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C'è invece chi, come la stellina Tony Watt, ancora non crede di giocarci contro: "Affrontare Buffon, Pirlo e gli altri sarà per me come vedere tutta la mia vita scorrermi davanti".

Il Celtic si prepara a sfidare la Juventus negli ottavi di finale di Champions League con un mix di emozione e spavalderia. Spavaldo è sicuramente capitan Brown, che lancia il guanto di sfida ai bianconeri e provoca Pirlo.

"In fondo siamo pur sempre undici contro undici, anche se loro hanno uno che ci minaccia più degli altri, e allora bisogna fermarlo in ogni modo. - ha affermato ieri in conferenza stampa - Andrea è un grande, sarà un vanto giocare contro di lui, anche se vedo che sta invecchiando...".

Gli scozzesi preparano le barricate per difendersi dall'assalto dei bianconeri e ripartire in contropiede. "Immaginate una cittadella inespugnabile. - ha detto Brown - Questo dovrà essere la porta del Celtic contro la Juventus".

Visibilmente emozionato, è, al contrario del suo capitano, il ragazzino Tony Watt, il castigatore del Barcellona nella fase a gironi. "Affrontare Buffon, Pirlo e gli altri sarà per me come vedere tutta la mia vita scorrermi davanti. - ha dichiarato a 'Tuttosport' - E poi averla improvvisamente lì, davanti agli occhi. Del Piero? Se ci fosse stato sarebbe stato il massimo, è sempre stato uno dei miei eroi".

Preso dall'Airdrie, piccola squadra scozzese, quando aveva quindici anni, Watt ha bruciato le tappe. Segna goal a grappoli e nel gennaio 2011 il Celtic sborsa 100 mila euro per il suo cartellino, e gliene offre 72 mila di ingaggio.

Lui ripaga facendo subito due goal al Motherwell. Nella scorsa stagione nella Next Generation ha realizzato le prime due reti al Barcellona. E in questa, un goal ai catalani veri, con un contropiede capolavoro palla al piede.

"Ciò che ho vissuto a novembre, quando ho segnato il goal della vittoria sul Barcellona, - ha raccontato - resterà per sempre impresso nel mio cuore. Credo che non avrò mai più la fortuna di buttarla di nuovo dentro nella porta di una squadra così forte. Ma certo questa partita con la Juventus si avvicina molto all’idea che ho io dei sogni. E degli imprevisti".

Ora proverà a ripetersi contro la squadra di Conte. "So tutto della Juve. - ha poi rivelato - E la Juve ha un giocatore non solo speciale. Di più: irreale. Sono cresciuto seguendo la sua carriera, la sua crescita: Buffon. E poi Pirlo: quante volte l’ho visto giocare, prima nel Milan e nella Nazionale italiana, ora anche nella Juve. E’ pazzesco pensare che avrò già la fortuna di stringere la mano a gente così".

Anche se un piccolo rammarico Watt ce l'ha: "Speravo che la Juve prendesse Drogba e non Anelka. - ha rivelato - Sia chiaro, Nicolas è un fior di attaccante, ma per me Drogba è meglio. Diciamo che è il mio attaccante favorito. L’ho sempre amato. Sarebbe stato fantastico conoscerlo. Invece niente. Mi accontenterò".

Per quanto riguarda invece il tecnico Neil Lennon, quest'ultimo ha rivelato una curiosità. "Ogni tanto Ferguson mi dà consigli. - ha affermato - Per un giovane allenatore come me sono delle perle. Si è congratulato per alcune vittorie e dopo quella con il Barcellona è venuto anche a trovarci".

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