino.

Lo spauracchio numero uno non potrà che essere lui. Roba da perderci il sonno, tanto che il tecnico rossonero non esclude di utilizzare una gabbia ad hoc per cercare quantomeno di limitarlo. In prima battuta potrebbe occuparsene il ritrovato Boateng, che dovrebbe giocare da esterno nel tridente offensivo, con Flamini a tallonarlo poi più o meno per tutto il campo.

Misure speciali, che potrebbero far storcere il naso ad un esteta come Silvio Berlusconi. Il presidente, un tipo esigente come pochi, non tollererà un Milan troppo passivo e rinunciatario. Al 'bel giuoco', come lo chiama lui, non si deve rinunciare mai, soprattutto in campo internazionale.

Allegri, che si gioca la riconferma in vista della prossima stagione, è alle prese con un bel dilemma. D'altronde, per fronteggiare un campione assoluto come Messi - quattro volte di fila Pallone d'Oro - qualcosa di particolare bisognerà pur inventarsi.

Uno capace di segnare 312 reti in carriera, a soli 25 anni (ne farà 26 a giugno). Cristiano Ronaldo, il rivale acerrimo, a 300 goal ci è arrivato a 28 anni, Raùl a 31, assi come Ibrahimovic non ci sono proprio arrivati. Che incubo, quella Pulce.

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