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L'ex attaccante bianconero ha analizzato il successo della Juve al Celtic Park, vittoria che rilancia i bianconeri anche in chiave europea.

Non solo Barca, Real e Manchester, dopo il 3-0 rifilato al Celtic nel loro tempio, senza dimenticare lo stesso risultato inflitto ai campioni uscenti del Chelsea, anche la Juve ha dimostrato di potersela giocare fino alla fine per la conquista del trofeo più importante d'Europa. Intervistato da 'La Gazzetta dello Sport', anche Gianluca Vialli si è detto della stessa idea: "È praticamente nei quarti, e le ultime otto devono avere quest'ambizione. Poi qualcuno resta un po' più favorito, ma la Juve è ormai una grandissima outsider. Come il Paris Saint Germain".

Le grandissime d'Europa sono quindi avvisate, la Juve non farà sconti a nessuno, vista la preparazione maniacale di Conte alle partite da ''dentro o fuori'': "Quando vedo Peluso scendere a testa alta e lanciare con un tempo perfetto Matri, capisco che Conte ha preparato la gara con uno studio approfondito. Il Celtic patisce se viene attaccato in profondità? La prima azione è una coltellata in questo senso da parte di una Juve fresca, concentrata, decisa".

Da grande attaccante, Vialli ha detto la sua sul reparto offensivo bianconero: "In attesa di scoprire cosa possa dare Anelka, Matri è l'unico centravanti in rosa. Vucinic, Giovinco e Quagliarella sono seconde punte, Matri è una prima e trovo che in campo debba starci il più possibile, dà profondità alla squadra. Detto questo, un giorno la Juve acquisterà un centravanti più forte, in giro ce ne sono. Magari lo stesso Llorente. Però un posto in rosa per Matri lo conserverei".

Mancando un vero e proprio bomber, la forza della Juve viene prevalentemente dal talento e dall'organizzazione del centrocampo: "Antonio era un centrocampista e lo si capisce da come privilegi il reparto. Intendo dire che Pirlo, Vidal e Marchisio risultano formidabili sia per il loro valore individuale, sia perché tutto in squadra li aiuta, dalle coperture richieste agli attaccanti al sostegno che arriva dai terzini. Se allenassi ancora, immagino che da vecchia punta cercherei di aiutare il centravanti. Sarebbe nella mia natura".

"Dove colloco il risultato di Glasgow nella gerarchia della stagione? Subito dopo Juve-Chelsea. Il 3-0 ai campioni uscenti ha dato alla squadra una consapevolezza tecnica, il 3-0 a casa del Celtic è un forte riscontro mentale. In un quadro di mantenuta umiltà - so che Conte è un martello anche in questo - ora la Juve conosce il suo valore e sembra dire alle rivali "dimostrami tu di potermi battere". Psicologicamente si è avvantaggiata su quasi tutti".

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